Entrambi i rami del Parlamento hanno dato il via libera al nuovo governo. I numeri erano più stretti rispetto a quelli della Camera, ma l'esecutivo Conte bis è riuscito a incassare la fiducia anche al Senato. Il governo giallo rosso è riuscito a superare la soglia dei 161 voti necessari: 169 i voti favorevoli, 133 i contrari e 5 astenuti. Il nuovo governo ha ottenuto quindi due voti in meno al Senato rispetto a quanto ottenuto 14 mesi fa dal primo esecutivo guidato da Giuseppe Conte e sostenuto da M5s e Lega: in quel caso il governo Lega-M5S ottenne 171 ‘sì'.

La prima chiama per il voto di fiducia al Governo Conte 2 è iniziata poco dopo le 18. A favore del governo Conte 2 le forze politiche della maggioranza M5S, Pd e Leu, mentre hanno espresso la loro contrarietà Lega, FdI e FI. Il gruppo delle Autonomie, guidato da Julia Unterberger, ha votato per la maggior parte a favore. Hanno votato la fiducia i senatori a vita Mario Monti, Liliana Segre ed Elena Cattaneo. Alla Camera, dove si è votato ieri, i sì sono stati 343, mentre 263 sono stati i voti contrari.

Gli assenti ‘non giustificati' al momento del voto di fiducia al Senato sono stati in tutto 8. Alla maggioranza di governo, che sulla carta avrebbe dovuto ottenere almeno 171 voti, sono mancati due voti: uno è quello del senatore M5s Alfonso Ciampolillo; assente anche l'ex M5s, ora al Misto, Saverio De Bonis. Assenti anche 5 senatori di Forza Italia (Berutti, Conzatti, Giammanco, Modena e Stabile). Infine risulta assente anche il senatore a vita Renzo Piano. Sono invece 5 gli assenti ‘giustificati', in quanto in congedo: la senatrice M5s Bogo Deledda, il leghista Umberto Bossi, il senatore a vita Giorgio Napolitano, la dem Tatjana Rojc e il senatore a vita Carlo Rubbia.

I contrari e gli astenuti

Nel Partito Democratico il senatore Matteo Richetti, in dissenso con il suo gruppo, si è astenuto: "Per coerenza con i valori della mia militanza – ha spiegato – non posso votare per un governo nato per convenienze e con ambiguità". Richetti ha criticato in particolare il fatto che il nuovo governo abbia lo stesso presidente del Consiglio del precedente esecutivo: "Lei, signor presidente, ha posto la sua firma in calce a provvedimenti vergognosi", come "i decreti sicurezza, condoni, la chiusura dei porti". Al termine del suo intervento i senatori della Lega hanno applaudito.

Lo stesso ha fatto il senatore pentastellato Gianluigi Paragone, che in un primo momento aveva annunciato che avrebbe votato ‘no': "La mia tentazione di votare ‘no' è forte ma mi asterrò", aveva annunciato durante la dichiarazione di voto. Paragone ha comunque confermato la sua permanenza nel gruppo del M5S.

Per quanto riguarda l'opposizione, il ‘no' di Forza Italia è stato motivato così: "Sarà pur legittimo sul piano giuridico-costituzionale ma questo governo è certamente un abuso politico a cui noi diciamo un fermo No", ha spiegato nel suo intervento in Aula Anna Maria Bernini, capogruppo degli Azzurri, nel corso delle dichiarazioni di voto. "14 mesi orsono – ha detto Bernini rivolta al presidente del Consiglio – l'abbiamo conosciuta come un fervente antieuropeista, molti degli esponenti del suo governo parlavano di Italexit, di minibot, ora lei si presenta in quest'aula come una vestale dell'europeismo e della centralità del Parlamento. Gli italiani hanno paura di questo abuso politico che avete realizzato, paura di un aumento delle tasse, dell'istituzione di una patrimoniale a cui probabilmente anelate. Due partiti che sono stati sconfitti stanno al governo e coloro che hanno vinto sono all'opposizione, qualcosa che l'illustre costituente, professor Mortati, certo non condivideva quando avvertiva che non ci può essere una frattura tra eletti e popolo come invece è sotto gli occhi di tutti. Vi siete accomodati dopo gli insulti reciproci e con nonchalance al banchetto delle 700 nomine che saranno fatte da qui ai prossimi mesi. Ma noi di Forza Italia resisteremo, non faremo mai un governo con il Pd e neppure con i 5Stelle".

Il commento di Salvini su Twitter

Poco prima del risultato del voto Salvini ha pubblicato un tweet con un collage di foto che ritraggono gli ex presidenti del Consiglio Matteo Renzi e Mario Monti e l'attuale premier Giuseppe Conte: "10 settembre, giornata del tradimento".