Svuotare Futuro Nazionale e l’ammucchiata a destra: la strategia di Meloni per sgonfiare Vannacci

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A cura di Redazione
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La frattura tra la destra di governo e Vannacci sembra ormai insanabile. Per provare a vincere Meloni ha impostato una precisa strategia: da un lato, imbarcare nella coalizione una serie di piccoli partiti, che potrebbero compensare una parte dei voti persi a favore di Futuro Nazionale, dall’altro fare il più possibile per sgonfiare i consensi del partito di Vannacci.

A cura di Marco Billeci e Giulia Casula

La frattura tra la destra di governo e Roberto Vannacci sembra ormai insanabile. Per provare a vincere le prossime elezioni senza stringere un'alleanza con l'ex generale, Giorgia Meloni ha impostato una strategia fondata su due pilastri. Da un lato, imbarcare nella coalizione una serie di piccoli partiti, che potrebbero compensare almeno in parte i voti persi a favore di Futuro Nazionale. Dall'altro, fare tutto quanto è lecito per sgonfiare i consensi del partito di Vannacci.

Il problema per Meloni infatti, è che ancora tutti i sondaggi dicono che senza Futuro Nazionale in coalizione la destra perde. Che fare allora? La premier sta mettendo in campo una precisa tattica per provare a recuperare il terreno perduto.

A partire dall'ingresso nella coalizione di alcuni partiti minori, tra cui Sud Chiama Nord. "Uno che si fa eleggere nella Lega e poi prende il bottino, scappa e si mette in proprio senza mai aver amministrato un condominio è ovvio che diventa il partito dei cazzari", dice il leader Cateno De Luca. "Meloni l'ha preso a pernacchie e ha fatto bene. Il cazzaro è rimasto, si dice in Sicilia, povero e paccio".

Il sindaco di Taormina, che un tempo sparava a zero anche contro Meloni e Salvini, oggi si propone come l'anti-Vannacci della coalizione di destra. "Noi abbiamo eletto sindaci, io stesso, menando a destra e sinistra. Noi siamo i veri civici che si sono costruiti da soli. Abbiamo identità, abbiamo titolo a riportare la politica ai territori", prosegue.

Non c'è solo De Luca. Anche il fondatore del Partito liberaldemocratico, Luigi Marattin è pronto a traslocare nella "gamba moderata" della coalizione. La cosa però potrebbe portare a delle spaccature all'interno del partito, nonostante si tratti di una forza molto piccola (di appena l'1%).

Poi c'è Stefano Bandecchi, che parla con Forza Italia, e le trattative aperte con residui di altre stagioni politiche come Alternativa popolare o l'Italia dei Valori. Certo, il colpo grosso sarebbe attirare Azione di Carlo Calenda, ma quest'ultimo, almeno per il momento, non sembra interessato a sedersi allo stesso tavolo dove c'è Matteo Salvini. Senza di lui però, sarebbe difficile raggiungere quel 7-8% a cui è dato Vannacci.

Allora, ecco la seconda parte della strategia di Meloni: provare a ridimensionare i consensi di Futuro Nazionale. Una strategia che passa anche dai media "amici". Non è un mistero che ormai da diverse settimane a Mediaset viga l'ordine di non parlare di Vannacci, mentre i giornali di area conservatrice ne parlano solo per accusarlo di fare il gioco della sinistra.

C'è poi un altro elemento da non sottovalutare. Al Senato, Fratelli d'Italia ha prestato un senatore a Italia Domani, il partito di Marco Rizzo, così da aiutarlo ad abbassare la soglia di firme necessarie per presentarsi alle prossime elezioni. È difficile però, che si arrivi al paradosso per cui Rizzo si alleerà con la destra alle prossime elezioni. Quello che però può fare e che sta già facendo è attirare gli elettori anti-sistema delusi da Vannacci. Sono diverse infatti, le notizie di fuoriuscite dal partito dell'ex generale che si sono susseguite in queste settimane.

Un piano insomma, che sembra dare i suoi frutti, con Futuro Nazionale in calo nei sondaggi e sempre più iscritti della prima ora che delusi abbandonano il partito. Ci sono scontenti che dicono che Vannacci si è rivelato troppo estremista. "Uno come me parlava con Silvio Berlusconi e ti pare normale che non riusciva a parlare con Pozzolo", dice un'ex vannacciano. Altri che lo accusano di aver tradito i valori della vera destra che si proponeva di incarnare. "Ha usato un'altra volta noi camerati per arrivare lo scopo, ovvero prendere i soliti noti e metterle nelle poltrone", afferma un altro deluso.

"Io sono felice perché chi va via è chi voleva dei ruoli utilizzando un nuovo partito e che evidentemente non ha mai sposato i principi che il generale Vannacci, ovvero che i galloni si guadagnano sul campo", ribatte il deputato Edoardo Ziello, responsabile organizzazione di Fn. L'età dell'oro con Vannacci sicuramente continua. Questo non lo dico io ma i tesseramenti e i numeri delle donazioni. Questi sondaggi ammaestrati di chi li paga profumatamente vanno ad inquinare una sorta di percezione per provare a ridimensionare il generale. Ma mentre loro provano a usare questi brutti metodi della vecchia politica, Vannacci ogni volta che va in qualsiasi evento riempie piazze a auditorium", conclude.

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