Sondaggi politici, Lega mai così male da quando Salvini è leader: anche FdI cala, centrodestra in crisi

La Lega sta attraversando un periodo tra i più difficili della sua storia, sul piano elettorale. Lo dimostrano i numeri, raccolti nella media dei sondaggi realizzata da Termometro politico. Il Carroccio non scendeva così in basso da quasi 13 anni: toccò il fondo pochi mesi nella fase dell'elezione di Matteo Salvini, poi iniziò una risalita. Anche Fratelli d'Italia perde ancora terreno, e così la coalizione corre il rischio di perdere le prossime elezioni. Il centrosinistra è stabile, ma è soprattutto Futuro nazionale di Roberto Vannacci ad attirare l'attenzione, crescendo ancora.
Fratelli d'Italia è al 27,8% dei consensi. Si parla comunque della prima forza politica nel Paese, ma il partito di Giorgia Meloni non scendeva sotto il 28% – nelle medie di Termometro politico – dalle ultime elezioni europee, due anni fa. Il segnale, quindi, non è positivo.
Forza Italia regge al 7,8%, perdendo pochi decimi. Chi è davvero giù è la Lega, al 6%. Per rendere l'idea, la serie storica di Termometro politico che va fino all'anno 2000 mostra che il Carroccio toccò i minimi nel 2002, con un 3% di consensi nei sondaggi. Si parlava, però, di tutto un'altro partito: era la Lega Nord di Umberto Bossi, che concentrava i suoi voti nel Settentrione.
Da allora ci fu una lenta crescita, poi una nuova crisi culminata con il 3,8% di dicembre 2013. In quel mese, Matteo Salvini fu eletto segretario. Dal 2014 partì una risalita verticale con la svolta nazionalista della Lega: già a giugno il partito aveva superato il 6%. Non è mai tornato sotto quella soglia nei successivi dodici anni, toccando anche il picco del 37% attorno alle europee del 2019. Oggi è pericolosamente vicino a farlo, ed è già al livello più basso registrato da allora.
Insomma, tutti i partiti del centrodestra sono in difficoltà, chi più e chi meno. Tra i motivi principali c'è la nascita di Futuro nazionale di Roberto Vannacci, che sale al 5,7% e si prepara al sorpasso sui leghisti (ex compagni di partito di molti degli attuali vannacciani).
Nel centrosinistra, invece, il Partito democratico di Elly Schlein sale al 21,3%. Il Movimento 5 stelle oscilla e torna al 12,9%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra è stabile al 6,3%. Questi tre partiti, da soli, ottengono sostanzialmente lo stesso risultato di FdI, Lega e Forza Italia. Un segnale importante in vista delle prossime elezioni. Certo, va ancora chiarito se il campo largo riuscirà a presentarsi come una coalizione unica e compatta.
L'alleanza dovrebbe essere completata con Italia viva di Matteo Renzi, al 2,5%, e +Europa all'1,5%. Nel complesso, quindi, dato che il centrodestra può contare solo sulle forze di Noi moderati oltre ai tre partiti principali (la forza di politica di Maurizio Lupi non è inserita nella media dei sondaggi, ma solitamente si aggira attorno all'1% nelle rilevazioni), si può dire che oggi il centrosinistra ha almeno un paio di punti di vantaggio, sulla carta.
Molto però dipenderà dalla disponibilità degli elettori a votare una coalizione unica; dalle mosse del centrodestra, con l'eventuale alleanza insieme a Vannacci; dalla legge elettorale, in discussione in queste settimane. E anche dai risultati dei partiti che si schierano fuori dalle coalizioni. In questo momento il principale, oltre a Futuro nazionale, è Azione di Carlo Calenda, che raccoglie il 3% dei voti.