Philippe Coutinho e il Barcellona. Un rapporto che ha vissuto momenti di crisi profonda, di aspettative mancate, di sogni infranti. Era il 1918 quando fece capolino per la prima volta in azulgrana, ceduto dal Liverpool dove aveva giocato una sola stagione post avventura in Serie A tra le fila dell'Inter. In Catalogna però ci restò pochissimo e – anche se fece bene con 52 gettoni e 13 gol – passò in prestito al Bayern Monaco. Dove in un anno ha vinto tutto ciò che c'era da vincere mentre il Barça sprofondava nei suoi problemi.

Coutinho era presente nella disfatta di Champions League, con il Bayern che sommerse i catalani in un indecoroso filotto di 8 gol e in quell'occasione ne segnò due, entrando nei minuti finali. Ma non esultò, ben sapendo che era ancora a tutti gli effetti un giocatore del Barcellona e visto che – come narrano le recenti cronache – aveva già avuto primi contatti con colui che sarebbe diventato il nuovo tecnico, Ronald Koeman, che gli aveva garantito un rientro alla base, da protagonista.

Così è stato: Coutinho oggi fa parte del nuovo Barça firmato dal tecnico olandese che ha effettuato una rinfrescata della rosa inserendo il brasiliano tra i punti fermi del nuovo progetto tecnico. Che sarebbe ripartito anche senza Leo Messi, non vi fosse stata la retromarcia della Pulce davanti ai problemi contrattuali per lasciare il Barcellona. Sarebbe stato infatti il brasiliano classe '92 ad assumersi eventuali ulteriori responsabilità. Maturo, cresciuto dentro e fuori il campo, oggi Coutinho rappresenta un ‘acquisto' fondamentale. Lo ha già mostrato nel Trofeo Gamper vinto dal Barça su misura sull'Elche: al centro della manovra, gioco, intesa, tecnica e qualità. Tanto fa essere premiato come MVP, il miglior giocatore in campo.

Non vedevo l’ora di giocare di nuovo al Camp Nou. Sono molto felice e sto lavorando duramente per iniziare bene la stagione. Mi sento benissimo e spero solo che il mio ritorno a Barcellona possa andare bene. Sono molto motivato, mi  mancava il club, lo stadio, l'ambiente

Koeman punta fortissimo su di lui: Coutinho è un titolare inamovibile e con la presenza anche di Messi la trequarti del Barça ritorna ad essere di primissimo livello. Trequartista o punta d'appoggio Coutinho rappresenta il clasico jolly nel mazzo del tecnico olandese. Per dimenticare in fretta l'ultima terribile stagione e quella sconfitta in Champions in cui Coutinho c'era, ma dalla parte sbagliata.