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Fabio Fazio: “Sul Nove abbiamo fatto una grande impresa. Ferragni? Non credo si potesse fare diversamente”

Fabio Fazio fa un bilancio della prima stagione di Che Tempo che Fa sul Nove, in chiusura domenica 12 maggio. Il conduttore si dice sorpreso dei risultati ottenuti e rivendica la libertà di potersi esprimere, nel rispetto del pubblico e anche del saper fare televisione.
A cura di Ilaria Costabile
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La prima stagione di Che Tempo che Fa sul Nove sta per arrivare al termine, domenica 12 maggio sarà l'ultima puntata e Fabio Fazio non può che dirsi soddisfatto per essere riuscito a creare un format che, nel tempo, ha fidelizzato il pubblico più del canale che lo trasmette. Da ottobre a maggio tanti sono stati gli ospiti, da Chiara Ferragni a Franco Di Mare, tutti sono riusciti ad arricchire un programma che, d'altro canto, poteva già contare su una solida base.

Il bilancio della prima stagione di CTCF e il rapporto con la politica

Intervistato da Repubblica, il conduttore non esita a mostrarsi stupito dall'andamento di questa prima stagione: "Quello che è successo è una grande impresa. Non me lo aspettavo, facevo i conti con gli ascolti della rete, il 5, 6% di share, dati che potevano essere accettabili. Li abbiamo superati, è stato un anno bellissimo". La strada, però, è ancora lunga per assestarsi su una nuova rete, sebbene Fazio ritenga che il vero punto di forza del programma sia l'immancabile Luciana Littizzetto, ma senza dubbio la possibilità di poter parlare liberamente di ogni tema è un fattore che, per chi fa televisione, è imprescindibile: "La libertà è la possibilità di essere contemporanei quindi di adeguarsi al momento, è il contrario di reprimersi". In merito a quanto accaduto in Rai, dal caso Scurati che è stato anche suo ospite, agli scioperi dei giornalisti, dichiara:

Sono uno di quelli non compatibili con la nuova narrazione. Ricordo sempre che il mio contratto non fu rinnovato da chi c’era prima e da chi è arrivato. Da quanti anni si dice che la Rai deve trovare un’autonomia dalla politica? Da sempre. Invece è connessa, ed è sempre più complicato. Al di là della politica, la televisione bisogna saperla fare. Non è una cosa semplice, è un lavoro d’ingegno e si rischia di fare errori. I limiti sono già oggettivi in ciascuno di noi, si figuri partendo con i paletti. A distruggere ci vuole un secondo.

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto

Eppure, in tanti anni di televisione, Fabio Fazio dichiara di non aver mai ricevuto una chiamata da un politico, sebbene non siano mancate le interviste a esponenti di vari partiti. Intanto, proprio il suo volto è apparso sulla cartellonistica elettorale di Meloni con le prese in giro di Atreju, un episodio che non ha accettato di buon grado:

È una cosa molto sgradevole, nel senso che quando si indica una persona fisica, un cittadino comune addirittura come avversario, come simbolo, ovviamente non è tranquillizzante. Del resto sono abituato, negli anni scorsi il ministro degli Interni (Matteo Salvini) nei telegiornali, nelle piazze, sui giornali, mi aveva pubblicamente ricordato più di 120 volte, quindi il modo è sempre lo stesso. Pazienza. I comportamenti di solito qualificano quelli che li mettono in atto.

L'intervista a Chiara Ferragni

La prima trasmissione l'ha condotta quando aveva 20 anni, per cui di tempo a fare televisione ne ha trascorso e non poco, portandosi dietro gli insegnamenti dei suoi maestri come Guglielmi, Bruno Voglino ed Enrico Vaime: "Credo che un mio pregio sia quello di saper ascoltare e assorbire, mi sono portato via tutto quello che potevo. La lezione è quella di non essere mai banale, di non accontentarsi e di fare le cose al meglio, rispettando il pubblico e pensando che sia meglio di te". La sua modalità di fare televisione, nonché condurre le interviste, è ormai nota e a questo proposito, alla domanda sull'avere rimpianti nell'ospitata di Chiara Ferragni, attesa da tutti dopo il caso Balocco e l'inizio di quella che poi è stata la confermata crisi con Fedez, risponde:

Non credo che si potesse fare diversamente. Mi interessava ancora capire come la più grande influencer, una domatrice dei social, abbia potuto commettere una leggerezza così grande. È l’aspetto che umanamente mi incuriosisce di più. Se ci sono profili di responsabilità non sono io a stabilirlo. Non ci si poteva aspettare che avrebbe fatto un’ammissione di colpa o un’autoassoluzione. E l’accanimento continuo mi sembra eccessivo

L'arrivo di Amadeus e l'avventura sul Nove

Intanto sul Nove passa anche un altro grande nome della Rai di questi anni, Amadeus: "L’ho sentito all’indomani della comunicazione del suo passaggio e ci siamo detti: “Vediamoci a cena”. Tutto ciò che accende il Nove è benvenuto". Sulla sua nuova rete, Fazio dichiara apertamente che si tratta di un mondo diverso da quello Rai e anche Mediaset: "Il nostro è un mondo pionieristico, artigianale, ed è un’altra corsa: c’è un grande futuro da costruire, è l’impresa più entusiasmante. Lo spettatore ha una consapevolezza diversa, non esiste più l’affezione a un canale, le linee editoriali si sono talmente annacquate da non essere riconoscibili". Il bilancio di questo cambiamento lo descrive così, dicendosi grato per la sua carriera:

Posso solo essere grato. Dirò una frase che sembra romanzesca: “Anche quello che ti è mancato fa parte di quello che hai avuto”, i pieni e i vuoti sono fatti di quello che siamo fatti. Di più non potevo avere. Se fai una vita come la mia lì per lì sei euforico e 40 anni dopo ti puoi permettere il lusso, avendo raggiunto un certo benessere, di aver rinunciato alla spensieratezza e alla giovinezza. Non può che essere così.

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