Come stanno gli 11 feriti dell’elicottero miliare italiano precipitato in Bosnia: due trasferiti per ulteriori cure

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Oltre alle 4 vittime, nello schianto dell’elicottero CH-47 dell’esercito italiano in Bosnia feriti anche gli altri 11 a bordo. La maggior parte sono soldati dell’esercito ma vi è anche un altro componente del Corpo Militare della Croce Rossa italiana. Nove sono nell’ospedale di Brcko mentre due più gravi sono stati trasferiti a Tuzla.

È il giorno del cordoglio e del ricordo oggi per i quattro miliari italiani morti nello schianto dell’elicottero dell’esercito italiano in Bosnia ma è anche il momento della vicinanza agli undici connazionali feriti nello stesso schianto e ora ricoverati nel Paese balcanico. Sul CH-47 Chinook, che era decollato da Viterbo ed era arrivato in Bosnia dopo uno scalo a Pratica di Mare, viaggiavano infatti 15 persone, tutti militari, sia dell’esercito che del Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana. Secondo il ministero della difesa, al momento gli undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie in Bosnia ma fortunatamente nessuno di loro versa in pericolo di vita.

La maggior parte dei militari feriti nell’incidente sono soldati dell’esercito italiano che erano impegnati nell’operazione umanitaria europea EUFOR Althea in Bosnia-Erzegovina come i due sergenti specialisti dell'aviazione dell'esercito italiano Simone Ruggia e Claudio Marchesi, rispettivamente 29 e 35 anni. Tra di loro vi sarebbero anche i piloti che si sarebbero miracolosamente salvati

Tra i feriti però vi è anche un altro membro del Corpo Militare della Croce Rossa italiana. Si tratta del medico del team di evacuazione sanitaria che era imbarcato sul velivolo e che comprendeva anche le due vittime, Franco Adriano Zecchillo, tenente e Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria, e la sergente soccorritrice Laura Procacci, 24 anni. “Il dolore per la scomparsa improvvisa dei nostri due colleghi è indicibile, stiamo già supportando le loro famiglie. Siamo in contatto con il terzo componente del team di evacuazione medica, rimasto ferito anche lui, e seguiamo con grande attenzione le sue condizioni” ha dichiarato il Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana.

Due militari trasferiti per altre cure

Dopo lo schianto dell’elicottero avvenuto subito dopo la fase di decollo nella località di Gorice, nei pressi dall’aeroporto di Brcko, come ha confermato a Fanpage.it, l'ambasciatrice italiana a Sarajevo, i feriti sono stati subito portati negli ospedali della zona. La maggior parte sono in cura all’ospedale di Brcko, si tratta di nove militari. Altri due invece sono stati trasferiti in una struttura medica più attrezzata a Tuzla per ulteriori cure a causa delle ferite più serie ma nessuno è in pericolo di vita.

Il Ministero della difesa ha assicurato però di aver inviato immediatamente sul posto anche una propria équipe medica per garantire ai feriti il massimo supporto e la migliore assistenza possibile.

Indagini sulle cause dello schianto: possibile guasto al rotore

Intanto sono state avviate le indagini per capire la dinamica dell’incidente dell’elicottero. Un vdeo dei momenti immediatamente precedenti allo schianto mostrano il velivolo che inizia a roteare su sé stesso perdendo repentinamente quota fino allo schianto. Immagini che fanno pensare subito a un guasto meccanico anche perché non c’era maltempo tale da far pensare a una causa metereologica anche se il cielo era nuvoloso. È possibile che uno dei due rotori si sia bloccato, ma resta ancora tutto da accertare. “Le cause della tragedia sono attualmente in corso di accertamento. Sono già state avviate le attività di indagine necessarie a ricostruire la dinamica dell’incidente e a chiarire le circostanze dell’accaduto” spiegano dal Ministero della difesa

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