Studenti in tenda a Montecitorio, Schlein e Conte al presidio: “Il governo non fa nulla contro il caro casa”
Sull'onda delle proteste per il diritto all'abitare in Spagna, e di quelle per il diritto allo studio in Francia, l'Unione degli universitari, sindacato studentesco, ieri ha piantato le tende davanti Montecitorio, dichiarando una lunga permanenza in attesa di risposte e riforme concrete per garantire un reale diritto allo studio, che si traduce anche in diritto alla casa.
In convergenza con la tendopoli dei giovani democratici a piazza Bologna, in piedi già da svariati giorni, e di quella comparse sotto la minerva alla Sapienza di Roma, anche l'UDU monta le tende per rivendicare il diritto allo studio con lo slogan: "Cara Italia, quanto ci costi?".
La risposta del governo alla contestazione non tarda ad arrivare. Gli studenti, ancora in presidio sotto Palazzo Montecitorio, hanno convocato per le 15:00 di oggi, martedì 13 ottobre, una conferenza stampa, chiedendo anche la partecipazione dell’esecutivo. L’obiettivo è portare direttamente all’attenzione delle istituzioni le difficoltà che attraversano quotidianamente la vita studentesca, affinché le istanze della mobilitazione non restino inascoltate, ma si traducano in misure concrete per garantire un diritto allo studio realmente equo e accessibile.
Quella che poteva essere un'apertura al confronto si è rivelata, in realtà, un momento di contestazione. Alla richiesta degli studenti di un dialogo diretto con il governo, la risposta è arrivata da Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, in un botta e risposta con Ilaria Vinattieri, che per l'UDU Roma ha rivendicato il senso politico della mobilitazione: "Il governo deve venire a rispondere delle richieste, delle rivendicazioni di un’intera generazione. Se siamo sotto Montecitorio un motivo c’è". Donzelli ha replicato contestando: "Non potete pretendere che il governo risponda subito a una vostra convocazione in conferenza stampa…continuate ad aspettare".
È proprio sulle politiche della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, esponente di questo governo, che si è concentrata una parte centrale della contestazione. Al centro dello scontro c’è il piano di housing universitario finanziato attraverso il PNRR: 1,2 miliardi di euro destinati a sostenere la creazione di posti letto per studenti, attraverso contributi rivolti a soggetti pubblici e privati che gestiscono residenze universitarie. La critica dell’Unione degli universitari riguarda proprio la scelta di affidare una parte significativa di questa strategia a gestori privati. Secondo il sindacato, le risorse pubbliche avrebbero dovuto contribuire alla costruzione di un sistema di residenze pubbliche, con prezzi realmente accessibili e criteri di assegnazione legati al bisogno economico.
Alla conferenza stampa, convocata per oggi, sono stati molti i personaggi politici e non ad essere presenti per dare il loro sostegno, tra questi Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Susanna Camusso. La protesta degli studenti ha portato così il campo largo davanti a Montecitorio, riunendo esponenti di diverse forze del centrosinistra attorno a una rivendicazione comune: il diritto alla casa e allo studio.
A intervenire c'è stato Maurizio Landini, segretario generale della CGIL: "È una battaglia di civiltà, qui non si sta rappresentando una parte, ma un’idea di Paese che chiede a tutte le forze politiche, di governo e di opposizione, di cambiare le leggi sbagliate che in questi anni sono state fatte", ha dichiarato, aggiungendo. "È una lotta che riguarda tutti noi, perché gli studenti stanno rivendicando il diritto ad avere un futuro, ad avere una scuola che funzioni e la possibilità di garantire a tutti il diritto di poter studiare"
Al presidio si sono uniti anche i Giovani Democratici: "Abbiamo deciso di metterci insieme qui davanti a Montecitorio per rompere questo muro del silenzio che attornia la crisi abitativa e le condizioni materiali della nostra generazione". Anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha raggiunto il presidio di Montecitorio dopo aver sostenuto i Giovani Democratici nella protesta di piazza Bologna. "Noi vi sosteniamo, i ragazzi hanno piantato una tenda per piantare un chiodo nella politica di questo Paese", ha affermato, esprimendo il sostegno del PD alla mobilitazione studentesca.
Il sostegno è arrivato anche dalla giovanile di Sinistra Italiana, nello specifico dal coordinatore nazionale Riommi, di UGS: "Noi oggi siamo qui a Montecitorio affinché Meloni e tutta la destra al governo non possano più far finta di nulla. Perché senza casa non c'è dignità per chi studia, vive e lavora nelle nostre città".