Sondaggi politici, Conte batte Schlein ma il risultato delle primarie è in bilico: tutti gli scenari

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Giuseppe Conte vincerebbe le primarie del campo largo in tutti gli scenari analizzati dal sondaggio di Piave per Fanpage.it. Ma il risultato potrebbe cambiare con la mobilitazione degli elettori Pd. Ci spiega il perché l’analista Gian Piero Travini.
Intervista a Gian Piero Travini
Analisa di Piave

Giuseppe Conte vincerebbe le primarie del campo largo, sia in un duello con Elly Schlein, sia nel caso di più avversari in campo. È quanto emerge dall'ultimo sondaggio di Piave in esclusiva per Fanpage.it, che analizza tre diversi possibili scenari. In tutti, il presidente del Movimento 5 Stelle risulta in vantaggio. L'esito però è meno scontato di quanto si pensi. Ci spiega il perché l'analista Gian Piero Travini.

Quanti voti prendono alle primarie Giuseppe Conte, Elly Schlein e Silvia Salis

Il centrosinistra non ha ancora deciso come scegliere il proprio leader. Le forze progressiste hanno rinviato la decisione a quando sarà definito un programma comune, ma la discussione va avanti da mesi. Ieri, a margine dell'evento di Nova per la costruzione della propria piattaforma programmatica, Giuseppe Conte ha detto di aver ricevuto un "mandato chiaro" dalla sua base per partecipare alle primarie e che dunque, non intende sottrarsi alla competizione. Anche Elly Schlein è pronta a scendere in campo ma lascia aperte più opzioni. "O l'accordo con chi guida il partito con più consensi, o le primarie", ha dichiarato.

Secondo Piave, a prescindere dagli attori in campo, se si facessero le primarie, a vincerle sarebbe Conte. Nel primo scenario il presidente del Movimento prenderebbe il 46%, contro il 37% di Schlein. Il restante sarebbe diviso tra: Matteo Renzi, che pur essendo alla guida di un partito che oscilla attorno al 2% riuscirebbe a prendere il 7%, Nicola Fratoianni (5%), Matteo Hallissey (4%) e Alessandro Onorato (1%).

Le primarie però, sono uno scenario "particolare", dice Travini. "Trovare il campione giusto è complicato. Un elettore del Pd è più ingaggiato di uno del M5S perché ha una rete territoriale più radicata", spiega.

Nell'ipotesi di una sfida a quattro, tra Conte, Fratoianni, Schlein e Silvia Salis, l'esito resta lo stesso ma con percentuali differenti. Il vantaggio di Conte infatti, si assottiglierebbe, al 42%, e anche la segretaria dem prenderebbe meno voti (32%). A capitalizzare una fetta consistente di preferenze sarebbe la sindaca di Genova, data al 21%. "Abbiamo notato che Silvia Salis prenderebbe dei voti anche dal Movimento 5 Stelle", commenta il sondaggista.

Un travaso che in parte trova una spiegazione nell'esistenza di un "elettorato moderato che considera Schlein più radicale di Conte". Il leader del Movimento infatti, è già stato premier, ricorda Travini. "Questo lo rende attualmente più appetibile di Schlein". La segretaria del Pd, nonostante la giovane età, non potrebbe contare sull'effetto "novità" di cui beneficia invece la sindaca di Genova.

Rispetto ai sondaggi precedenti però, il vantaggio di Salis si è ridotto. "Dopo aver dichiarato più volte la sua indisponibilità a correre per le primarie, se anche cambiasse idea, gli elettori potrebbero non considerarla più credibile", osserva.

Anche nello scenario di un duello Conte vs. Schlein, l'ex premier ne uscirebbe vincente, addirittura rafforzato, con il 53% delle preferenze, contro il 47% della segretaria. Il divario tra i due però si accorcerebbe. "Bisogna sempre tenere conto dell'ingaggio. Quanti andranno davvero a votare Conte? Sicuramente meno di quelli che usciranno di casa per votare Schlein. È più probabile che un elettore del Pd vada alle primarie che non un elettore del Movimento 5 Stelle. I due voti vanno pesati diversamente", spiega.

Come abbiamo già potuto vedere con le primarie del Pd quattro anni fa, la leader dem dispone di "una rete incredibile di attivisti capaci di portare la gente a votare", evidenzia Travini. "Ad oggi Conte è in vantaggio ma il campione è variabile. Quando la macchina del Pd si metterà in movimento probabilmente le cose cambieranno".

I voti ai partiti

Passiamo ora ai voti ai partiti. Fratelli d'Italia resta in testa ma vede erodere il suo primato. Il partito di Meloni raccoglie il 25,8%, seguito dal Pd, al 20,9% e dal Movimento 5 Stelle, al 12,7%. Al quarto posto fa il suo ingresso Futuro Nazionale, che scalza Forza Italia, raggiungendo la soglia dell'8,1%. Gli azzurri si fermano al 7,3%.

Più in fondo troviamo Alleanza Verdi-Sinistra, con il 6,1%, inseguita dalla Lega, ormai retrocessa al 5,9%. Azione sopravvive sopra la soglia di sbarramento, al 3,8%. Chiudono la classifica Italia Viva, +Europa e Noi Moderati, rispettivamente al 2,5%, 1,5% e 1,1%.

Il governo Meloni arriverà fino a fine legislatura?

Sullo sfondo resta l'ipotesi del voto anticipato, che finora Meloni ha escluso. Il 74% degli intervistati è convinto (molto e abbastanza) che il governo arriverà fino alla scadenza naturale della legislatura, a settembre 2027. Il 15% invece, crede che cadrà prima, seguito da un 11% che "non sa".

Quanto al giudizio sull'operato dell'esecutivo, i problemi più pressanti restano il caro vita, la sanità e la sicurezza. Rispettivamente su ciascun tema, il 78%, il 56% e il  55% degli intervistati crede che la situazione sia peggiorata. Anche sull'economia e il lavoro, il giudizio è negativo. Le criticità legata a scuola e cultura invece sembrano essere avvertite in misura minore.

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