Quando abolire il bollo auto per Meloni era una promessa da “Cetto La Qualunque” e “venditori di pentole”

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A cura di Luca Pons
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“Roba che Cetto La Qualunque in confronto era Ottone de Bismarck”. Così Giorgia Meloni, a dicembre, descriveva la proposta di Pasquale Tridico (candidato del Csx in Calabria) di esentare alcuni cittadini dal bollo auto. Nel 2016 chiamò Matteo Renzi “venditore di pentole” per lo stesso motivo. Ieri, dopo il Consiglio dei ministri, ha detto invece che è “il modo più facile di aiutare chi usa il carburante”.

La premier Giorgia Meloni ha annunciato, in una delle sue rarissime apparizioni in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, la sospensione per un anno del bollo auto nei confronti delle auto sotto gli 80 kW di potenza. Meloni ha anche promesso che la misura, al momento valida solo per un anno, diventerà strutturale con la prossima legge di bilancio, anche se non è ancora chiaro da dove verranno i soldi.

Dopo il Cdm, però, hanno ripreso a circolare le occasioni in cui Meloni aveva citato l'abolizione del bollo auto. In passato, quando la proposta di eliminare il bollo del tutto o in parte era arrivata dai suoi avversari politici, la presidente del Consiglio l'aveva descritta come una boutade elettorale, una mossa da "venditori di pentole" o, più di recente, da "Cetto La Qualunque". Ora che si avvicinano le elezioni, invece, è diventata la strategia migliore per "aiutare chi usa il carburante", come ha detto in conferenza stampa.

L'attacco a Tridico dal palco di Atreju: "Roba da Cetto La Qualunque"

Il caso più recente risale a meno di un anno fa, durante la chiusura dell'evento di Fratelli d'Italia Atreju a dicembre 2025. In quel discorso, Meloni aveva criticato il centrosinistra per le promesse fatte durante le campagne elettorali per le elezioni regionali: "Ci speravano così tanto che si sono giocati ogni carta possibile: dal riconoscimento dello Stato di Palestina se avessero vinto nelle Marche, fino all'esenzione dal bollo auto se avessero vinto in Calabria. Roba che Cetto La Qualunque in confronto era Ottone de Bismarck. Però non è andata così".

L'esenzione dal bollo auto, evidentemente, non era una proposta così campata per aria se circa nove mesi dopo il governo Meloni l'ha messa in atto a sua volta. La proposta di Tridico, peraltro, sarebbe stata anche più limitata, e quindi meno costosa, perché si sarebbe rivolta solo alle famiglie con Isee sotto una certa soglia.

Quando Renzi propose il taglio nel 2016: "Venditore di pentole"

L'altro caso è molto più vecchio, risale al 2016 ed è stato rispolverato dal diretto interessato, Matteo Renzi. Il 5 maggio di quell'anno – a un mese dalle elezioni amministrative in cui avrebbero votato (tra le altre) Roma, Milano, Napoli, Bologna, Cagliari e Torino – Meloni sui social attaccò direttamente Renzi.

"Siamo in piena campagna elettorale, è appena stato arrestato un sindaco del Pd e Renzi prontamente si collega a Facebook per annunciare che vuole abolire il bollo auto e tagliare l'Irpef. Il mago della distrazione di massa. Secondo voi è o non è un venditore di pentole?". Il caso di cronaca a cui faceva riferimento Meloni era quello di Simone Uggetti, primo cittadino di Lodi, accusato di aver favorito una società partecipata dal Comune in un bando per la gestione di due piscine; sarebbe stato poi prosciolto definitivamente da tutte le accuse nel 2023, dopo tre gradi di giudizio e un appello bis.

Al di là della vicenda giudiziaria, anche allora Meloni criticò duramente un governo che proponeva la stessa cosa che lei, poi, ha fatto. Lo ha sottolineato proprio Renzi, sui social: "Ogni anno lanciavo una misura diversa per restituire i soldi ai cittadini. E lei mi dava del ‘venditore di pentole'! Per la legge di bilancio 2018 avevamo trovato 7 miliardi (non 2: sette!) per togliere del tutto il bollo. Quando lo dissi Meloni mi attaccò".

"Questa è Giorgia Meloni", ha proseguito l'ex premier. "Una leader che aggredisce gli avversari e poi li copia: sulle trivelle, sull'Italicum, su tutto. Io sono diverso e dico a Meloni: togli il bollo davvero, non per finta! Ma le ricordo anche questo tweet per chiederle se ogni tanto le viene da vergognarsi almeno un po'".

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