Per Crosetto gli allarmi bomba sugli aerei sono parte della guerra ibrida all’UE: “È facile creare psicosi”

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A cura di Luca Pons
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Gli allarmi bomba che hanno coinvolto almeno 18 voli in Europa sono collegati all’attacco informatico che ha surriscaldato i frigoriferi e a altri episodi di “guerra sotto soglia”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Dobbiamo abituarci a difenderci”.

Almeno diciotto voli aerei in Europa oggi hanno ricevuto un allarme bomba. Di questi, almeno otto interessavano l'Italia, tra Milano e Roma. Finora, nessuno degli allarmi firmati dallo Stato Maschile si è rivelato fondato. Secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto, questi falsi (finora) allarmi fanno parte di "una strategia per aumentare il caos". Lo ha riferito ai cronisti, rispondendo a una domanda di Fanpage.it a margine del question time in Senato.

Non è la prima volta che accade, e già nei giorni scorsi erano arrivate una decina di segnalazioni. "Durante i funerali" dei quattro militari morti in Bosnia "mi è arrivato il biglietto del primo di ieri. Poi, per fortuna, si sono rivelati tutti falsi". È un esempio, ha detto Crosetto "di come è facile comunque innescare problemi, innescare ansia e creare psicosi nei nostri Paesi".

"È tutto collegato: allarmi, attacchi informatici e droni"

Il ministro non ha dubbi che i diversi episodi siano collegati tra loro: "È tutto legato". E ha allargato lo sguardo anche alle altre anomalie e attacchi informatici registrati negli ultimi giorni: "I frigoriferi, il sangue in Francia", dove ieri alcune celle che contenevano sangue donato hanno subito un attacco ibrido con lo stesso effetto: la temperatura interna è passata da -30 gradi (necessaria per conservare il sangue che sarebbe stato consegnato a strutture sanitarie e banche biologiche) a circa 110 gradi.

Tutto collegato, per il ministro, che ha incluso anche iniziative militari molto diverse: "I droni, gli aerei, le minacce…viviamo in questo periodo". Qui è diventato piuttosto evidente il riferimento alla Russia, che in passato ha inviato più di un drone nello spazio aereo europeo, senza che questo portasse a un attacco diretto sul territorio dell'UE (e quindi della NATO).

Quando i cronisti hanno chiesto se ci sia un'ipotesi su chi organizza questi allarmi bomba, Crosetto ha risposto: "Si chiama ‘guerra sotto soglia', perché è sotto la soglia di attribuzione. Viene fatta apposta in questo modo perché nessuno possa attribuirla a un colpevole. È la stessa cosa che vale per gli attacchi cyber: sono al 99% sotto la soglia di attribuzione. Quindi tu lo subisci, tu devi difenderti, magari ti fai dei danni, ma nessuno può dimostrare che arriva da A, B o C".

Il ministro ha continuato: "Uno può dubitare da dove può arrivare", ma non ci sono risposte ufficiali chiare e indiscutibili. "È una nuova minaccia. Sono quattro anni che dico che in qualche modo dovremmo abituarci a difenderci".

Crosetto e la minaccia della guerra ibrida

Da quando è in carica, Crosetto ha insistito molto sul concetto di guerra ibrida a cui l'Italia è esposta – oltre a sottolineare a più riprese che, anche sul piano strettamente militare, il nostro Paese non sarebbe pronto a rispondere a un'offensiva. L'ultima volta lo aveva fatto circa due settimane fa, dopo gli scontri di piazza avvenuti a Milano e in altre città italiane il 17 e il 18 ottobre. I

l ministro aveva affermato che "i fatti di Milano e di altre parte d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche e sono il frutto di quella che io chiamo ‘guerra ibrida', che qualcuno sta portando nelle nostre nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube, senza che l’Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca". In quell'occasione, però, dall'opposizione avevano chiesto che il ministro portasse delle prove per le sue affermazioni, dato che non era evidente il legame tra le manifestazioni di protesta e le offensive ibride di un Paese straniero.

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