Dagli abiti storici al giorno della meraviglia: l’elenco delle giornate nazionali approvate dal governo Meloni

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Sono 51 le Giornate nazionali in Italia, venti istituite sotto il governo Meloni. Dopo l’ultima sul riciclo della carta, Mattarella ha richiamato le Camere, chiedendo criteri omogenei per limitare il proliferare delle ricorrenze. Un fenomeno che coinvolge anche le scuole, chiamate a onorarle con attività didattiche, sempre più difficili da conciliare on il resto del programma.

La Giornata nazionale degli abiti storici, quella delle periferie urbane, della "meraviglia". E ancora la Giornata nazionale dell'agricoltura e quella della ristorazione. Sono in tutto 51 le Giornate nazionali in Italia, di cui venti approvate sotto il governo Meloni. Non sono festivi ma momenti di sensibilizzazione, che spesso coinvolgono scuole e università, sulle quali ricade il compito di onorare le giornate con attività didattiche dedicate.

Di fronte all'ennesima legge di istituzione di una giornata nazionale, stavolta riservata al "riciclo della Carta", Sergio Mattarella ha deciso di intervenire. Il presidente della Repubblica ha promulgato il provvedimento – non c'erano profili d'incostituzionalità che lo impedissero – ma ha inviato una lettera alle Camere per richiamarle sul "vertiginoso aumento" delle ricorrenze nazionali.

E in effetti, in questi quattro anni, il governo Meloni ha fatto il pieno. Nel 2023 è stata istituita la Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM), assieme alla Giornata nazionale del made in Italy. L'anno successivo altre sei ricorrenze: la Giornata del rispetto, quella dell'ascolto dei minori, delle periferie urbane, dell'Unità nazionale e delle Forze armate, dell'agricoltura e dell'educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico. E poi ancora nel 2025 la Giornata per la prevenzione veterinaria, quella contro il bodyshaming, quella degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale, quella degli abiti storici e un'altra dedicata alla prevenzione dei problemi andrologici.  Fino ad arrivare al 2026, con le giornate della ristorazione, della meraviglia e in ultimo, del riciclo della Carta, promossa dal deputato di FdI, Massimo Milani.

"Non mi sento richiamato", ha replicato quest'ultimo. "Non credo che il presidente facesse riferimento esplicito appunto a questa giornata sul riciclo della carta. Penso che si riferisse ad altre giornate con una minore importanza perché l'economia circolare e la frazione specifica della Carta, è uno dei temi importanti da affrontare", ha aggiunto, precisando che la misura non ha costi per le casse pubbliche.

Ad ogni modo, ai provvedimenti già approvati si aggiungono i disegni di legge ancora in cantiere, come quello che vorrebbe introdurre la festa del panettone o le proposte di dedicare una giornata nazionale alla scrittura a mano, una al patrimonio caseario e un'altra alle botteghe storiche.

Un proliferare di ricorrenze che in alcuni casi non può che suscitare delle perplessità. Se da una parte, come ha sottolineato il capo dello Stato, ci sono giornate dal valore estremamente significativo, come ad esempio il giorno della Memoria, dall'altra il messaggio di certe ricorrenze è un po' più discutibile. 

Non solo, l'istituzione di tutte queste giornate si ripercuote sugli istituti scolastici, per i quali è diventato praticamente impossibile onorarle, dovendo riuscire nella difficile impresa di conciliare le attività didattiche dedicate con l'insegnamento del programma.

Per questo Mattarella insiste sulla necessità di un intervento normativo che faccia un po' di ordine, fissando dei paletti più stringenti per mettere un freno alla bulimia del Parlamento in questo ambito. Sul punto concorda anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, per il quale "purtroppo gli strumenti a disposizione per limitare l'istituzione di tali ricorrenze sono solo di moral suasion".

Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha trasmesso la lettera di Mattarella ai gruppi parlamentari, con l'auspicio "che in sede politica si possano individuare i criteri omogenei richiamati dal capo dello Stato".

Per Carlo Calenda, "Mattarella ha perfettamente ragione. L’istituzione delle ‘giornate di qualsiasi cosa' è l’esempio dell’impotenza del Parlamento ridotto a fare retorica pura e stucchevole", ha commentato. "Azione ha fatto una battaglia contro questo sconcio. In perfetta solitudine", ha ricordato.

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