Parla il medico sopravvissuto alla caduta dell’elicottero militare: “Questione di un secondo, un miracolo che sia vivo”

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Le prime parole dall’ospedale del tenente colonnello medico Flavio Favari, l’unico sopravvissuto della squadra sanitaria della Croce Rossa a bordo dell’elicottero Militare italiano Ch47 precipitato in Bosnia nell’incidente costato la vita ai due suoi colleghi e a due militari dell’esercito.

"Questione di un secondo, un miracolo che io sia vivo", sono le prime parole del tenente colonnello medico Flavio Favari, l'unico sopravvissuto della squadra sanitaria della Croce Rossa a bordo dell'elicottero Militare italiano Ch47 precipitato in Bosnia nell'incidente costato la vita a due suoi colleghi e a due militari dell'esercito italiano.

Ricoverato ancora nell'ospedale di Tuzla dove era stato trasferito a causa delle ferite gravi riportate nel terribile incidente, il dirigente medico dell'Azienda Ospedaliera Universitaria  di Verona è perfettamente lucido e consapevole di quanto accaduto anche se le sue condizioni sono tra le più gravi tra i feriti.

"E' un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo" ha dichiarato il dottor Favari affidando a una nota  un breve pensiero sul drammatico momento dello schianto. L'ufficiale medico ha voluto anche esprimere la propria profonda gratitudine ai rappresentanti della Croce rossa della Bosnia-Erzegovina e al ministro della Difesa, Guido Crosetto, che si sono recati in ospedale per fargli visita, e al presidente nazionale della Croce rossa italiana, Rosario Valastro che lo ha telefonato.

"L'ho sentito al telefono, è una roccia" ha confermato lo steso Valastro oggi. "Il colonnello Favari sta bene, compatibilmente con il trauma subìto. È assolutamente vigile e lucido e risponde bene" ha aggiunto invece il maggiore generale Gabriele Lupini, ispettore nazionale del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana.

"Favari ha raccontato che l’elicottero è precipitato in tempi rapidissimi e che, in quei momenti, non si sono nemmeno resi conto di quanto stava succedendo" ha aggiunto Lupini all’Adnkronos, assicurando che il medico veronese "è consapevole della situazione".

Nella tragedia dell'elicottero Militare italiano precipitato in Bosnia sono morti i due colleghi di Favari che facevano parte del team Medevac della Croce Rossa, Franco Adriano Zecchillo, tenente infermiere e Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria, e la sergente soccorritrice Laura Procacci, 33 anni, laureanda in medicina. Le altre due vittime sono invece due Sottufficiali dell'Esercito Italiano, i sergenti specialisti dell'aviazione dell'esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, rispettivamente 29 e 35 anni.

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