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Alessandro Venturelli scomparso a Sassuolo

Archiviazione Alessandro Venturelli, la mamma: “Denunciai dopo un’ora, invece di cercarlo interrogavano mio marito”

Roberta Carassai, mamma di Alessandro Venturelli, ha parlato a Fanpage.it della recente archiviazione delle indagini iniziate in seguito alla scomparsa del 20enne da Sassuolo, avvenuta nel dicembre 2020. “In Italia nessuno cerca gli scomparsi”. Questa sera il caso a Chi l’ha visto?
A cura di Gabriella Mazzeo
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Si dice arrabbiata e promette battaglia Roberta Carassai, mamma di Alessandro Venturelli scomparso il 5 dicembre del 2020 da Sassuolo. Da quel giorno, Roberta non ha mai smesso di cercare e di combattere per avere notizie di suo figlio. "Ho denunciato la sua scomparsa un'ora dopo il fatto. Mio figlio andava cercato vivo, come una persona che è in movimento e si sposta, invece si è subito pensato a lui come a un cadavere. Le forze dell'ordine hanno saputo dal primo momento quali erano le condizioni psicologiche di Alle perché io le ho espressamente dichiarate nella denuncia. Mio figlio andava cercato da vivo dai primi istanti, invece le autorità hanno passato 5 ore del loro tempo a interrogare mio marito, l'ultima persona che lo aveva visto. Quel tempo inutilmente buttato poteva essere usato per cercare Alessandro. Magari a quest'ora sapremmo dov'è o sarebbe tornato a casa".

L'inchiesta sulla scomparsa di Venturelli è stata archiviata il 17 aprile. Il gip del Tribunale di Modena l'ha definita un "allontanamento volontario". "Per mio figlio non è mai stata formulata un'ipotesi diversa, eppure avevo sottolineato quali fossero le sue condizioni psicologiche fin dal primo istante. I miei avvocati hanno fatto valere le loro ragioni, spiegando perché quell'inchiesta non andava archiviata e tutti gli errori che sono stati commessi. – ha ricordato Carassai a Fanpage.it – La verità è che in Italia gli scomparsi non vengono cercati e la cosa è ancora più critica per i maggiorenni. Si bolla tutto come allontanamento volontario, poi esistono Procure più sensibili che si adoperano in maniera più pronta. Purtroppo questo non è stato il nostro caso".

Carassai questa sera sarà in collegamento con la trasmissione Chi l'ha visto? per parlare della recente archiviazione dell'indagine. "È vergognoso. Siamo stati completamente abbandonati a noi stessi senza mai essere stati ascoltati in alcun modo. Avrebbero potuto fare tante cose fin dai primi istanti: cercare Alle come una persona in movimento, analizzare il suo cellulare o il suo computer. Invece abbiamo dovuto muoverci da soli ed io, nel tentativo di trovare da me risposte su quello smartphone, ho sovrascritto alcuni dati. Questo accade quando si lasciano le famiglie sole a fare le indagini".

"Sento spesso le mamme degli altri ragazzi scomparsi, purtroppo ce la raccontiamo tra noi. Tutte stiamo cercando notizie e ci battiamo anche per anni. Io ho avuto un aneurisma cerebrale e sono convinta che alla base ci sia stato proprio lo sfinimento psicologico e mentale al quale vado incontro da ormai 5 anni. Oltre al danno, anche la beffa dell'archiviazione". Carassai ha sottolineato che purtroppo, dal punto di vista legale, non è possibile opporsi alla decisione, ma si è detta pronta a combattere tramite televisioni, giornali e media. "Per me adesso si è aperta una guerra. Non smetterò in ogni caso di cercare Alessandro anche tramite la mia fondazione, l'associazione NOSTOS per le persone scomparse".

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L'ultima segnalazione risale a marzo e arrivava dall'Olanda, dove un testimone ha riferito di aver visto Alessandro vivere come senzatetto a Rotterdam. Alla segnalazione però non sono state allegate fotografie, fondamentali invece per consentire alla famiglia di proseguire nelle ricerche. Alessandro Venturelli si è allontanato il 5 dicembre 2020 da Sassuolo. All'epoca aveva 20 anni, i capelli corti castani e non portava la barba.

I tratti rimasti invariati a distanza di 5 anni sono l'altezza (1.70 m) e i tatuaggi sulle braccia, di cui uno raffigurante una data. Chiunque avesse informazioni utili alle ricerche, è pregato di allegare foto o video alla segnalazione. È importante, inoltre, provare a fermarlo per stabilire un contatto con lui. Chiunque abbia notizie può contattare l'associazione Nostos o Roberta Carassai sui suoi canali social.

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