Bimba morta a Bordighera, il nonno davanti casa del compagno della figlia: “Mi hai ammazzato la nipote”

Il padre della donna in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, per la morte della figlia di 2 anni a Bordighera, è stato denunciato per minaccia. Ieri 20 aprile si è presentato sotto casa del compagno della figlia, anche lui indagato con la stessa accusa ma a piede libero, e ha gridato: "Mi ha ammazzato la nipote, gli faccio vedere io".
La tragedia risale allo scorso 9 febbraio quando la donna nella sua casa di Bordighera ha chiamato i soccorsi perché la figlia più piccola non respirava più. Quando i sanitari sono arrivati nell'abitazione per la piccola non c'era più nulla da fare. Fin da subito però ci sono stati i sospetti di investigatori e inquirenti su quanto accaduto per diversi lividi che la piccola aveva sul corpo. Stando alla Procura di Imperia che indaga sull'accaduto, c'è l'ipotesi che la piccola sia morta nella notte quindi quando non era a casa della madre: la donna, con i suoi tre figli, infatti aveva trascorso i due giorni prima a casa del compagno. La mattina del 9 febbraio si era alzata presto e aveva portato i bimbi di nuovo a casa loro per prepararli in tempo per andare a scuola. Il sospetto è che la piccola sia stata caricata in macchina già morta, da qui le indagini si sono allargate anche al compagno della madre. Tutto dovrà essere chiarito e intanto sono in corso gli accertamenti scientifici nelle abitazioni (che sono sotto sequestro) e sugli abiti della piccola e dei due indagati. Non c'è ancora il via libera per il dissequestro della salma.
La tragedia ha creato tensioni nella famiglia della donna tanto che il padre, quindi il nonno della piccola, si è presentato a casa dove vive il compagno della figlia, ovvero quella dei suoi genitori. L'avvocato dell'indagato, il legale Cristian Urbini, ha spiegato a Fanpage.it che il nonno della bimba morta "ha citofonato spacciandosi per un corriere, è sceso il padre del mio assistito e lo ha riconosciuto subito. L'uomo gli ha detto che voleva parlare con il compagno della figlia, voleva risolvere la questione. Così si è portato la mano al fianco del pantalone dove c'era un rigonfiamento. Il padre del mio assistito ha inteso come se ci fosse una pistola, ma non l'ha vista".
Tutto mentre l'uomo avrebbe gridato: "Mi ha ammazzato la nipote, gli faccio vedere io". Nella giornata di oggi 21 aprile è stata presentata una denuncia in caserma per minaccia "per garantire sicurezza alla famiglia del mio assistito, ma ribadiamo che non è nostra volontà creare tensioni. Comprendiamo lo stato d'animo dei familiari della piccola, anche il mio assistito è sconvolto per la situazione".
A Fanpage.it l'avvocata della donna in carcere, la legale Laura Corbetta, ha precisato che l'uomo le ha detto di essere stato fuori da quella casa ma di non essere stato armato.