Meloni si rivolge a Schlein e la sbeffeggia dal palco: “Elly cara, prova a dire una cosa vera contro di noi”
"Elly cara, almeno una cosa vera contro di noi dilla, almeno una, ti prego. Te le passo io sotto banco". Dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, giovanile di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni si rivolge direttamente alla segretaria del Pd Elly Schlein, e la sbeffeggia dal palco, accusandola di non saper trovare argomenti per attaccare il governo.
"Abbiamo portato il fondo di finanziamento ordinario per le università al suo livello più alto di sempre. Parliamo chiaramente dello strumento che serve a pagare i docenti, il personale, a mantenere le strutture, ad aprire nuove aule, fare manutenzione, pagare i servizi agli studenti. Oggi il fondo è a 9,4 miliardi di euro, che è il 25% in più rispetto al 2019. E mi perdonerete se sono così didascalica, però ho sentito dire proprio in questi giorni alla segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, che la Meloni sull'università taglia e apre ai privati. Ora io voglio chiedere, Elly cara, carissima, ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestarci? Uno vero, te prego, uno, uno. Te li do io, te li do io se vuoi, perché siamo imperfetti anche noi, ma te prego, una cosa vera, dilla una, una, una, ti prego. Te le passo io sotto banco, perché pure noi qualcosa sbagliamo, ma una vera, una", ha detto alzando il tono della voce e aizzando il pubblico
"Come facciamo ad avere tagliato sull'università – ha aggiunto – se oggi il fondo di finanziamento è di 9,4 miliardi e quando siamo arrivati era 8,4?".
Meloni poi difende anche l'eliminazione (temporanea per il momento) del bollo auto, una tassa che viene riscossa dalle Regioni. Per le opposizioni "faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare", ha detto la premier ironicamente. "Non si può fare opposizione così su tutto", ha spiegato Meloni. "È un dato statistico che su 5.000 cose una buona la dobbiamo aver fatta, una. Manco quando abbiamo tolto il bollo della macchina a 14 milioni di veicoli gli è andata bene. Una volta che pensavamo di poter cantare insieme ‘bollo ciao, bollo ciao' – ha aggiunto intonando il ritmo di ‘Bella ciao' -, niente, non gli è andato giù manco questo. Loro lo vogliono pagare il bollo, loro lo vogliono pagare perché lo abbiamo tolto noi. Gli faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare".
L'attacco di Meloni a Conte sul Superbonus
"Una risposta la devo anche ad alcuni presidenti di regione della sinistra, Movimento 5 stelle, Pd, che hanno detto: ‘i soldi della campagna elettorale della Meloni li pagano le Regioni', riferendosi al fatto che le risorse per coprire la misura del bollo le toglieremmo alle Regioni, il che è falso. E lo abbiamo ampiamente già dimostrato, detto, ribadito, e loro lo sanno bene, ma sono abituati a fare politica così. Però scusate, ma veramente avete la faccia di parlare di chi paga le campagne elettorali dopo lo schifo del Superbonus?", ha attaccato.
"Dopo che avete accumulato 200 miliardi di debiti – ha continuato – che avete scaricato su questi ragazzi e sul governo successivo al vostro, perché Giuseppe Conte potesse andare in giro a fare la campagna elettorale dicendo che ti ristrutturavi casa gratuitamente. Ma non vi vergognate? Ma ci vuole coraggio… La campagna elettorale del Movimento 5 stelle ci è costata, è costata a ciascun italiano nel 2022 3.500 euro, anche a quelli che una casa non ce l'avevano, anche a quelli che erano appena nati, a tutti. Ecco quanto costano le vere campagne elettorali che faceva la sinistra".
Il saluto ai militanti di Gn: "Vi voglio bene"
Meloni ha terminato l'intervento gridando un "vi voglio bene" ai giovani militanti: "Essere famosi non è un merito. Il problema non è chi ce la fa, ma tutti quelli che mettono da parte studio e lavoro rincorrendo la chimera. Non lo consiglio e non posso offrirlo perché non posso promettervi la fortuna. Ma posso offrirvi un'altra cosa, la più impopolare che esista: la fatica. La fatica di costruire una nazione in cui i vostri figli possano stare meglio di voi, una eredità che nessuno potrà togliervi. Se volete fare questa strada impervia e entusiasmante non dimenticate che il bene più prezioso è la libertà, l'intelligenza più limpida è l'istinto e il giudice a cui rendere conto è la vostra coscienza. Sarà facile? No, ma sarà vero e meritato e vostro. Sarà la vostra storia e non sparirà dopo 24 ore. Sarete una scintilla di eternità e l'eternità non si consuma. Vi voglio bene". La kermesse si è chiusa con l'inno di Mameli, seguito da ‘A mano a mano' di Rino Gaetano.