Pontida 2026, Salvini intitola il pratone a Bossi e prova a riprendersi il partito da leader

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Il leader della Lega Salvini scopre a Pontida una targa che dedica a il “Sacro prato” a Umberto Bossi, “colui che per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra”. E intanto prova a mettere a tacere il malcontento tra i tanti militanti che vorrebbero le sue dimissioni.

La Lega di Salvini intitola il pratone di Pontida a Umberto Bossi "Colui che per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra", si legge nella targa, che è stata svelata dal leader della Lega, Matteo Salvini, in onore di Bossi, nel giorno di chiusura della manifestazione, questa volta più che mai tormentata dalle tensioni che agitano i militanti scontenti del Capitano.

L'appuntamento si apre con il ricordo di Umberto Bossi. Viene proiettato un video con le frasi più celebri del fondatore del partito, morto lo scorso marzo, e i militanti rispondo festosi con un applauso: "Bossi, Bossi". Tra le immagini nel video anche quella dell'abbraccio tra un giovane Salvinie il Senatur. "Per sempre con noi capo", è la scritta apparsa al termine del tributo al fondatore, mentre sul pratone di Pontida si diffonde il ‘Va', pensiero'.

Le contraddizioni di quest'edizione sono evidenti già dagli slogan. C'è chi vorrebbe il segretario ancora in sella, e chi invece non vede l'ora di cacciarlo perché il Nord ha perso centralità da quando al Carroccio è stata imposta una vocazione più nazionale. Una contrapposizione che si vede già dalle magliette vendute negli stand: ci sono quelle blu con la scritta bianca ‘Io sto con Matteo' e quelle bianche con la scritta verde ‘Lega Nord fino alla morte'.

Cristina, venuta dalla Brianza per occuparsi della distribuzione, racconta che 300 pezzi erano già stati prenotati, altri 300 vengono venduti oggi a 10 euro l'uno. Un esercito in divisa, che sul pratone vuole mostrare a quale ‘corrente' appartiene. "Per noi la Lega è Matteo, in un periodo in cui si sono persi consensi, è fondamentale oggi riconfermargli la nostra fiducia", spiega Cristina. "Io sono partita con Salvini e anche nei momenti di difficoltà sto con lui, anche se ha sbagliato qualcosa. Sono qui a Pontida per lui, ha tutto il mio sostegno", conferma indossando con orgoglio la t-shirt blu Samantha, augurandosi "che non ci siano fischi". Se le magliette pro-Salvini sembrano più numerose, non mancano quelli che anche con l'abbigliamento cercano di dare il benservito al segretario: "Salvini deve andarsene il prima possibile e ridarci la nostra Lega Nord", dice Livio Ghidelli, indossando una maglietta bianca con la scritta in verde fronte e retro ‘Lega Nord fino alla morte'. E chiede senza mezzi termini le dimissioni del segretario, "è assurdo che dopo 13 anni stia al comando e non si riesca a toglierlo, anche quando continua a sbagliare", attacca. Al posto di Salvini vedrebbe bene l'ex presidente del Veneto, Luca Zaia, che "in una notte – è certo Ghidelli – triplicherebbe i voti".

Zaia blinda il segretario Salvini: "Ma le istanze del Nord devono essere accolte"

Ma l'ex governatore del Veneto ribadisce il sostegno a Salvini. "C'è già un segretario…", dice Zaia a chi gli chiede se sia pronto per essere "il nuovo segretario della Lega Nord". "Questa è la festa del popolo della Lega, non è la festa personale di Zaia o di Salvini o di qualcun altro".

"È la festa del popolo, quindi oggi noi veniamo a Pontida, ormai io ci vengo praticamente da sempre, e dobbiamo avere il massimo rispetto per questi militanti, questi sostenitori e anche simpatizzanti che comunque dedicano il loro tempo libero al partito".

A una domanda sulle divergenze con Matteo Salvini, Zaia risponde che "ognuno esprime le proprie idee. Si è fatto un congresso, ne prendiamo atto, dopodiché voglio ricordare che l'estrazione politica, sociale e culturale del popolo della Lega è variegatissima ed eterogenea ed è inevitabile che a volte ci siano posizioni che a volte non collimano al 100 per cento".

"Io – ribadisce – resto dell'idea che i territori di riferimento restino quelli del Nord, in un progetto di unità nazionale. Le istanze del nord devono essere accolte, come c'è una questione meridionale è pur vero che c'è una quesitone settentrionale. La quesitone sud va risolta ma ce ne è anche una del nord che è la locomotiva dell'Italia e ha bisogno di risposte, altrimenti questo paese va a finire male".

Il ministro Giorgetti dal palco: "I nemici non sono dentro la Lega"

"I nemici non sono dentro la Lega ma fuori e sono più raffinati, e magari non si vedono". È uno dei passaggi dell'intervento dal palco di Pontida del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che si rivolge anche agli assenti: "A chi ha deciso di non venire oggi dico: senza di voi lo spirito di Pontida muore".

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