La manovra è stata varata dal governo. La discussione sulla legge di Bilancio si è spostata ora in Parlamento, dove all’interno della maggioranza si promette una dura battaglia, soprattutto su alcune misure. Intanto, però, gli italiani esprimono i loro dubbi sulla manovra e, in particolar modo, sembrano essere preoccupati da un possibile aumento delle tasse. Un sondaggio realizzato da Ipsos evidenzia i timori degli elettori sulla possibilità che questa legge di Bilancio comporti un aumento delle tasse per i cittadini. Evidentemente il dibattito su alcune misure come la plastic tax, la sugar tax e la tassa sulle auto aziendali – tutte norme che Italia Viva chiede polemicamente di abolire – sembrano aver convinto gli italiani che l’impatto sulle loro tasche sarà reale. Una percezione probabilmente sedimentata anche grazie agli attacchi delle opposizioni di centrodestra, che vedono questa legge di Bilancio come costellata di nuove tasse e balzelli per i consumatori.

Agli intervistati viene chiesto un parere proprio su questo aspetto: gli si domanda se credono che la manovra possa comportare un aumento o una diminuzione delle tasse da pagare il prossimo anno. Ben il 37% del campione ritiene che le tasse aumenteranno, mentre il 30% sostiene che pagherà esattamente le stesse cifre che versa attualmente allo Stato. Solo il 21%, invece, pensa che andrà a risparmiare qualcosa, magari grazie a provvedimenti come il taglio del cuneo fiscale. Infine, il 12% non indica una risposta a questa domanda.

Sondaggi, elettori favorevoli a limite uso contante

Tra le principali misure introdotte dal governo con la manovra ci sono sicuramente quelle volte a incentivare l’uso dei pagamenti elettronici, a discapito del contante. In particolare l’esecutivo punta sul cashback, ma anche sull’entrata in vigore (già prevista da tempo) della lotteria degli scontrini. In generale gli italiani si mostrano favorevoli verso misure di questo tipo, volte a scoraggiare i pagamenti in contanti. Il 51% esprime un giudizio positivo su queste norme, mentre il 45% ha un parere negativo. Non ha un’opinione precisa in merito, invece, il restante 4% degli intervistati.

Le categorie più pagate in nero secondo gli italiani

Rimanendo sul tema dei pagamenti in contanti, lo stesso sondaggio chiede agli intervistati quali siano le categorie che più spesso capita di pagare in nero, quindi senza avere una ricevuta, una fattura o uno scontrino. A prevalere in questa particolare lista sono i liberi professionisti, indicati come la risposta all’interrogativo nel 34% dei casi. Alto anche il numero di persone che indica gli artigiani come categorie più spesso pagata in nero: è il 30% del totale. Ancora, all’11% troviamo i negozianti e gli esercenti, mentre al 10% i collaboratori domestici. Il 15%, infine, non indica una risposta.