Scuola, Meloni risponde a Mattarella: “Da ministro faceva circolari per limitare numero stranieri in classe”
Botta e risposta, o quasi, tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Domenica, Meloni aveva annunciato un decreto che metterà un tetto al numero di studenti stranieri in ogni classe (massimo il 30%). Lunedì, inaugurando l'anno scolastico ad Amatrice, il capo dello Stato ha ricordato che la scuola "è aperta a tutti" e aiuta a "non formare ghetti, non alzare barriere". Oggi la premier, chiamata a commentare, ha detto che non si trattava di una critica al suo governo, e ha anche ricordato che da ministro dell'Istruzione Mattarella emanò una circolare in cui si invitava a distribuire gli studenti stranieri tra le classi.
Meloni si difende: "Mattarella non ha criticato il nostro decreto"
Per prassi consolidata, il presidente della Repubblica non interviene mai apertamente nelle questioni di governo, e tantomeno nelle polemiche politiche del momento. Tuttavia, più di un osservatore ha fatto notare che le sue parole sulla scuola sono sembrate un messaggio all'esecutivo di Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio però, ospite della puntata di Cinque minuti in onda questa sera su Rai 1, ha detto di non essere d'accordo.
"Il presidente della Repubblica, per l'appunto, dice che la scuola deve non creare ghetti. Ora, il ghetto è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua. Questo è il ghetto". Mentre, ha continuato Meloni, "creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire un ghetto".
E ancora: "Il presidente della Repubblica parla di superare le incomunicabilità e qual è la base per superare l'incomunicabilità? La lingua. Tant'è che noi parliamo, appunto, di una migliore distribuzione dei ragazzi stranieri che non parlano la nostra lingua". Secondo la premier, insomma, il discorso di Mattarella sarebbe stato perfettamente in linea con le posizioni del governo.
La circolare di Mattarella quando era ministro sugli studenti stranieri in classe
Meloni, come per giustificare la propria lettura dei fatti, ha anche messo in mezzo una circolare ministeriale di oltre 35 anni fa. Un documento che fu emanato proprio da Sergio Mattarella, quando era ministro dell'Istruzione nel sesto governo Andreotti.
"Il presidente della Repubblica, quando era ministro dell'Istruzione, redigeva circolari che, più o meno anche lì invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso. E io quindi, mi pare che sia giusto, buon senso", ha detto Meloni.
Il riferimento è in particolare alla circolare numero 205 del 1990, emanata il 26 luglio. Era un periodo storico completamente diverso, in cui l'Italia stava iniziando a confrontarsi con un graduale aumento dell'immigrazione. Quell'anno fu varata anche la legge Martelli, che introdusse una sanatoria per 200mila persone (provenienti in gran parte dal Nord Africa) e per la prima volta introdusse l'idea di programmare i flussi in ingresso. Pochi mesi dopo avrebbe avuto il via uno dei primi fenomeni migratori di massa verso l'Italia, dall'Albania alle prese con la fine del regime comunista.
Per rendersi conto di quanto fosse diversa la situazione, basta leggere la circolare: "Delle scuole che hanno segnalato la presenza di alunni stranieri, la stragrande maggioranza ne accoglie uno o due. Le scuole frequentate da un numero di alunni stranieri superiore a 20 sono relativamente poche o quasi sempre concentrate in alcune grandi città". Quel documento aveva come oggetto "La scuola dell'obbligo e gli alunni stranieri. L'educazione interculturale", e andava a completare una precedente circolare, dell'8 settembre 1989, sull'inserimento degli stranieri nella scuola dell'obbligo. Il ministro Mattarella diede alcune indicazioni per l'anno scolastico successivo.
Tra le varie iniziative, per la maggior parte tese a venire incontro alle famiglie straniere, c'erano anche alcune indicazioni sulla formazione delle classi. Si invitava, per esempio, a raggruppare "alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe"; e "ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani". Questo è il passaggio di cui parla Meloni, anche se, come detto, si trattava di un contesto storico del tutto diverso e i contenuti della circolare andavano oltre questo tema.