L’attivista italiana nella casa circondata dai coloni a Qusra: “Palestinesi stremati, vogliono spingerli ad andar via”

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Attivisti e giornalisti portano cibo e acqua alle famiglie palestinesi bloccate a Qusra
Parla a Fanpage.it una attivista italiana che da giorni si trova insieme ai palestinesi circondati da coloni israeliani a Qusra, in Cisgiordania. Dopo giorni di tensione stamattina l’esercito li ha fatti uscire dalla casa: “Ci hanno mostrato un documento secondo cui nessuno può avvicinarsi alla famiglia”.

“Stamattina ci siamo svegliati con di nuovo l'outpost davanti casa, poi smantellato, e questa carovana di gente al cancello”: a parlare a Fanpage.it, dalla Cisgiordania, è Hurr, una degli attivisti italiani che si trovano a Qusra, a sud di Nablus, in una delle case di famiglie palestinesi circondate dai coloni israeliani. L’assedio va avanti ormai da giorni: ieri l’esercito israeliano è entrato nelle case per poi andare via dopo un po’. I coloni hanno allestito un avamposto che da una settimana circa impedisce l'accesso alle abitazioni di due famiglie ai margini del villaggio. Ieri è intervenuto l’ambasciatore americano in Israele, che ha condannato l’assedio come “orribile atto di terrorismo”, e anche la Farnesina sta seguendo la situazione per la presenza di italiani sul posto. Dalla Cisgiordania ci risponde Hurr, in quella casa ormai da giorni insieme alle famiglie palestinesi e fatta uscire questa mattina.

Quando siete arrivati lì e qual è la situazione attuale?

Siamo arrivati qualche giorno fa, a oggi i coloni sono stati sgomberati dall'esercito ma continuano ripetutamente a tentare di costruire l'outpost davanti alla casa in cui ci troviamo. Riportano materiale, dopo un po' l'esercito interviene con molta calma, loro scappano e dopo poco ritornano. Poco fa ci hanno fatto uscire dalla casa mostrandoci un documento che non ci dava altra possibilità. Al cancello di casa ci hanno fatto vedere un documento che mostrava una data che dice questa è una zona militare in cui possono avere accesso solo i residenti fino a domani 15 agosto alle ore 10.00, ma dopo pochi minuti, una volta lasciata la casa e allontanati dal cancello, ci hanno fatto vedere un altro documento che decreta attiva la zona militare fino a marzo del 2027. Abbiamo quindi chiesto in che modo la famiglia avrebbe potuto incontrare altre persone e spostarsi e la risposta che ci è stata data è stata chiara: una alternativa l'avrebbero, abbandonare la loro casa.

Con voi in casa c'erano anche dei bambini?

Non più, c'erano due bimbe piccole evacuate da una ambulanza 3 giorni fa perché una stava poco bene. Prima i coloni e poi l’esercito hanno bloccato una prima ambulanza, dopo 2 giorni una seconda ambulanza ha provato a raggiungerci ed è stata fatta passare. Ci hanno portato cibo e acqua e la due bambine sono state evacuate.

Avete cibo e medicine?

Abbiamo un po' di cibo, qualche medicina. Ma l'acqua va razionata e l'elettricità dei pannelli solari a volte non basta per tutta la giornata.

Come vivono i palestinesi questo assedio?

La famiglia è stremata, dormono pochissimo da settimane ormai, si danno il cambio la notte e ogni mattina inizia questa infinita giostra in cui devono contattare l'esercito o la polizia, aspettare, parlare con loro, rischiare di essere sgomberati senza la certezza di rientrare in casa. Sono rimaste due donne, moglie e sorella di una seconda famiglia che vive accanto alla casa principale.

Ieri è intervenuto l’esercito israeliano e almeno in parte il presidio dei coloni era stato sgomberato, poi cos’è successo? L’esercito poi è entrato nelle case, cosa hanno fatto i militari?

All'alba della notte tra il 12 e 13 agosto l'esercito è arrivato con diversi mezzi pesanti e ha sgomberato i due outpost, quello in cima alla collina retrostante casa e quello davanti al cancello. Al mattino i soldati hanno fatto uscire dalla casa la famiglia e noi. Con dei beni di prima necessità ci siamo rinchiusi tutti in una delle due case in costruzione sotto la villa principale, non sapevamo quanto avremmo dovuto state lì. In quel momento anche la seconda famiglia che vive in una di queste due case era con noi, marito e le due donne. L'esercito ha messo a soqquadro la casa principale dove siamo potuti rientrare alle 17. Oltre a mangiare e lasciare scarti nelle stanze hanno tagliato cavi e il computer che regola le telecamere poste su tutto il perimetro si casa.

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