Allarmi bomba sugli aerei in Italia, il comandante Recine spiega cosa sono i codici squawk
Giovedì 5 novembre 2026 nei cieli d'Italia e d'Europa sono stati vissuti momenti di tensione a causa di allarmi bomba multipli che, nel momento in cui stiamo scrivendo, hanno coinvolto almeno 15 aerei. Un vero e proprio caos che ha attivato le procedure di sicurezza previste e spinto i piloti a effettuare atterraggi di emergenza in aeroporti diversi da quelli di destinazione. In alcuni casi gli aerei sono stati scortati da caccia militari, fra i quali i nostri Eurofighter. Ben sei degli allarmi bomba hanno riguardato velivoli in arrivo in Italia, due diretti a Roma e quattro a Milano, provenienti da Finlandia, Irlanda e altri Paesi. Per almeno due voli l'allarme è stato collegato alla ricezione di una mail minatoria sottoscritta dai “Combattenti dello Stato Maschile”.
Al netto della sopracitata rivendicazione, non è chiaro quale sia l'organizzazione dietro questi atti criminali, tuttavia alcuni analisti non escludono che possa esservi una correlazione con i cyberattacchi che nei giorni scorsi hanno colpito i sistemi di refrigerazione di numerosi punti vendita e centri della grande distribuzione in Europa, provocando la distruzione di tonnellate di cibo e danni per milioni di Euro. In Francia sono state colpite anche le celle frigorifere che custodiscono le sacche di sangue. In sostanza, potremmo essere innanzi a una vera e propria strategia di “guerra ibrida” contro i Paesi del Vecchio Continente.
L'unica certezza, al momento, è che tutti gli allarmi bomba si sono fortunatamente rivelati infondati e senza conseguenze, nonostante il caos e le comunicazioni concitate tra il traffico aereo e i piloti per gestire l'allerta. In alcuni casi i codici a quattro cifre trasmessi dai transponder (squawk code) sono stati sostituiti con appositi codici di emergenza, che aiutano il traffico aereo a identificare velivoli con determinati problemi. Per capire meglio cosa sono i codici squawk e quando vengono usati, Fanpage.it ha contattato il comandante Danilo Recine, vicepresidente ANPAC (Associazione nazionale piloti aviazione commerciale). Ecco cosa ci ha raccontato.
Comandante Recine, cos'è un codice squawk?
Il codice squawk è un codice transponder, è il sinonimo in pratica. Viene assegnato dal controllo del traffico aereo prima di partire perché identifica quel volo quasi per l'intera durata del volo. A quel volo e a quel codice corrisponde un determinato aeromobile. Può tuttavia essere cambiato anche in volo, sempre da parte di un altro ente di controllo. Per esempio, se lei vola dall'Italia e va in Francia, la Francia ha la facoltà di poter cambiare il codice.
E in caso di emergenza?
È un sistema che, se usato inserendo alcuni codici particolari relativi a situazioni di emergenza o di altro tipo, che sono pochissimi, permette all'ente di controllo a terra che ci monitora sotto controllo radar di capire che abbiamo quel tipo di problema per cui inseriamo quel codice. Noi abbiamo a bordo un apparato che si chiama transponder dove si inseriscono i codice e, in caso di necessità, come appunto le emergenze, inseriamo un codice affinché immediatamente, a prescindere dalla comunicazione radio o meno, il controllore radar veda questa traccia in maniera diversa, di colore diverso, e quindi attiri la sua attenzione. Vuol dire che quell'aereo ha bisogno di attenzione e di assistenza. Per esempio, nel caso di un'emergenza tecnica grave, dove noi abbiamo bisogno di atterrare il prima possibile e di avere la massima priorità e assistenza, il codice che si inserisce previsto dalle procedure è il 7700.
Quindi l'aereo ha un codice squawk identificativo che può essere in caso di necessità
L'aereo utilizza il codice squawk che gli viene assegnato, ma se in volo ho un problema, per cui devo dichiarare che sono in emergenza perché ho avuto un'emergenza grave e ho bisogno di far sapere a tutto il mondo radar, ai controllori di volo, che ho un problema, io inserisco quel codice 7700. Durante l'autorizzazione, la "clearance", come si chiama, che ricevo prima di partire, per esempio da Roma per andare a Parigi, io devo essere autorizzato alla messa in moto, cioè ad iniziare le mie operazioni. Insieme a questa autorizzazione mi viene data una rotta: la pista di decollo a Fiumicino, che tipo di uscita dovrò seguire, una quota e, alla fine, anche questo codice squawk, che può essere di qualsiasi numero. È il codice di quel volo.
Attraverso questo apparato a bordo, però, se un volo qualsiasi che ha un suo codice ha bisogno di dire al mondo: "Io ho un problema di emergenza, o un dirottamento, oppure non mi funzionano più le radio e non riesco più a parlare", io su quello stesso apparato, al posto del codice che avevo prima, inserisco quello che le ho detto, o un altro che abbia un significato ben preciso. Questo attira semplicemente l'attenzione da parte di chi ci controlla dal punto di vista radar, perché dice: "Ok, in quell'area c'è un aereo che ha un problema". Se appare il codice 7600, significa che c'è un problema alle comunicazioni radio. Se c'è un'emergenza grave per cui si chiede un rientro immediato, è previsto che si inserisca uno squawk al posto di quello che avevamo.
Quindi più aerei contemporaneamente possono avere nello stesso momento questo 7700 di cui si parla per grave pericolo a bordo?
Non avviene quasi mai che più aerei lo abbiano nello stesso momento. È una cosa, mi lasci dire, quasi impossibile.
In questo caso ci sono stati diversi allarmi bomba contemporanei su più aerei
Un allarme bomba comporta che venga data la notizia all'equipaggio e, a seconda delle comunicazioni e delle informazioni disponibili, più o meno attendibili, si può decidere di atterrare prima possibile oppure continuare verso la destinazione. Ovviamente, quando si atterra, per precauzione si va in zone abbastanza lontane dalle aree operative aeroportuali e si attivano delle procedure. In alcuni casi gli aerei sono stati scortati, ma si tratta soltanto di una scorta da parte di caccia militari per seguire il volo. Non esiste un codice specifico per l'allarme bomba. Esiste però un codice che posso utilizzare se voglio avere priorità. Ripeto, la situazione può essere semplicemente comunicata al controllo di volo, oppure sono loro stessi a informarci. Possono dirci: "C'è un allarme bomba che vi riguarda, diteci le vostre intenzioni". Noi rispondiamo: "Ok, vogliamo atterrare il prima possibile in questo aeroporto" e loro ci danno la massima priorità e ci fanno atterrare.
Non è obbligatorio inserire un codice specifico. Lo si fa solo nelle situazioni che le ho detto. Una è l'emergenza vera e propria, che può essere tecnica oppure medica. Se ho un malato grave a bordo e un medico mi dice che c'è un imminente pericolo di vita e che bisogna atterrare il prima possibile, io dichiaro emergenza medica e contemporaneamente inserisco lo squawk 7700. In quel modo, se io atterro a Fiumicino, anche la torre di controllo di Ciampino vede un aereo con codice 7700 e capisce che nella sua area c'è questa situazione. Ma non esiste una situazione in cui, essendoci stati allarmi bomba, vengano automaticamente inseriti questi codici. Sono codici che inserisce il pilota. Se questa situazione, che io spero di no, dovesse continuare e chi lancia questi allarmi dovesse colpire contemporaneamente tre aerei in arrivo, per esempio a Milano, è chiaro che se tutti e tre decidono di inserire quel codice, allora ne vedremmo tre. Però la scelta di inserirlo o meno in questa situazione non è obbligatoria da parte del pilota, perché c'è già un contatto radio costante, la situazione è nota e l'ente di controllo sta già fornendo tutta la priorità necessaria, facendo invece attendere tutti gli altri aeromobili.
Quindi gli aerei interessati potrebbero mantenere il loro codice squawk stabilito all'inizio
Sì, sì, assolutamente. È una decisione che viene presa dal comandante. In alcuni casi, invece, siamo obbligati a inserire determinati codici in base alle procedure. Per esempio, se un aereo ha un problema a un motore, che è uno dei casi previsti dalle procedure, dopo aver gestito la situazione si torna ad atterrare nell'aeroporto più vicino possibile, dichiarando emergenza per radio e inserendo quel codice. A quel punto quell'aeroporto è, di fatto, dedicato a quell'aeroplano, perché è stato dichiarato uno stato di emergenza. Succede veramente pochissime volte. Ci sono delle avarie che a volte si verificano, ma guasti così gravi da richiedere la dichiarazione di emergenza sono davvero pochi rispetto ai milioni di voli che abbiamo nel mondo.
Per fortuna l'aereo resta uno dei mezzi di trasporto più sicuri in assoluto
Sì, perché ha molte ridondanze. Questo è il punto fondamentale. Mi si può rompere una radio, ma ne ho altre due. Si può avere un problema a un impianto idraulico, ma ce ne sono altri. E così via. Anche i serbatoi del carburante sono progettati in modo che, se ci fosse un problema in uno di essi, possano essere isolati affinché non interferiscano con gli altri. Sono tante le accortezze tecniche che ci sono dietro e questo fa sì che, anche con un'avaria piuttosto importante, un aereo non solo continui a volare, ma possa tornare all'atterraggio in piena sicurezza.