Conte chiama Meloni ‘Cettina La Qualunque’ e replica sul Superbonus: “Abbiamo lasciato al governo 209 mld”

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Nel suo intervento conclusivo all’evento Nova a Milano, il presidente del M5s replica a Meloni sul Superbonus e accusa la premier di aver ereditato 209 miliardi dal suo governo. E sul bollo auto attacca: “Ora è lei Cettina La Qualunque”.

Sul Superbonus, Giorgia Meloni "continua a dire di dover far fronte a un buco di 200 miliardi. Hai trovato 209 miliardi sul tavolo, nessun presidente del Consiglio li ha mai trovati sul tavolo pronti" . Il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, replica alla premier nel suo intervento conclusivo dell'evento "Nova – Parola all'Italia", a Milano.

Qualche ora prima sul palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, nel commentare le critiche alla sospensione del bollo auto annunciata dal governo, Meloni aveva chiamato in causa il Superbonus: "Avete la faccia di parlare di chi paga le campagne elettorali dopo lo schifo del Superbonus? Dopo che avete accumulato 200 miliardi di debiti che avete scaricato su questi ragazzi e sul governo successivo al vostro, perché Giuseppe Conte potesse andare in giro a fare la campagna elettorale dicendo che ti ristrutturavi casa gratuitamente. Ma non vi vergognate?", aveva attaccato.

Il presidente del Movimento ha rispedito le accuse al mittente e ha rilanciato: "Dall'altra parte, c'è chi aveva promesso il taglio delle tasse e delle accise e ora ci troviamo con la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni e con i prezzi dei carburanti alle stelle", ha sottolineato.  "Dopo quattro anni sappiamo cosa c'è dall'altra parte. Hanno avuto la possibilità di dimostrare chi sono e dove ci vogliono portare. C'è chi dice di aspirarsi a Borsellino e vuole una giustizia più equa, ma in realtà vuole i giudici sotto il tacco della politica e introduce norme per limitare i poteri investigativi. Vuole norme per avvisare delinquenti e spacciatori prima dell'arresto. C'è chi ha detto e continua a dire, che vuole portare la meritocrazia e ha messo amichetti ai vertici dello Stato anche privi di competenze e poi ha tenuto per tre anni una ministra indagata".

Sul bollo auto, Conte è tornato a punzecchiare Meloni: "Se Pasquale Tridico, eurodeputato del M5S, fu accusato da Giorgia Meloni di essere "Cetto La Qualunque" quando propose il taglio del bollo auto per la Calabria, ora che il provvedimento è stato adottato a livello nazionale "al governo chi abbiamo? Cettina La Qualunque?", ha ironizzato.

"Giorgia Meloni ha detto ‘occhio a chi nel mondo non ama l'Italia'. Vi do una notizia, chi non ama l'Italia è a palazzo Chigi. Solo chi non ama l'Italia poteva mettere le firme al Patto di stabilità, o firmare un piano di riarmo per riarmare la Germania che riempie gli arsenali mentre AfD, i neonazisti, sta per andare al governo!", ha proseguito.

Sulla politica estera inoltre, l'ex premier ha criticato la posizione del governo sul conflitto in Palestina. "Ha reso l'Italia complice silente del genocidio a Gaza. Oltre 20mila bambini uccisi", ha dichiarato.

Successivamente, il leader ha elencato i principali capisaldi del programma pentastellato: dal no al riarmo allo stop all'invio di armi allUcraina e alla chiusura degli accordi commerciali e militari con Israele, passando per la reintroduzione del reato di abuso d'ufficio e il salario minimo, fino all'abolizione della legge-bavaglio e alla rimozione dei limiti alle intercettazioni.

Quelli elencati nei venti punti di programma costruiti nel percorso partecipato di Nova sono "tutti progetti che puntano alla giustizia sociale", ha spiegato. "Sono tutti progetti che puntano ad attuare la Costituzione. Ecco perché ho proposto di chiamare l'alleanza progressista un'Alleanza per la Costituzione'", ha concluso.

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