A cinque mesi dalla scomparsa di Maria Aparecida Soares (Brenda) emerge un dato investigativo importante: il passaporto di Brenda, l'unico documento che sarebbe sparito con lei, è scaduto. "Brenda non poteva lasciare l'Italia con quel documento", racconta a Fanpage.it, Janaina Cesar, giornalista brasiliana in Italia e tra le poche a interessarsi del caso per la stampa sudamericana. A fornire questo elemento nella vicenda della mamma scomparsa da Verona, invece, la viceconsole, Ligia Garofalo.

La ricostruzione del compagno

Se è andata via volontariamente, dunque, Brenda non ha potuto lasciare l'Italia. Si tratta di un elemento importante che si aggiunge a una serie di ulteriori elementi indiziari al vaglio del procuratore di Verona, Maria Federica Ormanni, che ha assunto il caso. Disposto anche l'esame del telefonino di Brenda, rimasto – con i soldi, la carta di credito e i documenti d'identità – a casa del compagno Andrea Felicetti, dove sono conservati tuttora gli effetti personali di Brenda, passati dagli armadi agli scatoloni del seminterrato. La donna è scomparsa dalla villetta che condivideva con il compagno a Camalavicina (frazione di Castelnuovo del Garda), la notte del 18 luglio 2018. Nessuna notizia di lei da quella mattina, ovvero da quando, risvegliandosi, il Felicetti si sarebbe accorto della sua assenza. Per lui si tratterebbe di allontanamento volontario, come ha sottolineato nella segnalazione inviata a ‘Chi l'ha visto?', alcune settimane dopo, in cui riferisce anche del ritrovamento della bici di Brenda nel parcheggio della stazione di Peschiera Del Garda.

La confidenza all'amica: "Voglio lasciarlo"

"Brenda voleva andarsene, sì, ma solo dalla casa del compagno". Lo riferisce a Fanpage.it., un'amica della donna scomparsa: "Da settimane con Andrea le cose non andavano bene, lei era sicura che lui avesse un'altra relazione. Una volta mi chiamò sconvolta per riferirmi di un episodio che aveva sfiorato la violenza" racconta C. " Era decisa, aspettava solo di organizzarsi economicamente per prendere un appartamento da sola, so che era in attesa della restituzione di una somma di denaro per un danno arrecato alcuni mesi prima alla sua auto, i soldi le servivano per ricominciare". Proprio le amiche della cinquantunenne si sono attivate, insieme alle altre donne della comunità brasiliana in Italia, per chiedere verità sulla sua scomparsa. Lo scorso 8 dicembre ha avuto luogo a Venezia una manifestazione promossa dalle donne della comunità per sensibilizzare l'opinione pubblica sul caso, la seconda negli ultimi due mesi. Pochi partecipanti, ma un grande striscione: "Seja uma mulher que levanta outras mulheres: ‘Sii una donna che aiuta altre donne'".