Zanella (Avs): “Tajani sulle donne? Inadeguato come ministro e leader di partito, pensi prima di parlare”
Dopo una lunga eco, lunedì sera sono arrivate le scuse. "Io non ho mai pensato di offendere le donne, non l'ho mai fatto in vita mia né nella vita privata né nella vita pubblica". Queste le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in merito alla polemica montata dopo le sue dichiarazioni sulla scelta della "brava moglie" pronunciate venerdì sera a Formello, durante la rassegna Itaca – Viaggio tra le idee. Nel suo intervento, il segretario di Forza Italia aveva accostato la scelta di una partner di vita a quella di un partito, tra riferimenti alla lunghezza delle gonne, al numero di fidanzati e alla capacità o meno di essere una brava madre.
Dichiarazioni che hanno suscitato reazioni e critiche, poiché considerate frutto di stereotipi e figlie di una cultura sessista. Interrogata dai cronisti sul tema, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva invitato a non "ingigantire" la vicenda, definendo quella di Tajani una "frase uscita male". Di questo e del significato politico di quelle dichiarazioni, Fanpage.it ne ha parlato con Luana Zanella, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio.
Onorevole, le parole del ministro Tajani sui criteri per scegliere una brava moglie hanno suscitato indignazione, ma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, le ha derubricate a una “frase uscita male”, invitando a non “ingigantirle”. Lei condivide questa lettura?
Mi è venuto in mente un proverbio veneto che dice: "Che la piasa, che la tasa, che la staga in casa. Cioè, che piaccia, che taccia e che stia in casa", le qualità che accompagnavano la sposa ideale. Sembrano parole che provengono, purtroppo, dal profondo della propria cultura e anche da altri tempi. Parole in libertà da parte di un uomo e che sono al di là di quello che io mi sarei aspettata da un esponente di Forza Italia e dal ministro degli Esteri. È una cosa che ti interroga anche sulla qualità della classe dirigente del centrodestra.
Tajani ha costruito il suo ragionamento attraverso il paragone tra la scelta elettorale e la scelta di una moglie, descrivendo la donna di centrodestra come affidabile, fedele e capace di “tenere la famiglia”. Che cosa comunica questo modo di rappresentare le donne? E, soprattutto, che immagine finisce per attribuire implicitamente alle donne e agli uomini del centrosinistra?
Egli rappresenta il nostro Stato, anche la parte che a lui è avversa, cioè il centrosinistra, quindi gli direi che, prima di parlare e di esprimere il suo pensiero, sia un po' più riflessivo e meno diretto a esternare quelli che evidentemente comunque sono i suoi pensieri.
Negli stessi giorni, a Orvieto, Roberto Vannacci ha proposto Ulisse come modello del “patriarcato mediterraneo”, sottolineandone il sacrificio per la patria e il ritorno a Itaca per ristabilire l'ordine nella propria famiglia. Che idea di mascolinità c'è nella comunicazione politica della destra?
È ancora sugli schermi una bellissima Odissea (il film di Christopher Nolan, ndr) che effettivamente è la rilettura di uno dei poemi che racconta la nascita della cultura, sicuramente una cultura patriarcale. Vannacci fa un uso strumentale del patriarcato e tira l'acqua al proprio mulino; crede di essere un esponente della cultura greco-romana e di interpretare secondo i suoi canoni piccini e mistificatori perfino quella.
Al di là delle singole dichiarazioni, che cosa ci dice questo linguaggio sulla visione del rapporto tra uomo e donna che oggi la destra sta proponendo?
Sono convinta del fatto che nel centrodestra ci sono tantissime donne, comprese quelle che sono dentro la commissione sul femminicidio di cui faccio parte anch'io, che non la pensano in questo modo e che si sono sempre espresse in maniera molto netta contro il patriarcato. Penso che dovrebbero essere loro a preoccuparsi molto e anche a esprimersi in maniera un po' più netta e più decisa. L'uso, ancora una volta, come leva per accattivarsi i maschi della tradizione e per raccogliere voti di Vannacci, è anni luce distante dalla cultura politica che può essere veramente al servizio della civiltà e dell'umanizzazione di questa civiltà che sta perdendo pezzi.
Lei crede che Tajani possa avere tradito la fiducia delle donne di Forza Italia o comunque del centrodestra?
Non so se l'abbia tradito, certamente ha deluso e non ha certo rappresentato il sentire di tante donne della sua area, a partire sicuramente da Marina Berlusconi per dirne una, ma anche di altre che conosco e con cui ho condiviso anche scambi politici in Parlamento.