Militari italiani morti nell’elicottero in Bosnia, oggi i funerali solenni e l’addio: “Erano seminatori di pace”

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Davanti alle quattro bare avvolte nel tricolore per i funerali solenni a Roma, parenti a famigliari ma anche tutte le autorità politiche e militari del Paese. “Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura erano seminatori di germogli di pace” ha ricordato monsignor Gian Franco Saba durante l’omelia.

“Erano seminatori di germogli di pace” così oggi monsignor Gian Franco Saba ha ricordato durante i funerali i quattro miliari italiani morti nell’incidente dell’elicottero CH-47 in Bosnia.  "Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura hanno intuito che dedicare la vita per il sevizio è anticipazione del paradiso” ha aggiunto l’ordinario militare nel corso dell’omelia della funzione religiosa che ha dato l’ultimo saluto ai sergenti dell'Aviazione dell'Esercito, Simone Ruggia e Claudio Marchesi, e ai due volontari del Corpo militare della Croce rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e aa sergente Laura Procacci.

Per l’addio ai quattro militari della missione Eufor, i cui feretri sono giunti in Italia ieri, oggi si sono tenuti solenni funerali nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma dove una folla ha dato l’ultimo saluto ai quattro feretri avvolti nella bandiera tricolore e portati a spalla dai commilitoni davanti al picchetto d'onore.

Davanti alle quattro bare su cui erano poste le fotografie delle vittime, parenti a famigliari ma anche tutte le autorità politiche e militari del Paese. Presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Meloni ma anche i presidenti di Senato e Camera, i leader delle opposizioni Schlein e Conte e il Ministro della difesa che così ha commemorato i quattro: "La Repubblica è qui a questo funerale, lo Stato unito è qui senza divisioni per rendere omaggio a questi quattro fratelli, la famiglia della Difesa è qui, con i famigliari, per voi erano i vostri figli e sono "diventati simboli dell'orgoglio e della gioia di servire".

Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura “hanno intuito che l'amore per l'umanità in certi contesti richiede dedizione per addestrarsi ad operare con prontezza e competenza a beneficio della pace, della custodia tra i popoli, dell'intervento sanitario in possibili situazioni di criticità e di emergenza. Hanno messo a disposizione i loro talenti e competenze" ha sottolineato invece monsignor Saba.

Per i quattro militari un momento di ricordo anche in Bosnia dove in loro memoria sarà costruito un monumento proprio nei pressi in cui è avvenuto l’incidente mortale, per volontà delle autorità locali. “Sono andato a vedere il resto dell'elicottero ed ero accompagnato da tutte le autorità della Bosnia. Quando sono arrivato per la partenza si sono avvicinate: c'erano un musulmano, un ortodosso e un cattolico. Si odiano da generazioni. E mi hanno detto: Non riusciamo mai a trovare l'accordo su nulla, ma ci siamo messi d'accordo in un secondo oggi ‘Noi costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi" ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto durante i funerali.

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