Il Coronavirus stravolgerà anche il calciomercato, così come ha già stravolto la vita di tutti i giorni, in ogni ambito, su scala planetaria. In questo senso iniziano già ad arrivare le prime conferme. È il caso di Coutinho, trequartista brasiliano che il Bayern Monaco non riscatterà dal Barcellona. Arrivato in prestito la scorsa estate per 8.5 milioni di euro, poteva essere riscattato dal club bavarese per 120 milioni. Opzione che il Bayern non ha fatto valere, come confermato da Karl-Heinz Rummenigge al ‘Der Spiegel'.

"L'opzione d'acquisto è scaduta e non l'abbiamo esercitata. Non abbiamo preso decisioni definitive sul suo futuro, non abbiamo ancora parlato di trasferimenti o progetti futuri. Ora passeremo alla pianificazione della squadra per la prossima stagione".

Sulla decisione del Bayern ha inciso, inevitabilmente, anche l'impatto finanziario che la pandemia ha avuto sul mondo del calcio. Le cifre a cui ci eravamo abituati negli ultimi anni si andranno a sgonfiare nel corso della prossima campagna acquisti.

"Pagare 120 milioni per un calciatore oggi non è plausibile. Le porte del Bayern per lui non sono chiuse, vedremo se si potrà negoziare con il Barcellona un altro tipo di accordo o prolungare il prestito".

Al di là delle riflessioni di natura economica, c'è anche una motivazione tecnica dietro la scelta operata dai dirigenti del Bayern. Coutinho è stato titolare per gran parte della stagione, prima di fermarsi a ridosso del lockdown a causa di un infortunio piuttosto serio. Il suo rendimento, però, nonostante qualche gol qua e là non è mai stato all'altezza delle enormi aspettative che si registravano in Baviera attorno a lui. Anche in relazione all'ingente spesa necessaria per il suo definitivo riscatto. Atteso al rientro, in qualche modo l'ex Inter dovrà dimostrare di meritarsi una seconda chance in questo strano finale di stagione.