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Scioperi a Hollywood, ripartono i negoziati tra sceneggiatori e studios ma l’accordo è lontano

Dopo il nulla di fatto dei giorni scorsi si riaprono i negoziati per risolvere la fase di stallo che tiene bloccate le produzioni di film e serie Tv in America. Allo stato attuale un accordo pare ancora lontanissimo e sono già trascorsi 100 giorni dall’inizio delle proteste.
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A cura di Andrea Parrella
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Lo sciopero degli sceneggiatori negli Stati Uniti dura ormai da 100 giorni e ha superato il precedente del 2008. Una protesta che tiene di fatto bloccate le produzioni di film e serie Tv e che non mostra grandi margini di progresso, nonostante nelle ultime ore siano timidamente ripartiti i negoziati tra le sigle sindacali che difendono gli sceneggiatori in America, raccolte sotto la sigla WGA (Writers Guild of America), e la Alliance of Motion Picture and Television Producers (AMPTP), che invece rappresenta l'unione dei produttori e che nelle scorse ora ha consegnato un nuovo pacchetto di proposte per mettere fine alla protesta.

Dopo il nulla di fatto della scorsa settimana, con un incontro tra le parti conclusosi in modo fallimentare, sono ripartiti i contatti nelle scorse ore. Il sindacato degli sceneggiatori, attraverso una comunicazione ai suoi membri, ha fatto sapere che verranno valutate le proposte degli studios e che entro una settimana arriverà una risposta, sottolineando che "a volte si possono fare maggiori progressi nei negoziati quando vengono condotti senza una descrizione dettagliata delle mosse da entrambe le parti e una successiva dissezione pubblica del significato delle mosse. Questo sarà il nostro approccio, almeno per il momento, fino a quando non ci sarà qualcosa di significativo da segnalare, o a meno che il management non utilizzi i media o surrogati del settore per cercare di influenzare la narrazione".

I leader della protesta hanno incontrato lo scorso venerdì la CEO di AMPTP, Carol Lombardini, che durante l'incontro avrebbe affermato l'unico interesse degli studios sia quello di "tornare a lavorare". Cosa sulla quale WGA si è detta sostanzialmente d'accordo "con l'avvertenza che quelle condizioni che hanno reso il lavoro degli scrittori sempre più insostenibile debbano prima essere affrontate ". Al netto di annunci e buone intenzioni, infatti, mancano segnali rassicuranti che vadano nella direzione di una risoluzione tra le parti. WGA ha infatti sottolineato che l'AMPTP ha rifiutato di affrontare almeno cinque o sei questioni sollevate dal sindacato, che hanno effettivamente portato allo sciopero.

A complicare la situazione si è aggiuntolo sciopero degli attori partito lo scorso 14 luglio, che ha di fatto provocato un improvviso stop delle produzioni già in corso e impedito la partecipazione dei talent a presentazioni di film e serie Tv, provocando uno slittamento di molte di queste e ilrinvio degli Emmy Awards. Gli sceneggiatori e gli attori chiedono migliori retribuzioni e diritti, oltre a garanzie sull'uso futuro dell'intelligenza artificiale e migliori condizioni di lavoro.

A questo proposito, per altro, al fine di non "spaccare" in due la protesta, la scorsa settimana WGA ha anche notificato all'AMPTP che desidera una disposizione aggiuntiva nel suo contratto che consenta ai membri di rispettare i picchetti di altri sindacati.

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