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Stefano Tacconi dopo l’aneurisma cerebrale: “L’emorragia può tornare e questo mi fa paura”

Stefano Tacconi è tornato in tv dopo l’aneurisma cerebrale. L’ex portiere della Juventus ha rilasciato la prima intervista a Verissimo e ha raccontato come sta oggi.
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A cura di Daniela Seclì
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Stefano Tacconi è tornato per la prima volta in tv dopo l'aneurisma cerebrale che lo ha colpito il 23 aprile del 2022. Lo ha fatto con un'intervista esclusiva rilasciata alla trasmissione Verissimo domenica 5 novembre. L'ex portiere ha spiegato: "Me la sono vista brutta. Pensavo di essere immortale e invece dietro l’angolo c’era qualcosa di inaspettato. È capitato a me e fortunatamente c’era mio figlio Andrea in macchina con me”. L'uomo si è commosso ricordando l'enorme affetto con il quale lo hanno accolto i suoi amatissimi cani quando è rientrato dall'ospedale.

Stefano Tacconi colpito da aneurisma cerebrale il 23 aprile 2022

L'ex portiere della Juventus ha spiegato che i giorni prima dell'aneurisma cerebrale avvertiva che qualcosa non andava: “Da due, tre giorni ero stanco morto, avevo guidato per tremila chilometri, sentivo che qualcosa non andava. Avevo mal di testa, ero stanco. Ho preso le solite pastiglie per il mal di testa, ma non pensavo fosse una cosa del genere”. Con un pizzico di amarezza, ha raccontato: "Mi sono perso un po’ di cose in questo periodo, come il matrimonio di mia nipote e i diciotto anni di mia figlia. Però, almeno, mi hanno visto vivere che è quello che conta”. Dopo l'operazione, non è stato facile per lui tornare a riappropriarsi pian piano della sua vita:

La cosa più complicata è stata la riabilitazione, molto dura. Nonostante sia stato un atleta, non entravo in palestra da 25 anni: ho dovuto ricominciare tutto da capo, a camminare e a parlare. Mia moglie e i miei figli sono stati importanti. Mia moglie è devota di Padre Pio e mi ha prenotato una vacanza a San Giovanni Rotondo.

Come sta Stefano Tacconi oggi

Stefano Tacconi ha raccontato come va oggi: “Mi dicono che devo stare attento perché può tornare l’emorragia, ed è quello che mi fa un po’ più paura, perché io non sto mai fermo, ho sempre bisogno di muovermi però ho una famiglia che mi sta dietro e questo è già importante. Adesso non mi fanno toccare il vino, non mi fanno fumare. Quando provo a bere ho delle belle scoppole in testa”. Al suo fianco, la sua famiglia:

Il medico che mi ha operato ha detto a mia moglie "Non so se arriva a domattina". Sono frasi forti da sentire, è stata dura ma lei ha resistito senza mai mollare. Adesso che sono tornato a casa mi sta dietro, mi cura e mi guarda.

E, con un pizzico di ironia, ha aggiunto di essere un paziente un po' indisciplinato: "All'ospedale sono caduto sette volte, perché mi slegavo e volevo camminare. […] Adesso torniamo in ospedale due volte a settimana. Per due, tre giorni che non ho fatto palestra ho già iniziato a peggiorare. Se vado in palestra miglioro, sto bene e cammino meglio".

Il figlio Andrea racconta come ha salvato la vita a suo padre

Andrea, figlio di Stefano Tacconi, è entrato in studio e ha raccontato come il 23 aprile 2022 ha salvato la vita a suo padre:

Stavamo andando a una fiera ad Asti. Quando si è alzato, alle 7, lo vedevo che era sbiancato, che aveva mal di testa. Gli ho detto di riposarsi un'oretta. Arriviamo in fiera ad Asti e scendendo dall'auto, è crollato a terra già in coma. L'ho preso al volo. Ho visto che era un problema al cervello, aveva convulsioni, respirava male o per qualche secondo non respirava proprio,  ho pensato al peggio. L'ho girato su un fianco e ha ripreso a respirare. Ho chiamato i soccorsi, che sono arrivati nel giro di cinque minuti. Mi hanno detto che non sapevano se sarebbe arrivato vivo in ospedale ad Alessandria. Ho detto a mia madre di prepararsi al peggio. Ha fatto una settimana e mezzo di coma.

Poi, pian piano si è ripreso, ha iniziato a muovere gli occhi e dopo venti giorni ha cominciato la riabilitazione: "Aveva perso 30 chili. Fortunatamente lui muove tutto. Ci sono casi in cui vengono paralizzate alcune parti del corpo". Infine, Stefano Tacconi ha detto la sua sullo scandalo del calcioscommesse:

Cosa penso dello scandalo del calcioscommesse? Che non c'è stata educazione dalle famiglie. L'educazione di dire a un figlio di non fare certe cose credo debba venire dalla famiglia. Se sbagli è giusto che ti tolgano qualcosa. Questa credo sia la cosa importante da insegnare a un giovane che inizia a fare due soldini. Deve rispettare i soldi, la gente e i tifosi.

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