Iker Casillas stava giocando a padel quando il cuore ha fatto ancora una volta i capricci. E ha avuto paura che, questa volta, non ce l'avrebbe fatta. Ha avvertito un malore e quella fitta al petto lo ha riportato indietro nel tempo a due anni fa, quando fu costretto a interrompere l'allenamento col Porto per il trasporto d'urgenza in ospedale. Un infarto ha cambiato per sempre la sua vita, obbligandolo a rivedere i piani per una carriera che ha chiuso prima di quanto lui stesso immaginasse. "Per un mese ho avuto paura di camminare, dormire o fare qualsiasi esercizio… non mi riusciva niente. Se non mi fossi trovato al centro sportivo credo che sarei morto", è il ricordo di quei momenti.

Oggi ha 39 anni, non indossa più guantoni e scarpette, ha l'ambizione di candidarsi alla presidenza della Federcalcio spagnola. Il Real Madrid lo ha (ri)accolto nella grande famiglia delle merengues assegnandogli un incarico e un ruolo nella Fondazione collaterale al club iberico.

Scompenso. Aritmia. Il cuore che batte all'impazzata e quasi sembra scoppiargli in petto. È in queste condizioni che arriva all'Ospedale Universitario Quirónsalud di Madrid, situato a Pozuelo de Alarcón. I medici lo sottopongono subito ai controlli diagnostici e ne raccomandano il ricovero perché resti sotto stretta osservazione almeno per 12 ore. Sta bene. Quel malore, per fortuna, non è stata la spia di qualcosa di più grave. Ma non può ancora tornare a casa. Lo farà solo il giorno dopo, una volta accertata assenza di ogni sofferenza cardiaca. Paura passata, pericolo sventato.

Pochi giorni prima, in occasione del suo compleanno, aveva pubblicato su Instagram un messaggio che – a rileggerlo oggi, alla luce di quanto accaduto – è sembrato profetico. "Vivi oggi, domani vedremo", la frase maturata in questi anni, dopo aver visto la morte con gli occhi e capito che nulla v'è di più importante della vita. La sua è finita ed è ricominciata più volte: l'ultima, quando s'è separato dalla moglie, Sara Carbonero. La loro storia d'amore, scandita dal bacio in diretta tv alla giornalista (poi consorte) che lo intervistava al termine di un match del Mondiale 2020, aveva fatto sognare la Spagna.