Strage a Cracovia, ferito l’attentatore: in piazza anche 34 liceali di Albano Laziale, stanno bene

Immagine
Spari sulla folla a Piazza del Mercato a Cracovia, uccise 6 persone, 16 ferite, alcune in gravi condizioni. Nel luogo della strage era presente anche un gruppo di 34 studenti di Albano Laziale, con e 3 accompagnatori: stanno bene e stanno rientrando in Italia.

Al momento della sparatoria di oggi pomeriggio intorno alle 15 nella Piazza del Mercato di Cracovia, ad opera di uomo di Stato 25 anni in mimetica piombato sulla folla a bordo di una Subaru nera senza targa, causando secondo l'ultimo aggiornamento 6 morti e sedici feriti, era presente anche una scolaresca di 34 studenti e 3 accompagnatori di un liceo di Albano Laziale (Roma). Tutti i ragazzi sono stati messi in sicurezza dall'ambasciata d'Italia che ha inviato sul luogo dell'attentato il direttore dell'Istituto di cultura di Cracovia e la console onoraria.

Il rientro in Italia è gestito dalla loro agenzia di viaggio, ma la Farnesina si è subito messa a disposizione per assistere gli studenti del liceo Ugo Foscolo, nel rientro in Italia, in caso di difficoltà. Nessuno è dovuto ricorrere a cure mediche, come ha confermato anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Confermo che oggi erano presenti nell’area della Piazza del Mercato anche 34 studenti e 3 accompagnatori di un liceo di Albano Laziale: l’ambasciatore ha chiesto alla console onoraria e al direttore dell’Istituto di cultura di recarsi sul posto. I due funzionari hanno aiutato il gruppo prima a riunirsi e poi a rifugiarsi in un luogo sicuro. Hanno perso il volo che era previsto per questa sera, ma rientreranno in Italia domani. Continueranno a essere seguiti dalla nostra Ambasciata, dal direttore e dalla console: ringrazio loro e tutti i funzionari della Farnesina che oggi anche a Roma come sempre hanno lavorato a protezione di cittadini italiani nel mondo", ha dichiarato Tajani.

"Quello che abbiamo fatto è stato di contattare i ragazzi o rispondere se ci contattavano – ha riferito a Rai News l'ambasciatore italiano in Polonia, Luca Franchetti Pardo – dicendogli di stare fermi dove stavano perché è meglio non muoversi in questi casi finché la polizia non lo autorizza. Poi ho mandato sia la console sia il direttore dell'istituto di cultura nei singoli luoghi dove si trovavano questi ragazzi e li abbiamo tutti concentrati in un luogo sicuro dove ora si trovano".

È intervenuto anche il sindaco di Albano Laziale Massimo Ferrarini: "Non si registrano feriti tra gli studenti del Liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale che si trovavano nella piazza al momento dei fatti. Una notizia drammatica che ha profondamente colpito e scosso la nostra città. Il nostro pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, alle quali esprimiamo tutta la nostra vicinanza e il nostro cordoglio. Siamo profondamente addolorati per quanto accaduto e, pur nella tragedia, siamo grati che i nostri ragazzi siano rimasti incolumi".

Ferrarini ha assicurato di essere "in costante contatto con le autorità competenti per seguire direttamente l'evolversi della vicenda, monitorare le condizioni degli studenti e verificare che siano garantite tutte le necessarie misure di sicurezza e assistenza. L'amministrazione comunale continuerà a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo, mantenendo un filo diretto con le autorità e con tutti i soggetti coinvolti. In queste ore la priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri giovani, la loro serenità e il loro ritorno a casa".

l sindaco e l'intera amministrazione comunale hanno voluto esprimere "la propria vicinanza agli studenti, agli accompagnatori, alle famiglie e a tutta la comunità scolastica del Liceo Ugo Foscolo, condividendo il sollievo per l'assenza di feriti tra i ragazzi e il grande dolore per le vittime e le persone colpite da questo folle e incomprensibile gesto".

Chi è l'attentatore di Cracovia "affascinato da ideologie di estrema destra"

Il bilancio della strage è di sei vittime, quattro donne e due uomini, fra cui un cittadino straniero, e 16 feriti (molti dei quali sono gravi) compreso l'attentatore, che è stato colpito dagli agenti ed è in condizioni critiche. L'autore della sparatoria è un 25enne cittadino polacco residente nella regione di Swietokrzyskie, situata nel Centro-Sud del paese. Non sono ancora chiari i motivi dell'attacco e si continua a indagare. Durante l'arresto gli agenti hanno aperto il fuoco contro il 25enne, ma l'uomo ha risposto, ferendo due poliziotti, uno dei quali è grave. Nell'attacco ha utilizzato armi militari, e nel suo veicolo aveva numerose armi e munizioni. Era in possesso di un porto d'armi, ma è stata smentita la notizia che fosse un soldato.

Il ministro degli Interni, Marcin Kierwinski, ha affermato che l'uomo "potrebbe essere stato affascinato da ideologie di estrema destra", questo aspetto sarà oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti. In serata a casa del killer, che si trova in ospedale dopo essere stato raggiunto dai colpi d'arma da fuoco delle forze dell'ordine, sono stati trovati i corpi senza vita di tre persone, probabilmente suoi familiari.

"Due donne e un uomo sono stati trovati morti nell'abitazione dell'autore" della sparatoria, ha dichiarato il capo del governo polacco durante una conferenza stampa a Cracovia, aggiungendo che si trattava probabilmente dei "familiari" dell'attentatore. L'uomo, in mimetica, si è scagliato a bordo della sua auto a tutta velocità contro la folla nella piazza simbolo della città, Rynek Glowny, e ha aperto il fuoco indiscriminatamente sui passanti con un fucile semiautomatico AR-15.

La testimonianza di un 38enne italiano: "Salvo per solo un minuto"

Presente sul luogo della strage anche altro cittadino bolognese di 38 anni, il quale ha raccontato via social la sua esperienza, dicendo di essersi spostato con i suoi amici dal luogo dove poi è avvenuta la sparatoria solamente un minuto prima del suo inizio. "Doveva essere un weekend spensierato a Cracovia. Eravamo fermi davanti a Zara quando ho detto ai miei amici ‘ragazzi, dai, andiamo a prenderci un caffè all'Hard Rock'. Un minuto dopo, proprio dove eravamo noi è iniziata una sparatoria", ha detto Umberto Orsini, che si trovava a Cracovia in vacanza.

"Ci siamo rifugiati nel locale tra le grida, salendo ai piani alti dall'uscita d'emergenza. Quando siamo riusciti a uscire, abbiamo visto la vetrina di Zara in mille pezzi e una persona a terra, esattamente nel punto in cui ci trovavamo pochi istanti prima. È stato in quel momento che mi sono venute le lacrime agli occhi. Bastava un minuto. Un minuto soltanto. Sono ancora sotto shock ma immensamente grato di essermi sentito come protetto da qualcosa che mi ha guidato ad allontanarci. Il pensiero va a quelle persone che hanno perso la vita, e quanto sia sottile il confine tra esserci ancora e non esserci più, perché non c'è bisogno di aspettare un altro domani per dare valore alla vita che abbiamo oggi".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views