Cristiani per Israele, Pd annuncia interrogazione in Ue dopo inchiesta di Fanpage: “Meloni e Salvini devono chiarire”

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Dopo l’inchiesta di Fanpage.it su Cristiani per Israele, Benifei e Strada (Pd) annunciano un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere verifiche sulle donazioni, sugli eventuali finanziamenti Ue ricevuti dall’associazione e nuove misure contro i flussi di denaro verso gli insediamenti illegali in Cisgiordania. Benifei: “Meloni e Salvini devono chiarire quale sia la posizione delle rispettive forze politiche rispetto a queste attività”

L’inchiesta di Fanpage.it su Cristiani per Israele arriva in Europa: Brando Benifei e Cecilia Strada del Partito Democratico hanno annunciato che presenteranno un’interrogazione all’Europarlamento sull’associazione e le sue attività nella West Bank.

C4I è un movimento internazionale che finanzia gli insediamenti illegali di Israele nella Cisgiordania occupata. Il documento a cui sta lavorando il Pd è diretto alla Commissione Europea, che verrà chiamata a verificare se le donazioni raccolte dall’associazione siano arrivate a soggetti sanzionati dall’Unione Europea e a valutare nuove misure per bloccare i flussi di denaro dall’Europa alle colonie della West Bank, anche se e quando passano attraverso entità non sanzionate.

Questa iniziativa si aggiunge all’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari a Montecitorio.

"Sono ormai più di due anni", spiega Strada, "che chiediamo incessantemente alla Commissione Europea un intervento normativo serio volto ad impedire la partecipazione di organizzazioni e imprese europee all'espansione delle colonie israeliane illegali nei territori palestinesi occupati". 

La filiale italiana vanta legami solidi e di lunga durata con esponenti della maggioranza di governo, che hanno partecipato a iniziative politiche e incontri istituzionali organizzati da C4I Italia, anche al Senato. "L'inchiesta di Fanpage", dice Benifei, "solleva interrogativi molto seri sui rapporti tra esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega e un’associazione che raccoglie fondi per progetti negli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania. Giorgia Meloni e Matteo Salvini devono chiarire quale sia la posizione delle rispettive forze politiche rispetto a queste attività”.

Cristiani per Israele, i soldi ai coloni e i rapporti con Fratelli d’Italia e Lega

Christians for Israel International è una rete sionista con filiali “in oltre 40 paesi” e attività “in tutti e cinque i continenti” che raccoglie donazioni per finanziare progetti negli insediamenti israeliani della Cisgiordania occupata, che secondo le Nazioni Unite costituiscono “una flagrante violazione del diritto internazionale e un grave ostacolo alla realizzazione della soluzione dei due Stati", oltre che al raggiungimento "di una pace giusta, duratura e complessiva”.

Come ha rivelato Fanpage.it contattandoli sotto copertura, anche la sezione presente in Italia è disponibile a finanziare progetti nelle colonie; inoltre, intrattiene rapporti con importanti esponenti della destra italiana e ha ricevuto contributi dalla Regione Veneto per l’organizzazione di iniziative culturali.

“Non possiamo accettare che, mentre l’Unione Europea condanna l’espansione degli insediamenti, organizzazioni vicine a esponenti della maggioranza italiana ne promuovano apertamente il sostegno economico”, dichiara Benifei a Fanpage.it. “Per questo, nei prossimi giorni, insieme alla collega Cecilia Strada, presenteremo un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea per chiedere verifiche puntuali sui flussi finanziari e sui beneficiari delle donazioni”.

Prima del deposito formale i due europarlamentari del Pd raccoglieranno le firme degli altri europarlamentari che vogliono unirsi all’iniziativa.  Si tratta di "una prassi che ci piace seguire", spiega Strada, "per dimostrare che quella contro le colonie israeliane illegali è una battaglia trasversale, importante per rappresentanti politici di tutta Europa e di partiti diversi. Inoltre, raccogliere le firme di molte deputate e deputati ci aiuta a mettere pressione sulla Commissione: le risposte di von der Leyen e colleghi sulla Palestina sono sempre state piuttosto vaghe, e molto spesso inviate in grande ritardo rispetto ai termini stabiliti dalle regole interne".

Però, osserva Strada, di recente "le cose stanno lievemente cambiando: abbiamo notato che la Commissione, pur restando ferma nel più totale immobilismo, ha iniziato a dare risposte più chiare circa le sue mancanze e inadempienze. Vedremo che risposta daranno all'interrogazione sul caso di Cristiani per Israele: decideranno di agire o si volteranno dall'altra parte per l'ennesima volta?"

Cosa chiedono Benifei e Strada alla Commissione von der Leyen

Con questa interrogazione parlamentare Benifei e Strada chiederanno alla Commissione europea di tracciare, collaborando con le autorità competenti, le donazioni raccolte da C4I Italia, incluse quelle trasferite attraverso Christian Friends of Israeli Communities (Cfoic): un ente che ha il quartier generale nelle colonie e fa da intermediario per le filiali di Cristiani per Israele. “Vogliamo sapere dove arrivino le donazioni raccolte da Christians for Israel Italy”, dice Benifei a Fanpage.it, “se possano beneficiarne soggetti sottoposti a sanzioni”.

Inoltre, nel documento si chiederà di verificare se C4I Italia abbia ricevuto finanziamenti da istituzioni dell’Ue, anche attraverso programmi gestiti da autorità locali o nazionali. Infine, sintetizza Benifei, “chiederemo alla Commissione di valutare misure per impedire che il sostegno agli insediamenti illegali passi attraverso intermediari non sanzionati, nel rispetto degli obblighi internazionali di non riconoscimento e non assistenza”.

"Fino ad ora la Commissione e gli Stati membri", conclude Strada, "si sono limitati a sporadiche dichiarazioni di condanna sulle violenze dei coloni, ma non hanno fatto assolutamente nulla di quanto in loro potere per impedire quello che è a tutti gli effetti un furto sistematico di terra e una pulizia etnica. Per questo, il caso di Cristiani per Israele mi fa provare molta rabbia e sdegno, ma ben poca sorpresa, purtroppo".

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