6 Settembre 2021
21:13

Terapie intensive e ricoveri, la situazione nelle Regioni: chi andrà in zona gialla e quando

I dati Agenas registrano l’andamento del riempimento degli ospedali nelle Regioni italiane. Sono dati fondamentali per capire chi e quando passerà in zona gialla insieme alla Sicilia. Diverse Regioni hanno valori percentuali al limite nelle terapie intensive, ma anche per quanto riguarda i ricoveri in area medica.
A cura di Tommaso Coluzzi

Tutti gli occhi sono puntati su due dati: i ricoveri in terapia intensiva e in area medica. Si guarda alle percentuali di riempimento degli ospedali per capire quali Regioni rischiano la zona gialla dalla settimana successiva, visto che ormai gli indicatori decisionali più importanti sono proprio questi. I dati aggiornati questa sera da Agenas segnano un peggioramento in alcune Regioni e un miglioramento in altre, ma c'è chi sembra destinato alla zona gialla dalla prossima settimana e chi, invece, è molto lontano dalle soglie che impongono di abbandonare la zona bianca. Al momento, infatti, l'unica Regione in zona gialla è la Sicilia, che mantiene valori molto alti ma ancora distanti dalla zona arancione.

I dati sulle terapie intensive e sui ricoveri in area medica Regione per Regione

Per capire chi è più vicino a superare la soglia che determina la zona gialla, bisogna guardare ai dati Agenas appena aggiornati. I limiti da non superare per restare in zona bianca sono 10% per le terapia intensive e 15% per l'area medica. I dati su cui decide la cabina di regia e su cui si basa il monitoraggio Iss del venerdì sono quelli del martedì, quindi saranno quelli di domani. Già da quelli di oggi, però, è possibile farsi un'idea chiara:

  • Abruzzo: 2% terapia intensiva, 6% area medica
  • Basilicata: 3% terapia intensiva, 13% area medica
  • Calabria: 8% terapia intensiva, 19% area medica
  • Campania: 5% terapia intensiva, 9% area medica
  • Emilia Romagna: 6% terapia intensiva, 5% area medica
  • Friuli Venezia Giulia: 9% terapia intensiva, 4% area medica
  • Lazio: 7% terapia intensiva, 7% area medica
  • Liguria: 4% terapia intensiva, 4% area medica
  • Lombardia: 4% terapia intensiva, 6% area medica
  • Marche: 10% terapia intensiva, 6% area medica
  • Molise: 0% terapia intensiva, 7% area medica
  • Provincia autonoma di Bolzano: 7% terapia intensiva, 5% area medica
  • Provincia autonoma di Trento: 0% terapia intensiva, 3% area medica
  • Piemonte: 3% terapia intensiva, 3% area medica
  • Puglia: 5% terapia intensiva, 8% area medica
  • Sardegna: 14% terapia intensiva, 15% area medica
  • Sicilia: 14% terapia intensiva, 23% area medica
  • Toscana: 10% terapia intensiva, 8% area medica
  • Umbria: 8% terapia intensiva, 7% area medica
  • Valle d'Aosta: 0% terapia intensiva, 1% area medica
  • Veneto: 5% terapia intensiva, 3% area medica

La Sicilia resta ampiamente in zona gialla, ma questa non è una novità. La Sardegna continua a crescere nelle terapie intensive, arrivando al 14%, ben oltre la soglia, ma resta al 15% nei ricoveri in area non critica. Tante, invece, le Regioni che sono arrivate al limite della zona gialla in terapia intensiva, ma non negli altri reparti (ricordiamo che bisogna superare entrambi i valori contemporaneamente): le Marche sono al 10%, la Toscana è al 10% e il Friuli Venezia Giulia è al 9%. Discorso opposto per la Calabria, che da settimane ha superato la soglia dei ricoveri in area medica, ma tiene sotto il livello della zona gialla le rianimazioni.

Zona gialla e zona bianca, cosa cambia e quali sono le misure restrittive

Le differenze tra zona gialla e zona bianca sono poche ma importanti da ricordare: nella fascia più chiara è stato eliminato da qualche mese l'obbligo di indossare la mascherina all'aperto, che invece torna nell'area gialla. La seconda novità importante riguarda la ristorazione: in zona bianca c'è il limite di sei persone sedute allo stesso tavolo all'interno, mentre all'aperto non c'è alcun tetto massimo; in zona gialla, invece, torna il limite di quattro persone non conviventi sia dentro che fuori. Per il resto non c'è nessuna differenza: bisogna seguire i protocolli di sicurezza per le singole attività che, però, sono tutte aperte con l'eccezione delle discoteche; non c'è nessun limite alla circolazione, né di giorno né di notte.

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