Sondaggi politici, oggi il centrosinistra vincerebbe le elezioni: Vannacci sale ancora

I due schieramenti sono in equilibrio, ma di fatto con questi numeri, se si andasse alle urne oggi, vincerebbe il centrosinistra. Certo, al netto della legge elettorale che potrebbe cambiare parecchio i risultati finali. A mostrarlo è la nuova Supermedia realizzata da Youtrend per Agi: i sondaggi politici mostrano che, rispetto a due settimane fa, centrodestra e campo largo si stanno ‘assestando'. FdI e Lega sono in ripresa, lo stesso vale per il M5s; Forza Italia perde voti, così come Pd e Alleanza Verdi-Sinistra; Italia viva di Matteo Renzi cresce. Si conferma la salita nei sondaggi di Futuro nazionale di Roberto Vannacci, stabilmente oltre il 3%.
Fratelli d'Italia è al 28,2%, con una crescita di un decimo percentuale. Nell'arco di due settimane, è una variazione molto molto leggera. In pratica, il partito di Giorgia Meloni sembrerebbe essersi stabilizzato per il momento. Lo ha fatto dopo un periodo di calo: da quando il centrodestra ha perso il referendum, la crisi interna al governo Meloni è scoppiata e le conseguenze della guerra in Iran hanno iniziato a farsi sentire, i meloniani hanno attraversato un momento complicato. I consensi, però, sembrano in gran parte aver retto. La nuova soglia di riferimento, sotto cui non scendere, potrebbe essere il 28%.
Più complicata la situazione di Forza Italia, all'8,3%. I forzisti perdono lo 0,3% nella media dei sondaggi politici. È il segnale di una fase di difficoltà. Resta da capire se gli interventi della famiglia Berlusconi, che ha fatto sostituire i capigruppo di Camera e Senato Paolo Barelli e Maurizio Gasparri (poi diventati rispettivamente sottosegretario di governo e presidente della commissione Esteri a Palazzo Madama), siano stati la causa o l'effetto del calo nei sondaggi.
La Lega va meglio, al 7,3%. Un +0,1% non permette particolari entusiasmi, ma segnala che il calo, forse, si è fermato. Chi per il momento non si ferma è Futuro nazionale di Roberto Vannacci: è al 3,5%, con un +0,2%. Per ora è stabilmente sopra il 3% e alcune rilevazioni lo spingono vicino al 4%.
Vannacci, però, nella coalizione di centrodestra non c'è. L'alleanza è completata da Noi moderati con l'1,1% (+0,1%). L'attuale maggioranza prende il 44,9% dei voti.
Nell'opposizione il Partito democratico è al 22,4%, con un -0,2%. Un calo dopo un periodo di crescita, al contrario di FdI e Lega. Lo stesso andamento registrato da Alleanza Verdi-Sinistra al 6,2%. Nel campo largo cresce il Movimento 5 stelle, che va al 12,8% con un rialzo di un decimo. Ma l'exploit viene soprattutto da Italia viva di Matteo Renzi, al 2,6% con un +0,3%.
Con +Europa (1,5%) si completa il cosiddetto campo largo. Lo schieramento sulla carta raccoglie il 45,3%. È un vantaggio contenuto, circa mezzo punto percentuale rispetto al centrodestra. Considerando i margini di errore statistico e le varianti della legge elettorale, la competizione è decisamente aperta. Anche perché lo sono le coalizioni. Nel centrodestra c'è chi guarda a Vannacci e chi vorrebbe integrare Azione di Carlo Calenda (3%). Il campo largo è un'alleanza solo sulla carta, al momento: non c'è un programma elettorale condiviso e neanche una figura di leadership unica.