La minaccia di una crisi di governo non accenna a ritirarsi. E se davvero Italia Viva, dovesse sfilarsi dal governo, al Senato, dove i numeri per la maggioranza sono più incerti, sarebbero in corso colloqui con la presidente di Palazzo Madama Casellati per la costituzione di un gruppo parlamentare autonomo, secondo le nuove regole: ci vuole almeno un eletto sotto le insegne di un partito che si è presentato alle urne. In questo caso il partito di riferimento sarebbe l'Udc, che alle ultime elezioni ha presentato il suo simbolo con il centrodestra; l'eletto è invece il senatore Antonio De Poli. Lo scrive oggi La Repubblica.

Al progetto, come ricostruisce l'AdnKronos, che sarebbe già in cantiere da settimane, con l'idea di fare un nuovo movimento politico, di stampo europopolare, che potrebbe forse trasformarsi in un partito in futuro. Dentro ci sarebbero parlamentari delusi di Forza Italia, esponenti vicini a Toti, ex pentastellati ora nel Misto, esponenti dell'Udc. L'obiettivo dovrebbe essere anche quello di presentarsi alle prossime regionali, con proprie liste e candidati, e senza Silvio Berlusconi. Di nome e simbolo ancora non si parla, ma secondo quanto scrive ‘la Repubblica', dietro tutto ci sarebbe il senatore Paolo Romani, che all'AdnKronos dice: "‘Può darsi che si costituisca un gruppo alternativo a quello di Fi, di forte ispirazione liberale, popolare e riformista, sempre nel perimetro del centrodestra, che non intende affatto fare da stampella a Conte e sostituirsi ai renziani. Mi piacerebbe che questa operazione politica fosse un progetto per l'Italia". E per questo motivi i parlamentari coinvoli nell'operazione non vogliono essere etichettati semplicemente come "responsabili". "Noi ci costituiamo e diventiamo interlocutori del governo", spiega il senatore Romani, che è stato più volte ministro nei governi Berlusconi, capogruppo di Forza Italia la scorsa legislatura, uomo vicino alla Fininvest, ma ormai in aperta polemica con il partito, perché troppo vicino alla Lega di Salvini.

Secondo quanto scrivono il Corriere della Sera e la Stampa, il presidente del Consiglio Conte sta studiando una sua contromossa: sarebbe intenzionato ad andare in Parlamento, come ha fatto già una volta affrontando Matteo Salvini, per misurarsi con un voto di fiducia nel tentativo di blindare l'esecutivo e l'Agenda 2023. "Perché io – sarebbe il ragionamento del presidente del Consiglio – non mi lascio distrarre o impressionare dagli scartamenti e dalle continue schermaglie di Italia Viva". Come riporta la Stampa, Conte avrebbe avuto dei colloqui con le ministre renziane: "Interrogatevi al vostro interno e valutate se volete proseguire con spirito di collaborazione. Ben venga se Italia Viva deciderà di proseguire in questa direzione con rinnovato entusiasmo".

Ieri intanto Italia Viva ha guadagnato altri due parlamentari: si tratta della deputata di Leu Michela Rostan e del senatore del Pd Tommaso Cerno. Matteo Renzi questa mattina su Facebook commenta così: "Per una settimana quasi tutti i media scrivono: Italia Viva perde pezzi. Poi si riunisce il Parlamento e siamo +2 rispetto a una settimana fa (benvenuta Michela, benvenuto Tommaso). Più ci attaccano, più cresciamo. Sarebbe bello parlare della realtà e non inseguire le fake news".