Perché oggi molti aerei in Italia partiranno e arriveranno con grande ritardo

Immagine
Da questa mattina in tutti gli aeroporti si registrano forti ritardi causati da un guasto ai sistemi di controllo. Il comandante Danilo Recine (ANPAC) spiega a Fanpage.it perché le procedure d’emergenza rallentano così tanto il traffico.
Intervista a Danilo Recine
Comandante e vicepresidente dell'Associazione Nazionale Piloti Aviazione Commerciale (ANPAC)

Da questa mattina il traffico aereo italiano è in tilt. Ritardi di ore, decolli a singhiozzo e migliaia di viaggiatori che non sanno se oggi riusciranno a partire per le proprie mete. Secondo quanto comunicato dall‘Ente Nazionale per l'per l'Assistenza al Volo (ENAV), la causa del disservizio risiederebbe in un guasto ai sistemi di controllo. L'ente ha escluso categoricamente che il problema possa essere stato causato da un attacco informatico – di questi tempi è sempre la prima opzione contemplata – tuttavia le importanti anomalie alla rete di trasmissione dei dati hanno costretto le autorità ad attivare un protocollo di sicurezza che ha sensibilmente ridotto il flusso dei voli, sia in partenza che in arrivo. Ma cosa prevede questa procedura? E perché ridurre il traffico aereo rappresenterebbe una tutela per i (pur scontenti) viaggiatori? Lo abbiamo chiesto a Danilo Recine, comandante e vicepresidente dell'Associazione Nazionale Piloti Aviazione Commerciale (ANPAC).

"Negli ultimi anni l'evoluzione tecnologica ha permesso di gestire l'aumento del traffico globale. Tuttavia, come in ogni settore, la tecnologia ha due facce: quando si verifica un problema tecnico, entrano in gioco le procedure di contingenza, esattamente come avviene a bordo di un aereo", spiega Recine.

Di cosa stiamo parlando esattamente?
Sono procedure alternative che suppliscono al mancato funzionamento di una parte del sistema automatico. Questo comporta una riduzione, a volte molto drastica, della capacità di gestire i flussi di traffico. Se in condizioni normali un aeroporto gestisce ad esempio 20 movimentazioni (tra decolli e atterraggi) in un determinato intervallo di tempo, quel numero deve essere ridotto notevolmente per mantenere elevati gli standard di sicurezza. Mancando la disponibilità operativa, i voli programmati subiscono ritardi o cancellazioni, sia in arrivo che in partenza.

In che modo la riduzione numerica dei voli permette una gestione più sicura del traffico? Nel momento in cui bisogna ricorrere a procedure meno automatizzate e più "manuali", passare ipoteticamente da 100 a 20 movimenti gestiti consente di operare in totale sicurezza. Anche in giornate di bel tempo come oggi, in cui si potrebbero gestire molti più aerei, il protocollo impone un limite massimo di movimenti per ciascun intervallo di tempo.

Questa situazione riguarda indistintamente i voli nazionali e internazionali?
Assolutamente sì, non c'è distinzione tra traffico nazionale e internazionale. Restrizioni e ritardi possono verificarsi anche in condizioni ordinarie, per esempio se andiamo da Roma a Parigi e c'è maltempo a destinazione o, lungo la rotta, si creano degli "slot" che ritardano le partenze per ridurre il flusso. Lo stesso avviene in caso di sciopero. In tutti questi contesti si riduce la capacità massima del sistema per garantire la sicurezza.

In base alla sua esperienza, quali sono i tempi medi necessari per ritornare alla normalità?
Qui torna il concetto della tecnologia a doppio taglio: se da un lato un guasto può provocare un blocco, dall'altro le tecnologie moderne permettono di ripristinare i sistemi in tempi veloci. Il vero problema riguarda il cosiddetto "effetto coda": i ritardi e le cancellazioni accumulati richiedono molte ore per essere smaltiti. Un singolo aeromobile effettua solitamente dai 4 ai 6 voli al giorno: se il primo volo parte con due ore di ritardo, quel ritardo si ripercuoterà su tutte le tratte successive svolte da quell'aereo nell'arco della giornata, anche a sistema ENAV pienamente ripristinato.

Qual è il consiglio per i viaggiatori oggi? In che modo le compagnie aeree riorganizzano i propri operativi?
L'invito ai passeggeri è di armarsi di pazienza e monitorare le comunicazioni dei vettori. Le compagnie aeree stanno riorganizzando le operazioni partendo dalle proprie basi operative, dove dispongono di aerei ed equipaggi di riserva. Ad esempio, a Roma Fiumicino una compagnia di base può rischedulare i voli, cancellarne alcuni e riallocare le risorse. Una compagnia nordamericana con un solo volo giornaliero non ha invece questo margine di manovra. A livello operativo è in corso una complessa riprogrammazione da parte dei singoli vettori per limitare al massimo i disagi.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views