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Schlein promette “burocrazia zero” alle imprese green e bollette più basse se il Centrosinistra va al governo

Elly Schlein ha detto che nella strategia del Pd per la crescita economica una delle priorità è abbassare le bollette. Per farlo, si punta a un piano di “burocrazia zero” per le imprese che investono in tecnologie green e tempi dimezzati per installare energia rinnovabile. Non manca un attacco al governo Meloni, che ha come “unica priorità la legge elettorale” mentre i lavoratori hanno gli stipendi “più bassi d’Europa” e pagano il caro energia “tre volte”.
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A cura di Luca Pons
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Il Partito democratico si prepara alla campagna elettorale, come tutti gli schieramenti politici. E così Elly Schlein, che negli ultimi anni ha sempre insistito molto sui temi più vicini a lavoratrici e lavoratori – salari, sanità, casa e in generale costo della vita – allarga lo sguardo anche alle imprese. La segretaria del Pd ha detto che il partito in questi giorni sta presentando la propria "strategia per la crescita". Rivolta sì ai dipendenti, ma soprattutto agli imprenditori. E al primo posto tra gli obiettivi (che prevedono "tre assi principali") c'è quello di "ridurre le bollette", ha detto a margine del congresso della Uil.

Il costo dell'energia è un tema che unisce lavoratori e aziende. Perché, come ha ribadito Schlein, "sono i lavoratori davanti alle fabbriche che mi hanno raccontato come su di loro incida tre volte il caro energia: quando arrivano le bollette triplicate in casa, quando vanno a fare la spesa e quando l'azienda entra in difficoltà perché non riesce più a pagare la bolletta e li mette in cassa integrazione". Tra crisi internazionali, accise sui carburanti e promesse di ritorno al nucleare si è parlato molto di energia negli ultimi mesi, ma "in questi quattro anni non abbiamo visto risposte efficaci da parte del governo".

Tetto al prezzo del gas e tempi più rapidi per le rinnovabili

Il primo modo per abbassare le bollette sarebbe essere meno dipendenti dal metano, mettendo un "tetto europeo al prezzo del gas nei momenti di emergenza" ma soprattutto potenziando la produzione di energia rinnovabile. E per farlo serve "un'unità di missione nazionale che, mettendo insieme governo e Regioni, dimezzi i tempi di autorizzazione per le rinnovabili".

Come è noto da tempo, il principale ostacolo che oggi blocca la crescita dell'energia rinnovabile in Italia sono proprio i tempi necessari per ottenere un'autorizzazione a installare nuovi impianti. Chi vuole farlo deve attendere una lunga trafila che spesso resta bloccata per mesi (o anni, se si parla di grandi impianti). Un tema su cui effettivamente l'esecutivo di Giorgia Meloni non è riuscito a migliorare molto la situazione, nonostante gli annunci a più riprese del ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin.

Burocrazia zero per chi vuole investire nel green

In più, intervistata da Repubblica, Schlein ha parlato di una misura per spingere le imprese a spendere di più sulle tecnologie green: "Burocrazia zero per gli investimenti nella doppia transizione". Ovvero, per chi sceglie di dirigere i propri investimenti verso tecnologie sostenibili sul piano ambientale dovrebbe nascere "uno sportello unico, una risposta entro 90 giorni".

La segretaria del Pd ha fatto riferimento a quella che oggi è la Zes, Zona economica speciale che include le Regioni del Sud. "Quel sistema" andrebbe allargato "a tutto il territorio nazionale" quando si parla di "investimenti nella trasformazione ecologica e digitale". Parole che, peraltro, hanno fatto irritare Forza Italia, con il portavoce Raffaele Nevi che ha attaccato: "Sarebbe da denunciare per plagio. La sinistra ha passato la vita a tassare tutto", o "oggi il segretario del PD scopre che invece servono le semplificazioni. Bene!!!! Peccato che mentre lei parla, il governo sotto la forte spinta di Forza Italia lo ha già fatto".

L'obiettivo dichiarato di Schlein, in ogni caso, sarebbe allo stesso tempo ridurre i costi dell'energia e alleggerire le imprese che si trovano ad affrontare lunghi iter burocratici. Senza contare che ci sarebbe l'idea di "incentivi mirati" per spingere i cittadini a utilizzare i propri soldi ("ci sono 1.700 miliardi di euro fermi sui conti correnti dei risparmiatori italiani") per sostenere "l'innovazione e le piccole e medie imprese". Un progetto, quest'ultimo, che per il momento non ha ancora contorni definiti.

L'attacco al governo: "Salari più bassi d'Europa e loro pensano alla legge elettorale"

Parlando di lavoro, poi, a margine del congresso Uil Schlein si è lanciata in un attacco al governo. Per farlo è tornata sui temi che considera cavalli di battaglia, dagli stipendi alla sanità: "In un Paese che ha un calo della produzione industriale da tre anni consecutivi, che ha gli stipendi tra i più bassi d'Europa, che ha raggiunto il record di pressione fiscale degli ultimi dodici anni, in cui le liste d'attesa per fare una mammografia possono arrivare a un anno e mezzo, è incredibile che l'unica priorità di questa maggioranza sia cambiare la legge elettorale".

A proposito dei salari, "sono diminuiti di nove punti percentuali negli ultimi quattro anni. Solo che negli stessi quattro anni gli italiani, quando sono andati a fare la spesa, hanno visto rincari dei beni alimentari per il 25%". Si crea così una disuguaglianza che"ruba potere d'acquisto" e "frena la crescita", ha aggiunto.

Infine, la segretaria ha insistito sulla sicurezza sul lavoro: "Nel 2025 ci sono stati 1093 morti, vuol dire che in Italia ci sono tre lavoratori e lavoratrici al giorno che escono la mattina e non rientrano la sera. È un'emergenza vera e strutturale". Tra le idee, "lavorare molto di più sulla prevenzione e sulla responsabilizzazione delle aziende", ma anche "sulle nuove tecnologie che possono rendere più sicuri i luoghi di lavoro". In più, fermare "la logica del subappalto a cascata che purtroppo il governo ha inserito nel Codice degli appalti". Senza contare che "mancano molti ispettori per fare i controlli adeguati".

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