Salvini incontra gli imprenditori italiani in Russia: vuole riprendersi gli elettori di Vannacci

Avatar autore
A cura di Luca Pons
Immagine
Matteo Salvini è tornato a insistere sull’amicizia tra Italia e Russia e, soprattutto, sullo stop all’invio di armi all’Ucraina. Ha incontrato imprenditori italiani che lavorano a Mosca e parlato con testate russe. Il tutto, probabilmente, per inseguire Roberto Vannacci che sulla linea filorussa sta puntando molto nella sua campagna elettorale.

Dopo alcune settimane in cui le attenzioni dedicate dai giornali a Matteo Salvini hanno riguardato soprattutto le tensioni interne alla Lega, il ministro dei Trasporti e vicepremier è tornato a puntare su uno dei temi che caratterizzano il suo partito da anni: la linea filorussa.

Per farlo, nella giornata di lunedì Salvini ha incontrato a Milano un gruppo di imprenditori italiani che operano in Russia, riuniti nell'associazione Gim Unipmresa. Subito dopo, ha parlato con l'agenzia russa Tass e con la testata russa Vesti. Per assicurarsi che l'incontro fosse pubblico, il segretario ha fatto inviare una nota stampa della Lega che ne raccontava i contenuti. L'ambasciatore russo in Italia ha diffuso un comunicato di apprezzamento.

Non è una novità, dato che il Carroccio di Salvini è da anni il partito italiano più vicino alla Russia tra quelli presenti in Parlamento (con molte posizioni condivise, anche se con sfumature diverse, dal Movimento 5 stelle). È significativo, però, che il leader leghista abbia scelto di insistere in modo così evidente sulla questione proprio adesso che Roberto Vannacci, a sua volta ex leghista e oggi a capo di Futuro nazionale, ha iniziato la sua campagna elettorale assumendo posizioni anche più spinte di critica all'Ucraina e sostegno alla Russia.

"Basta armi all'Ucraina, dall'Italia una posizione equilibrata"

L'intervista di Salvini con le testate Tass e Vesti è stata piuttosto rapida, ma densa. Stando a quanto riportato dai giornalisti russi, il vicepremier italiano ha detto che il suo obiettivo è "porre fine al conflitto in modo che si posino le armi e la democrazia possa tornare a fare la sua parte", e che la posizione del governo Meloni è stata finora "il più possibile equilibrata, se paragonata a quella di alcuni altri governi".

Il segretario leghista ha detto che non vede la Russia come una minaccia e che nella ricerca di una mediazione "l'Italia potrebbe svolgere un ruolo, non escludo nulla nei prossimi mesi". Anche se, ha aggiunto, finora l'Unione europea è stata totalmente assente negli sforzi diplomatici per "trovare una soluzione a medio e lungo termine tra Russia e Ucraina". Soluzione che deve essere "diplomatica, non inviando armi ma supportando i negoziati".

Una linea decisamente opposta a quella del governo Meloni, che dalla sua nascita ha sempre sostenuto Kiev sul piano militare. La presidente del Consiglio, anzi, ne ha fatto un punto di coerenza e più e più volte ha difeso questa decisione. Va detto che, però, nell'ultimo anno le cose sembrano essere cambiate. Complice forse anche la crescita di Roberto Vannacci, Meloni ha smesso di parlare pubblicamente di sostegno armato all'Ucraina. E l'Italia non ha più inviato un pacchetto di aiuti militari da novembre 2025, mentre in precedenza la distanza tra gli invii era sempre stata di meno di sei mesi.

Sì al gas russo "quando il conflitto finirà"

Uno dei passaggi più delicati dell'intervista di Salvini è quello sui rapporti tra Italia e Russia: "Spero che le due parti in conflitto trovino un terreno comune affinché l'Italia possa finalmente riprendere i legami commerciali, sportivi, accademici e culturali con la Federazione Russa", ha detto il vicepremier.

"È importante che nessuno vada oltre il quadro del conflitto stesso sostenendo che non dovremmo mai più mantenere relazioni con la Russia; sarebbe sciocco, inutile e dannoso", ha insistito. Per poi tornare a promettere che l'Italia comprerà gas da Mosca quando il conflitto finirà: "Assolutamente sì, i numeri parlano da soli, basta guardare i costi attuali contro quelli di due, tre, quattro o cinque anni fa".

L'ambasciatore russo esulta: "Torna il buonsenso"

Salvini, insomma, è tornato a rilanciare senza esitazioni la linea morbida verso Mosca. Non a caso, oggi l'ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov ha commentato tramite i canali social dell'ambasciata le parole del leader leghista: "Il tema delle relazioni con la Russia e le conseguenze del corso anti-russo di Roma per l'economia italiana sta diventando sempre più oggetto di ampio dibattito pubblico", ha detto.

"L'Italia sta iniziando a tornare alla ragione e a rendersi conto che il prezzo pagato per partecipare alla politica anti-russa di Bruxelles è estremamente alto", ha poi aggiunto. La riunione a Milano tra Salvini e gli imprenditori italiani è stata citata come "la prova dell'inizio del ritorno dell'establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views