Sondaggi politici, chi vince le elezioni e perché la nuova legge elettorale aiuta il campo largo

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A cura di Luca Pons
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Il campo largo è in vantaggio nei sondaggi politici. In caso di vittoria, anche di poco, con la nuova legge elettorale si garantirebbe un’ampia maggioranza alla Camera e al Senato. Lo mostra la nuova simulazione di Only Numbers. Per vincere, il centrodestra ha bisogno dei voti di Roberto Vannacci.

Lo scontro sulla legge elettorale che va avanti da settimane ritorna oggi alla Camera, dopo il via libera del Senato, e probabilmente si concluderà all'inizio di ottobre con un voto che potrebbe anche far cadere il governo Meloni, se le cose non andassero come previsto dall'esecutivo. Ma nonostante la dura opposizione del centrosinistra, alla fine la riforma elettorale – chiamata a livello giornalistico Stabilicum o Melonellum – potrebbe favorire proprio il campo largo. Lo mostra la simulazione di Only Numbers realizzata nell'ambito della rilevazione per Porta a porta.

Ad oggi, l'istituto ha misurato che il centrodestra prenderebbe il 41,1% dei voti, mentre il centrosinistra arriverebbe al 43,2%. Circa due punti di differenza, che con l'attuale legge elettorale (chiamata Rosatellum) potrebbero garantire un leggero vantaggio. Con il Melonellum, invece, porterebbero a una maggioranza netta. Naturalmente, le cose andrebbero al contrario se nel centrodestra entrasse anche Roberto Vannacci, con il 7,4% di Futuro nazionale.

Il confronto tra i due sistemi elettorali mostra chiaramente la differenza. Se si andasse a votare oggi, con i numeri misurati dal sondaggio di Only Numbers e con l'attuale legge elettorale, il campo vincerebbe ma avrebbe un vantaggio contenuto, per quanto riguarda i seggi: alla Camera ne otterrebbe 190 su 400 (non la maggioranza assoluta, quindi), contro i 178 del centrodestra. Considerando che ci sarebbero anche 19 deputati di Futuro nazionale, ci potrebbe anche essere una maggioranza alternativa di estrema destra che, andando dai forzisti ai vannacciani, supererebbe il campo largo. Nel mezzo ci sarebbe anche Azione di Carlo Calenda, che con i suoi 8 seggi ottenuti grazie al 3,3% dei voti, potrebbe giocare un ruolo significativo negli equilibri tra le coalizioni.

Ben diverso lo scenario con la nuova legge elettorale, per come è formulata oggi. Con gli stessi risultati alle urne, il centrosinistra si prenderebbe 219 seggi e il centrodestra solo 141: il distacco salirebbe da 12 a 78 seggi, e a quel punto nessun partito ‘terzo' potrebbe ribaltare le cose. La stessa dinamica si ripete al Senato. Con l'attuale legge elettorale, il campo largo vincerebbe con uno scarto di 15 seggi (100 a 85). Con quella nuova, lo scarto sarebbe di 40 (110 a 70).

Le cose cambierebbero anche nei rapporti di potere tra i partiti. È difficile misurare in modo preciso quale sarebbe il risultato delle singole forze politiche con l'attuale legge politica, perché c'è una quota di seggi, quella assegnata nei collegi uninominali, che dipende dalle decisioni della coalizione su ciascun territorio. Secondo la simulazione, con il sistema attuale il centrosinistra vincerebbe 74 seggi uninominali alla Camera e 41 al Senato, e questi andrebbero divisi tra i vari partiti. Con la nuova legge elettorale, invece, non ci sarebbero seggi uninominali (se non in Trentino-Alto Adige e Valle D'Aosta) quindi il calcolo è più semplice.

In ogni caso, considerando solo i seggi assegnati in modo proporzionale, il Partito democratico alla Camera andrebbe da 63 seggi a 111 (oltre la metà dei 219 complessivi della coalizione); al Senato, da 33 a 56 (di nuovo, più della metà dei 110 totali). Allo stesso tempo, il Movimento 5 stelle salirebbe da 35 a 62 seggi a Montecitorio e da 17 a 30 a Palazzo Madama. Per Alleanza Verdi-Sinistra il salto sarebbe rispettivamente da 18 a 34 e da 9 a 17. Italia viva prenderebbe 11 seggi alla Camera e 5 al Senato con il Melonellum, mentre con l'attuale sistema elettorale il suo risultato dipenderebbe dai collegi uninominali.

Dall'altra parte Fratelli d'Italia passerebbe da 69 a 87 seggi alla Camera e da 37 a 43 al Senato, nonostante la sconfitta. Forza Italia va da 20 a 25 a Montecitorio e resta a 12 a Palazzo Madama. La Lega rispettivamente da 19 a 23 e da 5 a 10. In molti casi, soprattutto per i partiti più piccoli, questi aumenti sono in realtà ingannevoli: come detto, la simulazione non tiene conto dei seggi uninominali assegnati con l'attuale legge elettorale; ce ne sono 70 alla Camera e 31 al Senato che, spartiti tra le varie forze politiche di centrodestra, mostrerebbero come il Melonellum svantaggi soprattutto la Lega e Forza Italia, in proporzione.

È interessante notare anche che la nuova legge elettorale può aiutare i partiti che si piazzano al di fuori delle coalizioni. Azione passa da 8 a 11 seggi alla Camera e addirittura da 1 a 5 al Senato: una differenza che può essere pesante anche negli equilibri parlamentari, se non altro perché sono posti ‘tolti' alla coalizione sconfitta. Futuro Nazionale ha numeri anche maggiori: passa da 19 a 24 seggi alla Camera e da 11 a 12 al Senato.

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