Inchiesta di Fanpage sul gruppo pro-coloni all’Europarlamento, 49 deputati scrivono a Metsola: “Vietare le loro attività”

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Dopo l’inchiesta di Fanpage.it sul gruppo di lavoro fondato dal leader dei coloni Yossi Dagan all’Europarlamento, di cui fanno parte anche Lega e Fdi, 49 eurodeputati hanno firmato una lettera rivolta alla presidente dell’assemblea Metsola per chiedere di vietarne le attività: “Non saremo complici”. L’iniziativa è partita da Benifei, Guarda, Scuderi e Strada.

Dopo l'inchiesta di Fanpage.it sul gruppo di lavoro pro-coloni 49 eurodeputati, attraverso una lettera, hanno chiesto alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola di vietarne le attività. L'iniziativa è partita da Brando Benifei (Pd), Cristina Guarda (Avs), Benedetta Scuderi (Avs) e Cecilia Strada (Pd), poi sono arrivate le sottoscrizioni dei colleghi; non solo dalle forze di sinistra (Socialisti e democratici, Verdi, The Left) ma anche dal Partito Popolare e dai liberali di Renew.

Il caucus, nato per promuovere la causa dei coloni a Bruxelles e coordinare gli europarlamentari a favore degli insediamenti israeliani, è stato fondato nel 2024 dal politico israeliano Yossi Dagan; ne fanno parte anche Susanna Ceccardi (Lega) ed Elena Donazzan (Fratelli d'Italia). "Non possiamo condannare la violenza dei coloni israeliani", recita la lettera "e allo stesso tempo consentire le attività di un intergruppo che promuove tale violenza. Noi, membri del Parlamento europeo firmatari, non saremo complici".

L'inchiesta di Fanpage sui rapporti tra Salvini, Dagan e il gruppo pro-coloni a Bruxelles

A febbraio 2025 Matteo Salvini è in Israele per una visita ufficiale; l'agenda prevede appuntamenti con la sua omologa ai Trasporti, Netanyahu e altri ministri. Ma il vicepremier ha incontrato anche Yossi Dagan, come dimostra una foto recuperata e pubblicata da Fanpage.it, che in quei giorni era comparsa sulla stampa israeliana. Il colono, oltre ad essere a capo del Consiglio regionale di Samaria, ossia l'organo che governa sugli insediamenti di Israele nella parte settentrionale della West Bank sotto occupazione, è stato inserito dal governo norvegese in un elenco di persone accusate di avere incoraggiato o compiuto violenze contro i palestinesi. Secondo la ricostruzione di due testate locali, Salvini e Dagan avrebbero discusso anche dell'importanza degli insediamenti "per l'Occidente".

Nell'inchiesta abbiamo ricostruito anche le attività del politico israeliano all'estero: tra queste, la creazione di gruppi parlamentari a favore della sovranità di Israele sulla Cisgiordania occupata, in violazione del diritto internazionale. Dagan ha lanciato prima nel 2017 e poi nel 2024 due caucus all'Europarlamento.

L'evento inaugurale del secondo si è tenuto a pochi giorni dalla formazione della nuova assemblea e, contestualmente, dalla pronuncia della Corte internazionale di Giustizia sull'illegalità degli insediamenti. Tra gli eurodeputati presenti, anche Susanna Ceccardi della Lega ed Elena Donazzan di Fratelli d'Italia. Durante l'incontro la leghista ha contestato la pronuncia della Corte dell'Aia, definendola una decisione politica da combattere.

La lettera degli eurodeputati a Metsola: "Il gruppo promuove violazioni del diritto internazionale"

L'inchiesta di Fanpage.it viene citata in una lettera indirizzata a Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, e sottoscritta da 49 eurodeputati. Secondo i firmatari, l'obiettivo principale del gruppo nato nel 2017 era "promuovere l'espansione degli insediamenti israeliani illegali nei territori palestinesi occupati, in particolare in Cisgiordania, e opporsi a qualsiasi normativa europea considerata dannosa per tale espansione". Gli eurodeputati scrivono che il rilancio del gruppo nel 2024 fosse motivato dalla volontà dichiarata di contrastare gli effetti del parere emesso il 19 luglio dalla Corte internazionale di giustizia. "Il Gruppo degli amici della Giudea e Samaria promuove violazioni del diritto internazionale, che l'Unione europea si impegna a rispettare conformemente all'articolo 3, paragrafo 5, del Trattato sull'Unione europea", si legge nella lettera.

Inoltre, riporta il testo, il gruppo di Dagan si oppone alle norme europee sull'etichettatura dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani illegali: queste regole servono a distinguere le merci prodotte all'interno di Israele da quelle provenienti dalle colonie nei territori occupati. Nel 2019 la Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito che, per gli alimenti prodotti negli insediamenti, deve essere indicata anche questa provenienza, affinché i consumatori non vengano ingannati sulla loro origine.

Cosa chiedono gli eurodeputati: "Verificare i rapporti con Dagan e vietare le attività del gruppo"

La lettera esplicita diverse richieste, rivolte alla presidente del Parlamento europeo. I firmatari chiedono di

  • "Chiarire se il Gruppo degli amici della Giudea e Samaria sia ancora attivo durante l'attuale legislatura, identificarne gli eurodeputati partecipanti e valutarne lo status ai sensi dell'articolo 36 del Regolamento del Parlamento". Si tratta dell'articolo che disciplina i gruppi informali di eurodeputati; a differenza degli intergruppi ufficialmente riconosciuti, non fanno parte delle strutture del Parlamento, ma devono comunque rispettare specifiche regole di trasparenza e possono essere sottoposti a limitazioni nell'utilizzo degli spazi dell'istituzione.
  • Incaricare gli uffici competenti e i questori del Parlamento di verificare "se la partecipazione del signor Yossi Dagan e dei rappresentanti del Consiglio regionale di Samaria ad attività svolte nei locali del Parlamento rispetti i requisiti applicabili in materia di trasparenza, registrazione e accesso, comprese eventuali dichiarazioni di sostegno esterno".
  • "Valutare se le attività del gruppo rientrino nelle restrizioni previste dall'articolo 36, paragrafo 3, relative ai gruppi non ufficiali collegati a Paesi terzi" e di assicurare che eventuali violazioni comportino misure adeguate, "comprese restrizioni all'utilizzo delle strutture del Parlamento".
  • "Qualora le violazioni sopra menzionate fossero confermate", conclude la lettera, la presidente dovrebbe "vietare tutte le attività del Gruppo degli amici della Giudea e Samaria all'interno del Parlamento europeo".

I firmatari chiedono comunque una verifica anche nell'ipotesi in cui non venissero riscontrate violazioni delle norme parlamentari. In questo caso Metsola dovrebbe "valutare la compatibilità delle attività del gruppo con i valori fondamentali dell'Unione europea, in particolare con il rispetto del diritto internazionale sancito dall'articolo 3, paragrafo 5, del Trattato sull'Unione europea".

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