Chi è Eitan Ze’ev, il colono che ha attaccato gli attivisti e i giornalisti italiani in Cisgiordania 

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A sinistra Yossi Dagan, a destra Eitan Ze'ev
Eitan Ze’ev ha fondato un insediamento nei territori palestinesi occupati; in passato ha sparato e ucciso un palestinese. Il colono, che come può rivelare Fanpage in esclusiva ha guidato il blitz di oggi contro gli attivisti e i giornalisti italiani in Cisgiordania, vanta rapporti con ministri e politici israeliani di alto livello, incluso il leader dei coloni Yossi Dagan che ha incontrato Salvini. Bonelli: “Il vicepremier si è reso complice del sostegno ai coloni violenti”.

Eitan Ze'ev è un cittadino israeliano che ha fondato un insediamento nei territori occupati e in passato, durante una delle tante scorribande dei coloni contro gli arabi, ha sparato e ucciso un palestinese. Quando la sua squadraccia arriva sul posto i contadini stanno lavorando. Insieme a loro, tra gli ulivi, ci sono anche dei volontari; vengono da molti paesi del mondo e sono in Cisgiordania per assistere la popolazione palestinese: il villaggio di Kafr Ni'ma conta 5.600 abitanti e vive di agricoltura.

A una manciata di chilometri dal paese sorge Sde Ephraim, l'avamposto costruito da Ze'ev. I coloni aggrediscono i contadini e gli attivisti, intervengono la polizia e l'esercito israeliano; ma invece di fermare i violenti, le autorità arrestano tre palestinesi e quattordici cittadini stranieri. Tra di loro, come riporta la Farnesina in una nota, ci sono quattro attivisti e due giornalisti italiani. Il primo a denunciare l'accaduto è stato Angelo Bonelli, che in mattinata aveva sentito una delle volontarie fermate dalle forze dell'ordine, la consigliera spezzina di Avs Giorgia Lombardi: "I palestinesi sono stati brutalmente picchiati dai coloni israeliani e i volontari internazionali sono stati aggrediti".

Ze'ev vanta rapporti con ministri e politici israeliani di alto livello, a cominciare da Yossi Dagan, il leader dei coloni che a febbraio 2025 – come ha rivelato Fanpage – ha incontrato Matteo Salvini. Dopo che Ze'ev aveva sparato e ferito un palestinese Dagan l'aveva ricevuto e gli aveva consegnato un attestato di riconoscimento, sostenendo che avesse agito per legittima difesa.

Il vicepremier italiano, dice Bonelli a Fanpage, "deve spiegare perché ha incontrato Yossi Dagan, che è stato sanzionato dal governo norvegese per le violenze contro i palestinesi. Inoltre, Dagan ha premiato Eitan Ze'ev, il colono che stamattina ha aggredito violentemente i palestinesi e i volontari (tra cui 6 italiani). Salvini si è reso complice del sostegno ai coloni violenti ed è legittimo chiedere se sia stato complice di violazione del diritto internazionale".

Sde Ephraim, l'avamposto fondato da Eitan Ze'ev e riconosciuto dal governo israeliano

La storia di Sde Ephraim comincia nel 2018, quando Eitan Ze'ev individua una collina nell'area di Ras Karkar, a ovest di Ramallah, e decide di stabilirvi un nuovo avamposto israeliano. Inizialmente pianta degli ulivi. Poi arrivano le capre, le prime costruzioni e altre famiglie israeliane. È un metodo di espansione degli insediamenti raccontato al Times of Israel da una residente della stessa fattoria: si occupa una collina, si portano gli animali al pascolo, gli israeliani costruiscono le prime abitazioni e, quando il nuovo insediamento si consolida, si passa a un'altra zona.

Attraverso questa pratica, le fattorie possono estendere il proprio controllo su superfici molto più ampie di quelle effettivamente occupate dalle abitazioni, soprattutto impedendo ai palestinesi di utilizzare i terreni circostanti. Secondo la residente intervistata dal giornale israeliano, attraverso il pascolo Sde Ephraim controllava circa 200 ettari.

L'avamposto nasce senza le autorizzazioni richieste dalle leggi israeliane. Però nel giugno 2024 il governo Netanyahu ne approva la regolarizzazione, insieme ad altri quattro avamposti in Cisgiordania. Il 10 luglio dello stesso anno viene organizzata una cerimonia ufficiale alla presenza di tre ministri israeliani: Orit Strock, Eli Cohen e Yitzhak Goldknopf. Partecipa anche Israel Gantz, presidente del Consiglio regionale di Binyamin, l'amministrazione israeliana degli insediamenti nella zona.

Il riconoscimento del governo israeliano però non modifica lo status dell'insediamento secondo il diritto internazionale, che considera illegali gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.

Quando Ze'ev sparò ai palestinesi: il processo del 2020 e l'uccisione di Khaled Nofal

È il 5 luglio 2020. Nei pressi del villaggio palestinese di Biddya, in Cisgiordania, un gruppo di coloni israeliani e alcuni palestinesi si contendono l'accesso a un terreno agricolo. Scoppia uno scontro, Eitan Ze'ev estrae una pistola e spara, ferendo un palestinese: l'uomo viene ricoverato in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico.

Le versioni sull'origine dello scontro sono contrastanti. I coloni sostengono di essere stati aggrediti da palestinesi armati di pietre e bastoni, i palestinesi invece accusano i coloni di avergli impedito di lavorare nei campi. La procura israeliana incrimina Ze'ev per lesioni gravi. Il procedimento si conclude nel maggio 2022 con un patteggiamento: sei mesi di lavori di pubblica utilità e un risarcimento di 80mila shekel alla persona ferita. L'accordo riconosce circostanze vicine alla legittima difesa e Ze'ev evita il carcere.

Il 5 febbraio 2021, alle prime ore del mattino, Khaled Maher Nofal, un palestinese di 34 anni residente nel vicino villaggio di Ras Karkar, entra nell'avamposto di Sde Ephraim. Secondo la ricostruzione dell'esercito israeliano, tenta di entrare nell'abitazione di Ze'ev e aggredisce un altro residente. Due coloni aprono il fuoco e Nofal viene ucciso. Uno dei due, secondo quanto confermato dalle autorità israeliane al Times of Israel, è proprio Ze'ev; il palestinese non aveva armi.

L'esercito classifica l'accaduto come un tentativo di attentato terroristico. La famiglia contesta questa versione: Nofal era un dipendente dell'Autorità palestinese e, secondo i suoi familiari, non aveva precedenti di violenza; le autorità israeliane riconoscono che la ricostruzione si basa principalmente sulle testimonianze dei coloni presenti. La polizia non apre alcuna indagine penale, proprio perché l'esercito ha già classificato l'episodio come un attentato; Ze'ev quindi non viene processato per l'uccisione di Nofal.

Nel gennaio 2025 un'inchiesta del giornale israeliano Zman Israel documenta le attività di Ze'ev presso un altro avamposto, vicino al villaggio palestinese di Bardala, nella Valle del Giordano.Gli abitanti accusano i coloni di ostacolare l'accesso ai pascoli e alle coltivazioni. Denunciano danni agli ulivi e aggressioni nei confronti di studenti e insegnanti della scuola locale. Ze'ev respinge le accuse di aggressione, sostenendo che siano stati i palestinesi a lanciare pietre contro i suoi collaboratori.

Il rapporto con Yossi Dagan, il leader dei coloni che ha incontrato Matteo Salvini

A settembre 2020 il colono è sotto accusa per aver sparato a un palestinese. Yossi Dagan, presidente del Consiglio regionale della Samaria, gli consegna personalmente un attestato di riconoscimento per la sua condotta durante lo scontro di luglio; la fotografia dei due insieme viene pubblicata dalla stampa israeliana. Dagan difende il colono, sostenendo che abbia agito per proteggersi, e critica la decisione della magistratura di procedere contro di lui; l'incriminazione formale arriverà pochi giorni dopo la cerimonia.

Dagan è uno dei principali esponenti politici del movimento a favore della sovranità israeliana sulla West Bank. Presiede il Consiglio regionale della Samaria, che amministra numerosi insediamenti nel nord del territorio palestinese occupato, e negli ultimi anni ha sviluppato rapporti anche con esponenti della destra europea e italiana. Nel febbraio 2025 ha incontrato Matteo Salvini a Gerusalemme, durante una visita istituzionale del vicepresidente del Consiglio italiano. L'incontro è documentato da una fotografia pubblicata da due giornali israeliani, nella quale compaiono Salvini, Dagan e la ministra israeliana dei Trasporti Miri Regev; secondo le testate israeliane, durante il colloquio si sarebbe discusso anche dell'importanza degli insediamenti per la sicurezza di Israele.

Dagan ha inoltre promosso un gruppo di lavoro al Parlamento europeo dedicato agli insediamenti israeliani, al quale hanno partecipato anche Susanna Ceccardi della Lega ed Elena Donazzan di Fratelli d'Italia.

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