Sondaggi politici, Futuro Nazionale superato da Forza Italia: l’effetto del calo di Vannacci sulle elezioni
Ci sono notizie buone e cattive per il centrodestra. Quella cattiva è che la coalizione non cresce: da una parte risale Forza Italia, dall'altra cala FdI. Quella buona è che a perdere terreno è Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci che da mesi è diventato la preoccupazione principale della maggioranza. Dall'altra parte, i partiti del campo largo restano costanti e sono ancora in vantaggio, sulla carta. Ma la contesa resta aperta. È la nuova rilevazione di Termometro politico.
Fratelli d'Italia scende al 27,5% con un calo di tre decimi. Una nuova flessione, dopo settimane di risalita. Per Giorgia Meloni si tratta di un dato comunque soddisfacente, per quanto lontano dal 30% sfiorato a inizio anno. I problemi della coalizione, però, sono altrove. Anche se questa settimana per la maggioranza arriva un segnale positivo.
Forza Italia cresce al 7,5%, un +0,2% rispetto all'ultimo sondaggio. Il fatto rilevante non è il salto in sé, ma che avvenga mentre, in contemporanea, un altro schieramento cala. Futuro nazionale di Roberto Vannacci, infatti, scende al 7,3%. La distanza è di pochi decimi, ma il segnale è significativo. Dopo mesi di crescita sostanzialmente ininterrotta, i vannacciani stanno ora attraversando una battuta d'arresto già da qualche settimana. Mantenere il partito tra il 7 e l'8%, a meno di un anno dalla fondazione, sarebbe comunque un risultato importante, in grado di modificare gli equilibri della politica nazionale. Resta da vedere se il trend calante continuerà, si fermerà o addirittura si invertirà di nuovo.
La Lega, intanto, resta al 5,3%. Matteo Salvini al congresso straordinario convocato il 24 e 25 ottobre troverà uno sfidante a sorpresa, Massimo Garavaglia. Al di là delle effettive possibilità di Garavaglia di essere eletto segretario, questo potrebbe dare la possibilità ai leghisti ‘nordisti' di contarsi e pesarsi, se si votasse con scrutinio segreto. Il Carroccio, insomma, ha davanti delle settimane turbolente.
La coalizione è completata da Noi moderati all'1,1% e anche da Sud chiama Nord, che il sondaggio non misura ma che molte rilevazioni piazzano attorno all'1%. Sommando tutti si arriva al 42,4%. Un risultato che, seppure per pochi decimi, permetterebbe di raggiungere la soglia per il premio di maggioranza fissata dalla nuova legge elettorale al 42%
Naturalmente, però, il risultato dipende anche dagli avversari. Nel campo largo non ci sono scossoni significativi: il Partito democratico è stabile al 21,1% da due settimane, mentre il Movimento 5 stelle cala al 12,5% perdendo due decimi. Insieme ad Alleanza Verdi-Sinistra, con il suo 6,3% (+0,1%), i tre schieramenti principali dell'opposizione di centrosinistra sfiorano il 40%. Il sorpasso ai danni del centrodestra avviene con Italia viva di Matteo Renzi, al 2,4% (-0,1%) e +Europa all'1,8% (+0,2%). Fuori dalle coalizioni, Azione di Carlo Calenda ottiene il 3% (+0,2%).