Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Coloni aggrediscono attivisti, Israele arresta i volontari: tra loro anche italiani e una consigliera Avs

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In Cisgiordania i coloni hanno attaccato un gruppo di palestinesi e volontari internazionali, ma le autorità israeliane hanno fermato gli attivisti anziché gli aggressori. Tra loro ci sono anche cittadini italiani; Bonelli (Avs) ha chiesto l’intervento della Farnesina. Un episodio simile era avvenuto appena otto giorni fa. Inoltre, il nuovo fermo si è verificato nella stessa zona dove a gennaio due carabinieri italiani furono minacciati da un soldato israeliano.

Nel villaggio di Kafr Ni'ma, in Cisgiordania, i contadini palestinesi stanno raccogliendo le olive con l'aiuto di quattordici volontari provenienti da diversi paesi del mondo. Tra di loro c'è anche Giorgia Lombardi, consigliera comunale di Avs della Spezia, insieme ad altri italiani. I coloni israeliani aggrediscono il gruppo, sul posto arrivano l'esercito e la polizia dello Stato ebraico. Ma invece di arrestare gli aggressori fermano gli attivisti stranieri, li caricano su un autobus e ritirano i loro passaporti.

Lo denuncia Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e portavoce di Europa Verde, che in queste ore ha sentito la consigliera spezzina: "Ho informato personalmente il Ministero degli Esteri dopo aver ricevuto un messaggio vocale da Giorgia Lombardi, nel quale mi raccontava quanto stava accadendo. I palestinesi" ha dichiarato, "sono stati brutalmente picchiati dai coloni israeliani e i volontari internazionali sono stati aggrediti". 

Il deputato ha chiesto l'intervento immediato della Farnesina e delle rappresentanze diplomatiche italiane per garantire la sicurezza e ottenere la liberazione dei cittadini coinvolti: "Non è accettabile che chi aiuta pacificamente i palestinesi venga arrestato mentre chi esercita violenza rimane impunito". Per ora, il ministero degli Esteri non ha diffuso note o comunicati.

Un episodio simile è accaduto otto giorni fa e aveva coinvolto cinque volontari italiani: i coloni israeliani hanno aggredito e minacciato un gruppo di palestinesi e volontari internazionali durante la raccolta delle olive. Anche in quel caso, i militari avevano arrestato gli attivisti.

La notizia di oggi è stata riportata dall'agenzia palestinese WAFA, che riferisce invece di 15 volontari stranieri trattenuti. L'organo di stampa identifica uno dei palestinesi aggrediti, Yaqub Ataya, e colloca l'episodio nella zona di Al-Salam, vicino al monte Jabal al-Risan, nel territorio di Kafr Ni'ma.

Nella stessa zona, a gennaio, due carabinieri italiani furono minacciati da un militare israeliano

Il 25 gennaio 2026, proprio nell'area di Kafr Ni'ma, due carabinieri in servizio presso il Consolato generale italiano di Gerusalemme furono fermati da un uomo armato mentre svolgevano un sopralluogo per preparare una visita di diplomatici europei.

I due militari si trovavano nei pressi dello Sharek Youth Village, un insediamento palestinese, quando furono avvicinati da un uomo in abiti civili che puntò contro di loro un fucile. Furono costretti a inginocchiarsi, nonostante viaggiassero su un'automobile con targa diplomatica e fossero in possesso di documenti diplomatici. L'uomo intimò loro di allontanarsi, sostenendo che si trovassero in una zona militare.

La vicenda provocò una protesta diplomatica del governo italiano: il ministro degli Esteri Antonio Tajani fece convocare l'ambasciatore israeliano a Roma, mentre la rappresentanza italiana a Tel Aviv presentò una protesta formale al governo Netanyahu. La Farnesina riferì che, secondo una verifica effettuata con il comando militare israeliano responsabile dei territori palestinesi, in quel punto non risultava alcuna area militare.

Inizialmente l'uomo armato era stato identificato come un possibile colono. L'esercito israeliano riferì che si trattava di un proprio soldato riservista; secondo la versione dell'Idf, il militare aveva considerato sospetta l'automobile perché non aveva riconosciuto subito la targa diplomatica. L'episodio di oggi è avvenuto nello stesso territorio di Kafr Ni'ma, a una manciata di chilometri da Ramallah.

Otto giorni fa altri cinque italiani erano stati arrestati durante la raccolta delle olive

Il 29 ottobre, nei pressi del villaggio di Al-Lubban al-Gharbi, a nord-ovest di Ramallah, le autorità israeliane avevano arrestato 14 attivisti stranieri, di cui cinque italiani, impegnati ad aiutare alcuni contadini palestinesi nella raccolta delle olive.

Secondo l'International Solidarity Movement – l'organizzazione di volontariato alla quale appartenevano i volontari – alcuni coloni armati provenienti dall'avamposto di Avichai Farm avevano costretto i contadini ad abbandonare gli uliveti, inseguendoli fino all'abitato del villaggio. Successivamente erano intervenuti i militari israeliani, circondando la casa in cui si erano rifugiati i volontari e arrestandoli. Le autorità gli contestavano la violazione di un ordine che vietava l'accesso a una zona militare; gli attivisti, d'altro canto, sostengono che l'ordine non gli fosse stato mostrato mentre si trovavano nei campi.

La Farnesina era intervenuta chiedendo il rilascio immediato dei cinque connazionali. L'ambasciata italiana a Tel Aviv e il Consolato generale a Gerusalemme avevano contattato le autorità israeliane per ottenere chiarimenti e garantire assistenza ai fermati; quattro dei cinque italiani poi erano stati espulsi da Israele attraverso una procedura amministrativa. Il quinto, Donato Ferdori, insegnante di storia e filosofia al liceo Anco Marzio di Ostia, aveva rifiutato l'espulsione immediata, scegliendo di contestare il provvedimento davanti a un giudice israeliano. È rientrato in Italia il 5 novembre, dopo quasi una settimana di detenzione, passando attraverso l'Egitto.

I due episodi sono avvenuti in villaggi diversi, ma entrambi durante la stagione della raccolta delle olive, un'attività fondamentale per il sostentamento di molte famiglie palestinesi. Proprio per questa ragione i contadini vengono presi di mira dai coloni. Secondo le Nazioni Unite, tra il 1° e il 26 ottobre 2026 in Cisgiordania sono stati documentati 397 attacchi dei coloni israeliani che hanno provocato feriti o danni materiali: il dato mensile più alto dall'inizio delle rilevazioni, nel 2006. L'Onu conta 38 blitz legati alla raccolta delle olive, e solamente nella settimana tra il 20 e il 26 ottobre.

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