Per un italiano su due ci sono troppi immigrati in Italia e l’82% non conosce lo Ius Soli

Più di un italiano su due sovrastima la presenza di immigrati nel nostro Paese. Secondo il 35% degli italiani gli immigrati sarebbero il 16%, mentre il 25,4% dei cittadini ritiene che un residente su quattro in Italia sarebbe non italiano. Si tratta di dati ben diversi dalla realtà dei fatti: gli stranieri in Italia sono solo l’8% della popolazione, come notato correttamente dal 29,9% degli italiani. Mentre il 31,2% ritiene – correttamente – che la presenza di immigrati di religione islamica nel nostro Paese sia del 3% del totale della popolazione: in tutti gli altri casi (68,7%) la loro presenza viene sovrastimata. La fotografia sulla percezione della presenza di immigrati nel nostro Paese viene scattata dal Rapporto Italia 2018 dell’Eurispes.
Gli italiani che stimano con esattezza la presenza di africani in Italia (1,7% della popolazione) sono soltanto il 15%, mentre il 27,4% dei cittadini italiani crede che la principale regione d’origine sia l’Africa del Nord, ma in realtà da questa area arriva solo il 12,9% degli stranieri. Un italiano su tre (33,6%) afferma di guardare con sospetto le persone dai tratti mediorientali, mentre il 29% del campione dice che cerca di viaggiare meno.
C’è poi la conoscenza dello Ius Soli, una proposta di legge di cui solo il 17,7% degli intervistati sa di cosa si tratta e la stessa percentuale di italiani lo associa non solo alla nascita ma anche alla frequentazione della scuola italiana. Per il 56,9% degli italiani con questa misura basterebbe nascere sul suolo italiano.
Le minacce: corruzione e incompetenza politica
I cittadini credono che le maggiori minacce per loro vengano da corruzione (87,7%), politici incompetenti (86,2%), organizzazioni mafiose (85,6%), smog (81,1%), attentati (78%) e crisi dell'acqua (74,1%). Nonostante la paura degli attentati, il 73% degli intervistati dice di non aver cambiato le sue abitudini quotidiane. Ad avere paura dei cambiamenti climatici e del surriscaldamento terrestre sono invece il 77,5% degli italiani.
Inoltre, il 56% degli italiani dice di essere pronto a usare un’arma per difendersi nel caso di una intrusione notturna nella propria casa. Secondo il 75,5% degli intervistati, inoltre, negli ultimi due anni sono aumentati i casi di violenza sule donne. Invece, una persona su dieci ammette di aver subito stalking, soprattutto donne under 24.
Italia Paese senza crescita e stabilità
L’Italia non riesce a garantire crescita, stabilità, sicurezza economica e prospettive per il futuro ai suoi cittadini che si sentono, di conseguenza, delusi e confusi. Il Paese oscilla tra conservazione e cambiamento senza prendere una posizione, così come ondeggia tra desiderio di stabilità e spinte populiste, ragionevolezza e nichilismo. Inoltre, a guidarlo è una classe dirigente disomogenea che non cerca di raggiungere obiettivi comuni. “La mancanza di responsabilità è diventata un elemento distintivo del vivere quotidiano e il principale comune denominatore di una serie di vicende che hanno caratterizzato la vita pubblica italiana su diversi fronti – ha commentato il presidente Eurispes, Gian Maria Fara – una caduta del senso di responsabilità che dai piani alti della società si trasferisce a livello dei singoli soggetti, rendendo sempre più difficile la tenuta degli stessi rapporti sociali e interpersonali”.
Alta la fiducia nelle forze dell’ordine
Gli italiani hanno però una buona fiducia nelle istituzioni, soprattutto nelle forze dell’ordine e nelle forze armate, oltre che nella Protezione civile. Meno fiducia, invece, nel governo: solo uno su cinque si fida dell’esecutivo. Quest’anno, comunque, aumenta in generale la fiducia nelle istituzioni, anche nel governo, apprezzato da un italiano su cinque. Dato simile anche dei consensi nei confronti del Parlamento. Rimane alto il grado di gradimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al 44,5%.
Quattro genitori su 10 disposti a raccomandare i figli
Tre genitori su quattro desiderano la realizzazione dei figli nel mondo del lavoro, mentre due su dieci si aspettano che i figli contribuiscano all’economia della famiglia. E quattro su dieci ritengono accettabile far raccomandare i propri figli da un amico/conoscente per trovare un lavoro. Il 23% di loro si rivolgerebbe a un politico o a una persona influente e il 20,2% sarebbe disposto anche a uno scambio di favori.