La foto di Salvini con il leader dei coloni israeliani sanzionato per le violenze contro i palestinesi

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A febbraio 2025, durante una visita istituzionale in Israele, il vicepremier ha incontrato il leader dei coloni Yossi Dagan. Il ministero dei Trasporti scrive di “un bilaterale” tra Salvini e la sua omologa Miri Regev su “settore idrico e tecnologie” e pubblica una foto a due. Alcune testate locali però diffondono uno scatto anche con Dagan, nello stesso ufficio, e riferiscono di un confronto dedicato all’importanza degli insediamenti. Il colono ha creato un gruppo all’Europarlamento: ne fanno parte Lega e Fdi.

L’11 febbraio 2025 Matteo Salvini è a Gerusalemme per un bilaterale con la sua omologa, la ministra israeliana dei Trasporti Miri Regev. Il giorno prima il vicepremier ha incontrato anche Benjamin Netanyahu e altri politici di alto livello.

Il ministero dei Trasporti italiano diffonde una nota con una foto di Salvini e Regev e un resoconto dei temi trattati: “Settore idrico, voli, idrogeno e tecnologie”. Ma il 13 febbraio due giornali israeliani pubblicano un’altra fotografia, scattata nello stesso ufficio: insieme al capo della Lega e a Regev c’è anche Yossi Dagan, il presidente del Consiglio regionale di Samaria, l'autorità che amministra i territori occupati illegalmente da Israele.

I giornali israeliani danno una versione molto diversa da quella ufficiale: raccontano di un incontro tra il vicepremier e il colono “ospitato” da Regev. Secondo la loro ricostruzione al vertice avrebbero discusso “dell’importanza della Samaria per la sicurezza di Israele e dell’Occidente”. Inoltre, Salvini e Dagan avrebbero “concordato di rafforzare la cooperazione”. Regev ha dichiarato, come riportano le due testate, “che rafforzare gli insediamenti è di interesse internazionale”.

A luglio del 2024 Dagan, che è stato sanzionato dal governo norvegese per le violenze dei coloni contro i palestinesi, ha fondato un gruppo di lavoro all’Europarlamento: ne fanno parte anche Susanna Ceccardi (Lega) e Elena Donazzan (Fratelli d'Italia).

Durante una visita ufficiale in Israele Salvini ha incontrato anche il leader dei coloni

Il 10 febbraio 2025 Salvini vola in Israele per una missione istituzionale di due giorni: “Incontrerò la mia collega ministra dei Trasporti”, ha annunciato prima di partire, e poi "anche altri ministri ed esponenti politici”. Il primo giorno vede il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, il ministro per gli Affari della diaspora Amichai Chikli e il capo del governo, Benjamin Netanyahu. L'11 febbraio l'agenda prevede altri due appuntamenti: prima con l'omologa Miri Regev e poi con Amir Ohana, il presidente del Parlamento israeliano.

Attraverso i social il leader della Lega racconta le sue 24 ore nello Stato ebraico, documentando ciascun colloquio con uno scatto. In parallelo, il ministero italiano pubblica una nota dal titolo “Israele, bilaterale tra il Ministro Salvini e l'omologa ai trasporti”, accompagnata da una fotografia dei due politici. Nel comunicato si legge che il vicepremier e Regev hanno discusso del ripristino dei collegamenti aerei diretti tra Italia e Israele, di sicurezza marittima, di opportunità di “partecipazione di aziende italiane nei grandi progetti infrastrutturali in Israele” e di collaborazione nel settore idrico.

Il 13 febbraio Arutz Sheva e Srugim, due testate vicine alla destra israeliana, pubblicano una foto di Salvini, Regev e Yossi Dagan, accreditandola al Consiglio Regionale di Samaria: i tre sono nello stesso ufficio in cui il vicepremier ha discusso con la sua omologa. Srugim descrive l’appuntamento come un vertice tra il capo del Carroccio e Dagan “ospitato dalla ministra dei Trasporti”: avrebbero discusso del "rafforzamento dei legami tra i paesi, della lotta congiunta contro le minacce alla sicurezza e dell'importanza della Samaria per la sicurezza di Israele e dell'Occidente, concordando di intensificare la cooperazione".

L'incontro c'è stato, come dimostra l'immagine, ma va specificato che quella dei due giornali non può essere considerata una ricostruzione indipendente. Gli articoli sono molto simili e rilanciano le stesse dichiarazioni: questa consonanza suggerisce che i giornalisti abbiano riprodotto materiale fotografico e testuale diffuso dal Consiglio Regionale di Samaria, che ovviamente ha tutto l'interesse a enfatizzare l'influenza e le iniziative del suo presidente.

Regev avrebbe dichiarato, come riportano le due testate, che “è di fondamentale importanza connettere le forze che collaborano per la sicurezza e la stabilità. Riteniamo che vi sia un legame diretto tra la sicurezza di Israele e la sicurezza dell'Europa e del mondo intero. La Samaria non è solo un muro difensivo per Israele”, spiega la ministra dei Trasporti, “ma anche per il mondo intero contro il terrorismo e la barbarie. Rafforzare gli insediamenti è di interesse internazionale”.

“Dobbiamo lavorare insieme, negli Stati Uniti, in Europa e in Israele”, ha detto invece Dagan a conclusione del trilaterale. “Abbiamo gli stessi valori e siamo uniti di fronte alle stesse sfide. Tutto ciò per garantire la nostra sicurezza e il futuro della cultura occidentale. L’insediamento qui non è solo giustizia storica, ma è anche la protezione di Israele contro il terrorismo islamico radicale che minaccia tutti noi. Dobbiamo lottare insieme per il futuro del mondo libero”.

Chi è Yossi Dagan, il “ministro degli Esteri dei coloni”

Da oltre dieci anni Yossi Dagan presiede il Consiglio Regionale di Samaria: si tratta dell’organo che governa su numerosi insediamenti nella parte settentrionale della Cisgiordania occupata. Però sarebbe riduttivo considerarlo “solamente” un amministratore locale: il politico guida la corrente più estremista e pro-coloni del Likud, il partito di Benjamin Netanyahu. Si è sempre battuto per l’estensione della sovranità di Tel Aviv alla West Bank e per la ricostituzione di colonie israeliane nella Striscia di Gaza.

A giugno del 2026 è stato colpito da un divieto d’ingresso in Norvegia: il governo di Oslo l’ha inserito in un elenco di ventitré persone accusate di aver incoraggiato attacchi violenti o di aver commesso personalmente violenze contro palestinesi. Nel 2024 il Parlamento olandese ha approvato una mozione che chiedeva all’esecutivo di promuovere sanzioni europee contro il governatore, "rilevando che l'estremista Yossi Dagan aiuta i coloni violenti nella costruzione di nuovi insediamenti e nell'espulsione dei palestinesi dalla Cisgiordania".

Negli anni, il presidente della Samaria ha costruito una rete molto fitta di relazioni con politici americani ed europei, con l’obiettivo di promuovere la causa dei coloni all’estero. Sotto la sua guida l’organo si è dotato di un’unità per le relazioni internazionali; questa struttura che, come si apprende da verbali e documentazione interna, ha beneficiato di finanziamenti ministeriali (ad esempio, 3 milioni di shekel dal dicastero degli Affari Strategici), organizza anche visite di politici stranieri nei territori della West Bank sotto occupazione.

Un nome su tutti: a luglio 2026 Dagan ha ospitato nelle colonie Geert Wilders, il leader del Partito per la libertà, importante formazione di destra che in Ue è alleata con Salvini e Le Pen. Secondo il registro della Camera olandese il Consiglio regionale di Samaria ha pagato le “spese di viaggio e alloggio”.

La rete di Dagan al Parlamento europeo: ci sono anche Lega e Fratelli d'Italia

Il dipartimento per le relazioni internazionali del Consiglio regionale di Samaria realizza anche conferenze e iniziative politiche all’estero; tra queste, la creazione di gruppi di legislatori pro-coloni all’interno dei parlamenti più importanti del mondo. A gennaio 2025 ha fondato “il Friends of Judea and Samaria caucus” al Congresso degli Stati Uniti, insieme alla deputata repubblicana Claudia Tenney. Ben otto anni prima, il 28 marzo 2017, aveva costituito a Bruxelles il “Friends of Judea and Samaria in the European Parliament”, grazie all’intermediazione dell'eurodeputato ceco Petr Mach.

Il progetto viene rilanciato nel 2024 e stavolta partecipa anche la destra italiana. Il 23 luglio, appena una settimana dopo la formazione del nuovo Parlamento europeo, Dagan inaugura a Bruxelles un nuovo gruppo di lavoro. All’iniziativa sono presenti quindici eurodeputati: tra di loro, anche Susanna Ceccardi (Lega) ed Elena Donazzan (Fdi).

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Il caucus, riporta la stampa israeliana, “collaborerà e fornirà supporto alla Giudea e alla Samaria presso il Parlamento europeo, contro il finanziamento del terrorismo da parte dell'Autorità Palestinese e a favore del rafforzamento delle costruzioni in Samaria". Le tempistiche sono importanti anche perché l’evento inaugurale si svolge quattro giorni dopo che la Corte Internazionale di Giustizia, con una pronuncia storica, aveva ribadito l'illegalità degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.

“Dobbiamo creare una rete – dice Dagan – Possiamo cambiare la situazione in questo edificio, nell'Unione europea, in Israele e nel mondo intero”. Accanto al colono siede Ceccardi: “Penso che la decisione dell'Aia sia una decisione politica”, esordisce l’eurodeputata leghista. “Dobbiamo combatterla, perché dobbiamo combattere per i nostri diritti. Difendere Israele – aggiunge – non significa soltanto difendere Israele, ma anche le nostre radici europee”.

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