Vannacci la spara più grossa di Tajani: “Preferisco la donna senza gonna, non sono bacchettone”

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“Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna”. Lo dice Vannacci a proposito dei ‘consigli’ di Tajani su come prendere moglie. Il leader di Futuro Nazionale alza l’asticella e fa l’ennesimo commento sessista sull’affidabilità delle donne che usano le donne corte.

Né appariscente né seria, meglio la donna che la gonna non la indossa affatto. Non sono bastate le scuse di Tajani a mettere la parola fine alla vicenda dei consigli sessisti sulla moglie ideale, elargiti dal palco alla kermesse politica "Itaca" a Formello. L'ex generale Vannacci e leader di Futuro Nazionale risponde con becera ironia alle dichiarazioni del vicepremier e titolare della Farnesina e alza l'asticella: "Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna", ha detto Vannacci a Start su Sky TG24.

Non importa quanto il discorso possa suonare offensivo o maschilista, perché nella corsa ad accaparrarsi l'elettorato di destra per le prossime elezioni politiche conta chi la spara più grossa e chi gioca meglio sulla frase a effetto, solleticando gli istinti più bassi.

Vannacci non ha fatto una gaffe naturalmente, la sua uscita è perfettamente studiata per scioccare, disturbare e far parlare di sé, con una battuta irrispettosa e provocatoria, che gli permetterà per le prossime ore di aver più visibilità dei rivali del centrodestra.

Da Vannacci nessun passo indietro: "Non sono bacchettone"

Quel che è certo è che Vannacci non si pente della sua frase sulle donne e le gonne, che rientra perfettamente nel suo stile comunicativo: "Mai stato un bacchettone, amo le donne e le considero un dono dell'universo: le uniche a poter dare la vita", ha detto contattato dall'AdnKronos.

"Non sono le gonne a classificare le donne – ha sottolineato ancora l'ex generale – A me piacciono le donne libere e consapevoli, a prescindere dagli indumenti che indossano. Per cui rifiuto ogni omologazione e ogni tentativo di omogeneizzazione con l'uomo e ripudio ogni iniziativa che tenderebbe a delegare alla ‘percezione' caratteristiche che invece sono insite nella natura".

I consigli ‘matrimoniali' di Tajani sulle donne e le scuse tardive

La presidente del Consiglio Meloni aveva provato a minimizzare il discorso del suo vice, che in un intervento fatto venerdì scorso in un'occasione pubblica ha fatto una metafora che definire infelice è riduttivo, svelando le sue convinzioni sessiste con un linguaggio retrivo e patriarcale. Tajani dal canto suo dopo due giorni di polemiche e attacchi è stato costretto a fare marcia indietro, cercando di far passare le sue frasi maschiliste e del tutto inopportune sulle donne come un semplice fraintendimento: "Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne, non l'ho mai fatto in vita mia né nella vita privata né nella vita pubblica". Ma è chiaro che siamo in presenza di scuse tardive, anche se dovute, che non cancellano affatto un discorso di più di due minuti, in cui la scelta della moglie "affidabile e seria" viene accostata al suggerimento di un voto a una forza moderata. Un discorso che denuncia la perfetta aderenza del pensiero di Tajani ai valori della cultura patriarcale, in cui le donne sono giudicate solo per la loro capacità o meno di essere delle buone madri di famiglia, rispondenti ai bisogni dei mariti.

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