L’Onu taglia gli aiuti a Gaza, niente più pasti per mezzo milione di palestinesi: “Da questo mese fondi non sufficienti”
Oltre mezzo milione di palestinesi di Gaza sono rimasti senza aiuti umanitari a partire da questo mese a causa del taglio dei fondi destinati al Programma alimentare mondiale. Lo ha annunciato oggi la stessa agenzia Onu spiegando che a causa della carenza di mezzi e risorse, le proprie operazioni umanitarie nella striscia di Gaza sono state ridotte e il numero di persone assistite ogni mese è diminuito di 500mila unità, vale a dire circa un terzo in meno di quelle attuali.
A causa di "carenze di finanziamenti, mezzo milione di persone ha perso l'accesso agli aiuti alimentari” ha sottolineato il World Food Programme aggiungendo: "È una scelta che abbiamo dovuto compiere per garantire che le nostre risorse durino il più a lungo possibile". L’annuncio è stato accompagnato da un accorato appello alla comunità internazionale a non "distogliere lo sguardo" dal territorio devastato dalla guerra e tornare a fornire risorse.
I pesantissimi tagli avranno un effetto diretto e grave sui gazawi anche in vista dell'avvicinarsi dell'inverno quando un pasto caldo potrebbe essere essenziale per oltre un milione e mezzo di palestinesi rimasti senza casa né risorse dopo l’invasione israeliana. “Negli ultimi tre anni, l'assistenza alimentare del WFP ha rappresentato un'ancora di salvezza per circa il 90% delle famiglie di Gaza ma ora non disponiamo più di fondi sufficienti per sostenere questo livello di supporto” spiegano dall’Onu.
I tagli sono drastici, a partire da questo mese infatti sono scesi a 1,1 milioni le persone assistite rispetto alle 1,6 milioni del mese scorso ma sono state dimezzate anche le razioni alimentari, visto che ora le famiglie ricevono un solo pacco alimentare anziché due e un sacchetto più piccolo di farina di grano.
Anche i pasti caldi forniti dal Programma Alimentare Mondiale sono stati ridotti da 250.000 a 150.000 al giorno e le famiglie che vivono in zone difficilmente raggiungibili, come quelle vicine alla zona gialla controllata dal esercito israeliano, riceveranno un pasto caldo solo a giorni alterni. La carenza di fondi aveva già colpito le operazioni del WFP anche in Cisgiordania, dove a settembre l'agenzia ha dimezzato il numero di persone che ricevono assistenza, passando da 400.000 a 200.000.
“Nel 2026, il Programma Alimentare Mondiale ha ricevuto meno della metà dei finanziamenti per le sue operazioni in Palestina rispetto agli anni precedenti. L'agenzia necessita urgentemente di 450 milioni di dollari per mantenere operative le attività cruciali a Gaza e in Cisgiordania nei prossimi sei mesi” spiega l’agenzia Onu, concludendo: “Chiediamo urgentemente finanziamenti aggiuntivi per continuare a raggiungere le persone più vulnerabili a Gaza e nella West Bank”