Bollo auto abolito, come funziona la norma e da dove arrivano i soldi

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Il governo Meloni a sorpresa ha annunciato l’abolizione del bollo su auto, moto e scooter. Il Cdm di ieri ha approvato un decreto che prevede la cancellazione, al momento solo per il 2027, della tassa sul possesso di veicoli con una potenza fino ad 80 kW, ovvero quelle di piccola e media cilindrata. Poi la misura dovrebbe diventare strutturale con la prossima legge di bilancio. Resta però il nodo risorse.

Non un euro tolto a sanità o scuola per finanziare l'abolizione (temporanea) del bollo auto e moto, che interessa tutte le auto con una potenza inferiore agli 80 kW e tutti i motocicli e i ciclomotori. I membri del governo assicurano che il taglio della tassa, "una delle tasse più odiate dagli italiani" dice Meloni, sarà interamente coperto con "soldi non spesi in altri interventi pubblici".

Dopo l'annuncio della mossa a sorpresa, che proietta il centrodestra verso elezioni anticipate sebbene Meloni affermi il contrario, fonti di Palazzo Chigi hanno spiegato che la misura verrà coperta anche da fondi provenienti da economie del Pnrr, loans (prestiti) e grants (sovvenzioni) non utilizzati alla scadenza del 30 giugno 2026. "Sono soldi accantonati – spiega Salvini su Retequattro – ma anche per problemi burocratici, le opere non sono cominciate e hai da parte un risparmio che non puoi spendere e, invece di tenerlo fermo, le metti nelle case, nelle imprese, nelle famiglie. Non c'è un euro tolto alla scuola o alla sanità. Anzi".

Come funziona l'abolizione del bollo auto e quanto dura

Ieri al termine del Consiglio dei ministri, convocato per decidere come procedere contro il caro carburanti in vista della scadenza di oggi del taglio di 17 centesimi delle accise sul gasolio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa ha annunciato un decreto che elimina l'obbligo di pagamento del bollo su auto, moto e scooter. La cancellazione della tassa è legata al possesso di auto e moto con una potenza fino ad 80 kW, cioè vetture di piccola e media cilindrata.

Per l'esecutivo si tratta di 14,5 milioni di mezzi, cioè la totalità delle moto e il 70% del parco auto in circolazione. L'abolizione è in vigore dal 2027, per tutti i pagamenti previsti dal primo gennaio al 31 dicembre del prossimo anno. Per il momento quindi la misura è temporanea, anche se il governo ha chiarito l'intenzione di renderla strutturale nella prossima legge di Bilancio. Significa che dal 2028, stando agli annunci, gli italiani non saranno più obbligati a pagare questa tassa.

Come viene finanziata l'eliminazione del bollo auto e moto per il 2027

Il ministro dell'Economia Giorgetti in conferenza stampa ha sottolineato che l'intervento verrà poi stabilizzato: "Pensiamo che questa misura, che nasce in maniera emergenziale, poi diventi strutturale". Per il momento lo stop vale solo per un anno, dal primo gennaio al 31 dicembre 2027, perché lo strumento del decreto legge può prevedere solo misure emergenziali, hanno spiegato dal governo. Ma la misura dovrebbe essere confermata nella prossima legge di Bilancio. Resta però il nodo risorse per un intervento che comporta per Regioni e Province autonome, che attualmente gestiscono la tassa, un mancato introito da circa 2,3 miliardi di euro: se le Regioni sono destinatarie del gettito fiscale del bollo, lo Stato dovrà provvedere a trasferire fondi a titolo compensativo. E le risorse si dovranno trovare anche per la prossima manovra.

La bozza del decreto spiega infatti che "in relazione agli effetti finanziari conseguenti al mancato pagamento del bollo auto e moto, allo scopo di concorrere all'adeguamento dei bilanci delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano", lo Stato provvederà a "un trasferimento complessivamente pari a 2.293,5 milioni di euro per l’anno 2027, a titolo di compensazione della riduzione del gettito". Secondo i calcoli l’abolizione integrale del bollo sarebbe pari a una quota tra i 6,5 e i 7 miliardi. 

Il nodo risorse per le Regioni: saranno compensate per intero?

Se le Regioni di centrodestra si dicono convinte che il governo le risarcirà per intero per il mancato gettito, quelle guidate dal centrosinistra considerano il provvedimento pura "demagogia". Per quanto riguarda i rimborsi annunciati "si afferma falsamente che si tratta di compensazioni. Basta leggere il decreto per rendersi conto che si prevede, facendo l'esempio della Toscana, un rimborso per poco più di 100 milioni di euro, privandoci di entrate per circa 350", ha detto il governatore dem Giani.

Scettico anche De Pascale, presidente dell'Emilia-Romagna: "A quel che ci dice il presidente della Conferenza delle Regioni, la misura dovrebbe essere integralmente compensata nel gettito alle Regioni. Non sono in grado di confermare o smentire, aspettiamo di avere atti ufficiali per capire. Da quel che sappiamo parliamo di un taglio di 2,3 miliardi su oltre 7 miliardi complessivi di gettito del bollo, 550 per la sola Regione Emilia-Romagna".

Tajani ha respinto questa lettura allarmistica: "Il presidente Giani evidentemente non ha letto il testo. L'articolo 2 dice che lo Stato risarcirà tutto alle Regioni, che anzi ci guadagneranno perché non dovranno andare a cercare gli evasori, non avranno le spese della ricerca degli evasori".

Per quali veicoli scatta l'esenzione del bollo

L'abolizione della tassa riguarda tutte le auto con una potenza inferiore agli 80kw e tutti i motocicli e i ciclomotori. Non è previsto alcun limite di Isee per godere del beneficio. I modelli più venduti nel mercato italiano che prevedono versioni sotto gli 80 kW sono:

  • Fiat Pandina
  • Dacia Sandero
  • Citroën C3
  • Toyota Yaris
  • Renault Clio
  • Jeep Avenger con la versione d'attacco a benzina (1.2 Turbo) che eroga 74 kW di potenza
  • Volkswagen Polo
  • Seat Ibiza
  • Peugeot 208
  • Opel Corsa
  • Hyundai i20
  • Lancia Ypsilon.

In caso di più veicoli, tutti sotto la soglia degli 80 kW, lo stop vale per quello di potenza inferiore. A parità di potenza, l'esenzione scatta per l'auto per cui è prevista l'importo minore per la tassa automobilistica. In caso di più motocicli l'esenzione è prevista per quello con la potenza inferiore (in caso di parità di potenza per quello che ha il bollo inferiore). Nel caso di veicoli elettrici è già prevista l'esenzione, e i proprietari non pagano la tassa automobilistica.

Nuovo taglio delle accise sui carburanti

Contemporaneamente il Cdm di ieri ha prorogato per altri 15 giorni il taglio delle accise sul diesel. Scene però l'importo rispetto agli attuali 17 centesimi al litro: dal 18 al 25 settembre il taglio sul gasolio sarà di 12,2 centesimi al litro, Iva inclusa, successivamente si dimezzerà a 6,1 centesimi al litro fino al 5 ottobre. L'intervento inciderà per circa 112 milioni di euro. Poi scatteranno di nuovo le accise mobili. Il governo ha contestualmente ampliato fino ad ottobre anche il credito di imposta sui carburanti per gli autotrasportatori. I due provvedimenti, quello su bollo e quello sulle accise, sono strettamente legati, e vanno incontro alle difficoltà di famiglie e imprese per il caro prezzi.

"Abbiamo scelto di trasformare una parte delle risorse impiegate finora contro il caro carburanti in una misura semplice e strutturale, pensata soprattutto per chi utilizza ogni giorno auto e moto per lavorare, accompagnare i figli, muoversi. Una scelta concreta: cancelliamo una delle tasse più odiate dagli italiani e continuiamo sulla strada della riduzione del carico fiscale", ha spiegato la premier in conferenza stampa, aggiungendo che lo schema ricalca quello che un altro governo di centrodestra, di cui ho fatto parte (il riferimento è al governo Berlusconi, ndr) ha usato per la casa: viene abolito il bollo sulla prima auto di proprietà fino a una determinata potenza dell’auto, cercando di concentrare su chi ha più bisogno".

Nei giorni scorsi si era parlato della possibilità di passare dal taglio delle accise sui carburanti, in vigore da metà marzo, a misure selettive con sconti benzina mirati per determinate fasce di reddito e categorie. Alla fine il governo ha optato per questa soluzione.

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