Sondaggi politici, il centrodestra scende ancora: senza Vannacci oggi perderebbe le elezioni

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A cura di Luca Pons
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Fratelli d’Italia e Forza Italia sono al punto più basso nei sondaggi dal 2024, la Lega non andava così male dall’inizio del mandato di Salvini come segretario. In questa situazione, il centrodestra oggi perderebbe nettamente le elezioni, stando alla media dei sondaggi realizzata da Termometro politico. Molto, però, dipende da Futuro nazionale di Roberto Vannacci.

Se si votasse oggi, con le attuali alleanze, il centrodestra perderebbe le elezioni in modo netto. Con qualunque legge elettorale – anche se quella nuova, in via di approvazione alla Camera, darebbe un vantaggio ben maggiore al centrosinistra in termini di seggi. Il motivo è chiaro: Fratelli d'Italia e Forza Italia non vanno così male nei sondaggi dal 2024, la Lega da quasi dieci anni. Nel frattempo, tra alti e bassi, il campo largo di Pd, M5s, Avs, Italia viva e +Europa guadagna ulteriore terreno. Sono i risultati della media dei sondaggi realizzata da Termometro politico, realizzata tra cinque sondaggi pubblicati tra il 13 e il 19 settembre.

Fratelli d’Italia è al 26,5%: due decimi più in basso rispetto alla media della settimana scorsa, è il nuovo risultato peggiore dal 2024 a oggi. Non è un mistero che il partito di Giorgia Meloni sia in leggera difficoltà sul piano dei consensi, e non è un caso che la premier abbia risposto finora con calcolate mosse elettorali: la sospensione del bollo auto e il tetto agli studenti stranieri in classe, tra le altre. Le ultime notizie sui conti pubblici, peraltro, hanno complicato parecchio la vita al governo in vista della prossima legge di bilancio, l'ultima prima del voto. Va detto che, in ogni caso, FdI oggi otterrebbe un risultato migliore rispetto a quello del 2022.

Dalle ultime elezioni politiche, però, due cose importanti sono cambiate per i meloniani: la forza elettorale degli alleati; e la compattezza delle opposizioni, che quattro anni fa si presentarono del tutto divise alle urne. Partendo dagli alleati, oggi Forza Italia è al 7,4%: anche per Antonio Tajani si tratta del risultato peggiore dal 2024. Ma a preoccupare è soprattutto la Lega, al 5,7%. Uscito più o meno indenne dal pratone di Pontida, Matteo Salvini ha convocato un congresso straordinario proprio per provare a rilanciare l'azione del partito e mettere a tacere le critiche interne, sempre più rumorose e organizzate.

Il problema principale per il centrodestra, che in questo momento faticherebbe a superare il 40% dei voti, è la crescita di Futuro nazionale, oggi al 7,6% dei consensi. Il partito di Roberto Vannacci al momento si schiera fuori dalla coalizione di maggioranza, e anzi non perde occasione di attaccarla. Se riuscisse a riprendersi i suoi voti, il centrodestra potrebbe riconfermarsi alle prossime elezioni. Al momento appare difficile, ma mancano mesi all'appuntamento con le urne. L'elettorato di Vannacci seguirebbe il generale anche se così dovesse spianare la strada al centrosinistra? E da qui alla primavera il leader ex leghista si rafforzerà o perderà spinta e calerà? Resta da vedere.

Le opposizioni, come si diceva, hanno trovato una compattezza che alle ultime elezioni non avevano. O meglio, la stanno trovando. Per il momento rimangono tutte le incognite, e le tensioni, sulle primarie per scegliere la leadership di coalizione e sul programma. Nel frattempo, però, i consensi restano piuttosto costanti e, in piccola parte, aumentano.

Il Partito democratico prende il 21,3%, a circa cinque punti da Fratelli d'Italia. Dall'altra parte, il Movimento 5 stelle è al 12,1%, in calo rispetto alla media della scorsa settimana. Alleanza Verdi-Sinistra, invece, è al 6,6%. I tre partiti che, da un certo punto di vista, costituiscono il nucleo ‘centrale' della coalizione (anche se nelle ultime settimane il programma del M5s ha sottolineato ancora una volta le distanze con il Pd) arrivano al 40%, un risultato paragonabile a quello del centrodestra senza Vannacci.

A questi si aggiungono Italia viva di Matteo Renzi, con il 2,4%, e +Europa con l'1,5%. Resta fuori dalle coalizioni, invece, Azione di Carlo Calenda con il suo 3%.

Calcolatrice alla mano, i partiti del cosiddetto campo largo sommati prenderebbero il 43,9% dei voti. Una percentuale che, ad oggi, basterebbe per sconfiggere il centrodestra. E, se passasse la nuova legge elettorale, questo permetterebbe un'ampia maggioranza sia alla Camera che al Senato. È ben noto, però, che le cose non sono così semplici. Da qui alle elezioni il centrosinistra dovrà mettere in piedi un percorso credibile per diventare una coalizione e convincere gli elettori.

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