Nel 2019 dovrebbe entrare in vigore la riforma pensionistica "quota 100" che permetterà ai lavoratori di andare in pensione in anticipo rispetto alle regole della legge Fornero attualmente in vigore. Ma sarà davvero così conveniente per i pensionandi usufruire di questa misura? A quanto pare, la risposta è no. Nell'ambito di un'audizione sulla legge i bilancio, l'Ufficio Parlamentare di Bilancio ha presentato una serie di stime atte a simulare gli effetti di "quota 100".

Secondo le stime dell'Upb, i contribuenti che andranno in pensione con i requisiti di "quota 100" subiranno un taglio all'importo dell'assegno da un minimo del 5,06% in caso di pensionamento con un anno di anticipo rispetto alla Legge Fornero, fino a un massimo del 34,17% nel caso di anticipo di 6 anni. Nonostante il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini abbia più volte dichiarato che non vi sarà alcuna penalizzazione per chi usufruirà di "quota 100" per andare in pensione anticipata, le cose non starebbero esattamente come annunciato dall'esecutivo, in quanto chi deciderà di andare in pensione prima subirà un taglio all'assegno mensile.

Proprio a fronte di queste penalizzazioni, l'Ufficio Parlamentare di Bilancio ha spiegato che è escluso che l'intera platea potenziale di possibili beneficiari di quota 100 – pari a 437 mila persone – decida di scegliere il pensionamento anticipato, anche perché in questo caso la spesa necessaria ammonterebbe a oltre 13 miliardi, circa il doppio di quanto stanziato.

 "Questa stima non è ovviamente direttamente confrontabile con le risorse stanziate nel Fondo per la revisione del sistema pensionistico per vari fattori: dal tasso di sostituzione dei potenziali pensionati con nuovi lavoratori attivi a valutazioni di carattere soggettivo (condizione di salute o penosità del lavoro) o oggettivo (tasso di sostituzione tra reddito e pensione, divieto di cumulo tra pensione e altri redditi, altre forme di penalizzazione)", ha sottolineato il presidente dell'Upb Giuseppe Pisauro . "Nella stima del governo è incorporata l'idea che la metà delle persone che potrebbe utilizzare la misura non vada in pensione", ha concluso.