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2 Luglio 2021
13:46

“Aiutateci a trovarla”, tifosi inglesi raccolgono fondi per la bimba tedesca derisa allo stadio

“Piangi piccola nazista” è solo una delle offese rivolte sui social alla bimba tedesca che, inquadrata allo stadio di Wembley, piangeva tra le braccia del papà per la sconfitta della Germania. Un’immagine che scatenò i tifosi allo stadio e in Rete. Qualcuno, però, ha voluto organizzare una raccolta fondi per farle un regalo di consolazione: “Non siamo orchi”. La somma delle donazioni effettuate è sorprendente.
A cura di Maurizio De Santis
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Battere la Germania ha sempre un sapore particolare per l'Inghilterra. Averla sconfitta ed eliminata dagli Europei ha scatenato l'entusiasmo dei tifosi, non solo per il passaggio ai quarti di finale degli Europei. Buona parte di quelli presenti allo stadio di Wembley si sono lasciati trascinare al punto da deridere una bimba tedesca che piangeva per la sconfitta della nazionale. Inquadrata dalle telecamere, è apparsa in lacrime sul maxischermo dell'impianto londinese: era abbracciata al papà, che provava a consolarla, mentre sua madre l'accarezzava per tranquillizzarla e la squadra di Löw usciva dal campo delusa e battuta (2-0, gol di Sterling e Kane).

Quell'immagine è stata come gettare benzina sul fuoco e le reazioni, anche in Rete, sono state devastanti, eccessive, ai limiti della cattiveria rispetto alla spontaneità della ragazzina prima derisa in diretta poi insultata e definita "piccola nazista che piange" sui social. In gergo si chiama ‘shitstorm', tempesta di escrementi e indica il flusso di commenti negativi. Quelli rivolti alla piccola per certi versi sono stati anche disgustosi. Ex calciatori come Stan Collymore (che ha pubblicato un tweet di condanna, nella foto sotto) e Gary Lineker hanno censurato l'episodio e alimentato il biasimo per la brutta piega che ha preso.

Ecco perché c'è stato chi, colpito dall'accaduto, s'è fatto promotore di una raccolta fondi pubblicando l'annuncio su un sito di crowdfunding per racimolare una somma da devolvere alla ragazza. "Non serve a cambiare le cose – si legge – ma almeno può rappresentare un bel gesto nei confronti della bambina. Non so chi sia ma i social possono aiutarci a trovarla. Pace". Un gesto a parziale compensazione e per dimostrare che non tutti i tifosi inglesi sono uguali e "orribili". Il tam tam è andato oltre l'effetto sperato: l'intenzione era racimolare una cifra simbolica (500 sterline, poco meno di 600 euro), all'appello hanno risposto oltre mille persone per una somma di circa 10 mila sterline (11 mila in euro).

Le immagini di euforia allo stadio di Wembley hanno fatto il paio con la foto de tifoso svizzero che si deprime e poi esplode in un'esultanza liberatoria nella sfida contro la Francia. È il calcio che prova a tornare alla normalità con la presenza del pubblico sugli spalti. È il calcio che libera emozioni e istinti repressi per oltre un anno a causa della pandemia, delle porte chiuse, del distanziamento e della rinuncia forzata alle cose più semplici e ad abitudini comuni come andare alla partita.

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