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La scrittrice Djarah Kan: “Quando Vannacci parla di remigrazione mi sento presa per il c…”

Djarah Kan, scrittrice e attivista, nell’ultima puntata di Scanner Live ha commentato un video in cui Roberto Vannacci descrive la “remigrazione”. Kan ha detto che si sente “presa per il culo”: iIn Italia “ci sono cinque milioni di poveri e Vannacci parla dei neri da rimandare in Africa”. Il motivo è che “il razzismo è un antidepressivo che politici incapaci usano per continuare ad essere incapaci”.
A cura di Luca Pons
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"Il razzismo è un grandissimo antidepressivo che politici incapaci utilizzano per continuare ad essere incapaci". Lo ha detto Djarah Kan, scrittrice e attivista, ospite dell'ultima puntata di Scanner Live, il programma di approfondimento politico di Fanpage.it condotto da Valerio Nicolosi. La frase è arrivata al termine di un discorso nato da un video: quello di Roberto Vannacci, europarlamentare e leader del suo partito Futuro nazionale, che descrive il termine "remigrazione".

"Chi sei tu per decidere qual è la cultura italiana?"

La parola viene utilizzata dall'estrema destra (soprattutto europea) per indicare la volontà di espellere da un Paese, in buona sostanza, tutti coloro che non sono bianchi. Vannacci invece ha girato attorno al concetto: "Remigrare vuol dire ritornare nel Paese d'origine", e può essere "volontario", oppure "facilitato" o anche "coatto, per quelle persone che o sono entrate illegalmente, e quindi non hanno alcun titolo per rimanere qua, oppure offendono la nostra società, la nostra cultura" o "sono di quelle culture che non sono compatibili con la nostra".

Qui sta il punto secondo Kan: "Io mi sento presa veramente per il culo, per una semplice ragione: in Italia esiste già il dispositivo del rimpatrio, dell'espulsione, del foglio di via. La legge prevede che se tu fai una serie di cose che non devi fare, brutte brutte brutte, a un certo punto ti prendono e ti dicono "Senti, te ne devi andare". Cosa mi significa questa cosa della remigrazione? Vannacci mi fa esempi che possono anche sembrare sensati, come ‘se fai delle cose veramente brutte vieni mandato via'. E poi dopo ci infila dentro quello che è il vero significato, cioè persone che non ‘si integrano' con i valori della società italiana, persone che ‘offendono la nostra cultura' e che hanno ancora meno titoli delle persone che entrano illegalmente".

Insomma, "il punto della remigrazione non è l'illegalità, è una questione culturale". Cosa che, peraltro, apre una serie di interrogativi: "Anche gli italiani che sono antifascisti molto probabilmente offendono l'idea che Vannacci ha di cultura italiana. Di che cosa stiamo parlando quando si parla di cultura italiana? L'Italia è un insieme di culture, che titolo hai tu per scegliere quale parte dell'Italia è quella che rappresenta di più tutto il Paese?".

I veri problemi dell'Italia e il razzismo come "antidepressivo"

Al di là di questo, Kan ha insistito sull'idea che attacchi razzisti di questo tipo servano per distrarre gli elettori. "Io trovo che sia veramente allucinante oggi parlare di remigrazione quando l'Italia è un Paese completamente depresso. Non abbiamo stipendi che crescono dagli anni Novanta, rendiamoci conto: siamo uno dei Paesi europei con i più bassi stipendi, ed è una cosa allucinante perché l'Italia è un Paese ricchissimo. Noi questa cosa ce la dimentichiamo, perché viviamo in povertà".

"Ci sono cinque milioni di persone povere in questo Paese e Vannacci si mette a parlare degli algerini e dei neri che devono essere rimandati in Africa perché fanno la pipì sulle aiuole. L'Italia è un Paese in completo dissesto idrogeologico, le scuole cadono a pezzi, non ci sono investimenti per quanto riguarda l'educazione, la sanità è a pezzi, una persona per riuscire a farsi una visita deve aspettare 6-8 mesi, a volte anche un anno. Questi sono i problemi di questo Paese. Cosa c'entrano gli immigrati?".

La scrittrice, nata a  Santa Maria Capua Vetere e cresciuta a Castel Volturno, ha scherzato: "Io sono la terrona doc, ti posso proprio fare la lista di tutti i problemi, ce li abbiamo tutti quanti noi. Quindi io quando sento una persona come Vannacci dirmi che il problema dell'Italia sono i neri che parlano l'italiano che se ne devono tornare in Africa a fare i riti voodoo sinceramente mi fa veramente impazzire".

La conclusione è netta: "Vannacci parla di queste cose perché sa che il razzismo è il più grande antidepressivo che una persona bianca possa assumere per non pensare ai suoi reali problemi. Il razzismo è un antidepressivo".

Ovvero, il razzismo "incanala una rabbia distruttiva che non vuole essere affrontata in una maniera più strutturale. Io c'ho tanti problemi, siccome non so come risolverli, la politica mi dice ‘prenditi questa pillolina così ti senti un po' meglio'. La pillolina che cos'è? La remigrazione, perché io politico non li voglio risolvere i tuoi problemi. Allora ti do gli immigrati. Sbrana gli immigrati, italiano medio che stai vivendo da schifo, e vedrai che domani o dopodomani ti sentirai meglio. Il razzismo è un grandissimo antidepressivo che politici incapaci utilizzano per continuare ad essere incapaci".

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